L’insopportabile ospite del condominio

L’insopportabile ospite del condominio
C’è un rumore insopportabile nel condominio. Troppo silenzio. Un ospite che nessuno ha invitato, ma che si é insediato occupando tutte le stanze, corridoi compresi.
É un silenzio oltre che rumoroso, ingombrante.
Quando rientro a casa devo romperlo sbattendo i tacchi per terra come una nave rompighiaccio nei mari dell’estremo nord.
Per raggiungere la mia camera da letto devo tagliarlo, frantumarlo, spostarlo quasi di peso, aprire le finestre con la speranza che un vento di tempesta se lo porti via.
Durante la cena mi assale, lo vedo occupare tutto il tavolo, inglobare senza permesso il piatto, il tovagliolo di carta e il bicchiere d’acqua. Si espande come l’olio sul pavimento dalla bottiglia rotta.
É sulle mie spalle il pipistrello nero del silenzio. Accendo il televisore per avere un parlare di fondo, ma il ruggito del silenzio si fa più aggressivo.
Ostaggio di quest’ospite, inatteso e sgradito, non so che fare. Lo sento camminare, i suoi passi risuonano nel mio cervello, vorrei si levasse di torno e mi lasciasse tranquilla ora che sono libera e ho del tempo per fare qualcosa.
Ma, in questi ultimi giorni, sono priva di idee, motivata all’organizzazione, nessuna volontà mi circola nelle vene, nessuna decisione vieni a chiamarmi, nessun bisogno mi spinge all’azione.
Questo silenzio non smette di parlare, di infastidirmi. Ho difficoltá a concentrarmi sui miei impegni, sui progetti che voglio portare avanti.
Questo invasivo silenzio mi sta annebbiando.
Ma non posso tollerare che occupi il condominio a suo piacimento, in modo gratuito e senza dare niente in cambio.
Mi rifugio nei miei pensieri piu lontani. Quelli che nessuno sente, che nessuno ha mai ascoltato.
Cerco di trovare il bandolo di questa matassa intricata, delle condomine che finalmente hanno lasciato casa e portato via le loro se stesse ingombranti e chiassose e frizzanti e melodrammatiche e scanzonate e intimiste personalitá. Cerco ilbandolo di questa matassa, di me che sono stordita e incapace di camminare. Camminare per andare dove?
C’è un senso di insopportabile silenzio che mi fa compagnia ma io non voglio stare con lui.

Troviamo la poesia dentro di noi

Troviamo la poesia dentro di noi
Siamo nel limbo ognuna nei propri pensieri, alcune preoccupate per il futuro di un presente-assente, altre confuse da un tempo di attesa non definito, altre smaniose di andare in un altrove.
Potrebbe sembrare negativa l’assenza del presente, ma in effetti il limbo ci fa una grande regalo: il tempo per noi stesse. Ognuno di noi la Ribelle, arrabbiatissima con se stessa per non essere riuscita sin’ora a sostenere, come lei desiderava, le persone oppresse e che spettavano di vivere, l’Innamorata che vuole l’amore con la A maiuscola, l’Eterna-Adolescente che rincorre i suoi sogni e desideri molti dei quali inconsapevoli e non chiaramente espressi. Ebbene, questo limbo, questo tempo non-presente ci offre un’opportunità straordinaria, costruire minuto dopo minuto il nostro futuro. Abbiamo carta e pennelli per disegnarlo proprio come lo vogliamo, lo immaginiamo.
Per farlo dobbiamo partire da un elemento di base: conoscerci e conoscere la nostra poesia. Chi più di noi stesse conosce la nostra vera poesia, quella interiore, nascosta che no mostriamo, che spesso non viene accettata in primis, spesso da no stesse. Abbiamo paura di incontrare la nostra vera Poesia.
Spesso, e io ne sono stata un esempio, non è così facile trovarla nascosta, soffocata dal nostro quotidiano, dall’urgenza costante del rispondere al mondo che chiede, difficile individuarla dentro di noi comprendenderla accettarla e, farla sbocciare.
Può essere una stella cometa che nel cielo nero ci illumina la strada, un fiore che sboccia tra i lastroni di pietra nel marciapiede, una casa di sabbia che crolla per i latrati del vento. É la nostra Poesia.
Il tempo è diverso, e il limbo è un tempo prezioso per trovare la Poetessa dentro di noi, tenderle la mano, chiamarla per nome e farla nascere, è un profondo e personale viaggio interiore che conferma la nostra unicità, la bellezza che ci consente di cogliere le tenebre. Quelle tenebre nascoste dietro illuminati sorrisi, riconoscere la paura travestita da arroganti comportamenti, accettare la nostra vulnerabilitá chiusa da “no” dichiarati a voce alta.
Troviamo la nostra Poesia e inizieremo il viaggio verso la libertá di essere.

