Matilde Scarpa, una biografia ironica

Quando ho deciso di scrivere qualcosa su chi é Matilde Scarpa l’unica via percorribilie era una biografia ironica e mi sono trovata in serie difficoltá: in primis: ma chi sono veramente? E cosa scrivere su di me? Giorni ad interrogarmi (ecco perche uno va dallo psicologo).
Comunque si trattava di qualcosa di serio, certo non potevo scrivere “ha pubblicato 20 romanzi e ha ricevuto 10 premi” sarebbe stato millantare credito, e la biografia nata a e ha studiato a e si e trasferita a, credo sarebbe stata noiosissima! Quindi ecco qua con un po di ironia la mia vera autobiografia. La troverete anche nella raccolta di poesie ali di ferro di prossima pubblicazione,
MI é sembrato un modo di descrivermi molto piu vero e profondo e dice molto di piú di quel che sono rispetto ad un elenco di dati luoghi e fatti storici.
Forse preferivate davvero dove sono nata (a Norbello) e dove ho studiato (a Cagliari) quanti (tanti) lavori ho fatto e dove vado in vacanza (vado in vacanza??) e quanti mariti ho avuto (uno basta e avanza), se ho un cane (lo avuto da piccola), e la macchina (mitica 307 peugeot) e di che orientamento politico/religioso sono (non ho il senso dell’orientamento), e se ho fatto uso di sostanze stupefacenti (non mi servono sono giá stupefacente di per me) e se ho piú rimpianti o piú rimorsi (ahhh mi fossi svegliata prima…entrambi) e se ho figli ( mi spiace qui si tocca la sfera privata)…
Sono certa che una bio di questo tipo vi avrebbe annoiato a morte. Quindi ve la risparmio.
Nel sito alla pagina Chi sono, (ancora me lo chiedo e cerco di capirlo… ) troverete quindi questa simil-biografia e una presentazione che mia figlia Claudia ha scritto su di me in occasione di un reading di poesie.
Ma a che serve una biografia? Forse a niente e forse aiuta a capire qualcosa di piu su chi abbiamo di fronte. Da un bel pó di tempo a questa parte quando leggo qualcosa di nuovo inizio sempre dalla biografia dell’autore. Senza quelle informazioni il testo non avrebbe quella ricchezza e profonditá. Pensate a Leopardi. Il mio caro Giacomo ne ha passato delle belle!
Se ci pensate bene alla fine lo facciamo quasi tutti di interessarci alla biografia di qualcuno. Pensate quando facciamo la conoscenza di una nuova persona: iniziamo con “dove sei nato o meglio, di dove sei?”

A dirla tutta, ci piace conoscere gli altri … poi la curiositá é umana!

Una Poetessa e Scrittrice. Il diritto di esserlo

Oggi ho dato il diritto a me stessa di essere una Poetessa e Scrittrice.

Oggi nasco come Poetessa e Scrittrice. Abbiamo tutti il diritto di nascere,
L’ho fatto attivando il mio sito web Matilde Scarpa dove si parlerá di Poesia di Vita e non solo.
Ho sempre scritto e quando ho smesso sentivo qualcosa pungermi il fianco. Si era la Poesia che cercava di venire fuori e mi pungeva perche non gli davo retta!

Poi ho ripreso la penna in mano e ho ho ripreso a respirare.
Ho ripreso ad esprimere me stessa e tutto quello che la mia censura interiore mi vietava di essere.

Lentamente, e questo l’ha tenuta in vita.

La Poesia ha superato cassetti polverosi, agende ingiallite dal tempo, lunghi orari di lavoro. Ha resistito a quelle voci che la denigravano, alle sconferme.

Non ha avuto di che nutrirsi, e per lei non c’era mai tempo. Eppure non é mai andata via. É rimasta li ad aspettare. Paziente.

Potevo non farla nascere? Potevo ucciderla? NO! Mi sono data di il DIRITTO di scrivere e di far conoscere la mia Poesia.
Voglio celebrare questa nascita con tutti Voi. Condividere questo momento della mia vita con voi.

Si, nasco a nuova vita, quella che voglio vivere. Sará una nuova ed entusiasmante avventura, andró incontro a mondi nuovi da esplorare, forse con salite faticose ma riconoscente verso quella parte di Me che mi ha sempre amato anche quando io non la facevo parlare.

Voglio avere come madrina per la mia nascita una poesia bella e importante che descrive, credo non solo per me, lo stato d’animo di chi viene “colpito” dalla Poesia.
eccola
La Poesia di Pablo Neruda
… e Voi come vi siete sentiti la prima volta che avete scritto un verso? Datevi il diritto di far nascere la vostra Poesia. Io … “io non sapevo che dire” …e poi “il mio cuore si sparpaglio nel vento.”

Accadde in quell’etá… La poesia
Venne a cercarmi. Non so da dove
sia uscita, da inverno o fiume.
Non so come né quando,
no, non erano voci, non erano
parole né silenzio,
ma da una strada mi chiamava,
dai rami della notte
bruscamente fra gli altri,
fra violente fiamme
o ritornando solo
era lí senza volto e mi toccava.

Non sapevo che dire, la mia bocca
non sapeva
nominare
I miei occhi erano ciechi,
e qualcosa batteva nel mio cuore.
febbre o ali perdute,
e mi feci da solo,
decifrando
quella bruciatura,
e scrissi la prima riga incerta,
vaga, senza corpo, pura
sciocchezza,
pura saggezza
di chi non sa nulla,
e vidi all’improvviso
il cielo
sgranato
e aperto,
pianeti,
piantagioni palpitanti
ombra ferita,
crivellata
da frecce, fuoco e fiori,
la notte travolgente, l’universo.

Ed io, minimo essere,
ebbro del grande vuoto
costellato,
a somiglianza, a immagine
del mistero,
mi sentii parte pura
dell’abisso,
ruotai con le stelle,
il mio cuore si sparpaglio nel vento.