Notizie dal limbo: sotto la neve

Notizie dal limbo: sotto la neve
Sotto la neve, nella calda terra, i semi sono protetti.
Aspettano con trepida impazienza di germogliare. Fremono, vogliono spuntare, affacciarsi dalla coltre bianca, andare fuori, dal principio timidamente come un periscopio che in superficie osserva il mondo circostante e poi sicuri per aprirsi gioiosi e tranqilli al mondo. C’è urgenza, si sente dal vibrare dei timidi germogli. Ma sotto la neve i semi potranno tenere intatta la loro specificità, unicitá. Non saranno bruciati dal gelo e seccati dal vento tagliente o calpestati da incuranti viandanti. I quattro semi sotto la neve avranno il tempo di germogliare e poi dare buoni frutti. Frutti necessari alla terra: l’amore e la passione per il bene e l’altruismo, la curiosità, la bellezza e l’attenzione per l’umanità . Sotto la neve non ci sará nessuna aggressione, e i semi avranno a disposizione il tempo necessario a fortificarsi, crescere in saggezza, essere pronti ad essere pienamente se stessi nel mondo.
I semi scalpitano perché vogliono incontrare la luce il sole e fiorire ma sotto la neve, nella calda terra prenderanno tutti i nutrimenti come l’energia, la forza la vitalitá, l’entusiasmo necessari a incontrare tutte le altre forze presenti sulla Terra, positive o negative e saperle attraversare come un oceano calmo o in tempesta.
Ancora sotto la neve, anche quando il desiderio di correre e piú forte ma le gambe non sono allenate e il cuore non sa quanto sangue pompare.
Sotto la neve respirando, raccogliendo i pensieri, conoscendo l’io profondo, accogliere se stessi e prepararsi a vivere pienamente.
La primavera è vicina, presto i germogli spunteranno con gli occhi aperti sulle meraviglie del mondo, le mani pronte a ricevere l’abbondanza dell’universo, il cuore palpitante per donare amore, la mente attiva per essere per esprimere e donare la nostra unicità al mondo.
Ancora un po sotto la neve preparando l’arcobaleno.

Amo i miei giorni di crisi

Amo i miei giorni di crisi
Periodicamente vado in crisi, ciclicamente sprofondo senza appiglio in un baratro di profondo disorientamento.
La mia mente entra in subbuglio, l’umore da altalenante all’inizio, prosegue, inarrestabile, giu verso il basso piú oscuro. Il corpo avverte un fastidio generale dove non sto male, ma si fa pesante da trasportare, il cuore con i suoi cupi rintocchi é a metá tra una campana a morto e il tamburo del giustiziato. I piedi non sanno dove andare, e molto piú di qualcosa non va.
Non mi arriva nessun messaggio preventivo, nessun avviso, che so una notifica che mi prepari. Niente.
Non ho ancora attivato il meteo crisi.
É come il terremoto, te lo becchi sia che abbia lievi scosse telluriche, o magnitudo 7.9
Quindi entro in crisi: in sintesi tutto quello che ho scelto, sia perché voluto con amore e sia perché determinato da situazione comunque voluto a corredo delle scelte, non va più bene. Andrebbe registrato, rimesso in linea, adeguato, cambiato. Questo razionalmente lo so, ma quando le scosse telluriche arrivano, quando il corpo è refrattario e la mente contesta ogni parola sto da schifo, e giorno dopo giorno mi sale la rabbia.
Andare in crisi ciclicamente è una bruttissima esperienza ma che amo e che, inconsciamente cerco, perché é la migliore e anche meravigliosa opportunità che mi può capitare per rifarmi Nuova. Rinnovarmi.
In quei giorni, settimane, me se è davvero brutta anche mesi, alterno stati di insoddisfazione, rabbia, frustrazione, tristezza, incapacità, dolore. In quei giorni, sarebbe ottimale non avere soldi da spendere in dolci che vanno a colmare bisogni non del tutto chiari, del tipo nutella-tappabuchi-risolvi tutto, vado giù in un cunicolo buio dove ogni segnale viene ridotto in polvere.
Un’alchimia negativa che aumenta il livello di rabbia che sfogo su me stessa, Non conosco il meccanismo, il processo che resta sotteso e produce lentamente il cambiamento.
Quella fase dura poco, piú o meno, e dopo essermi davvero arrabbiata con me stessa rimetto in marcia tutto.
Con uno sforzo teutonico, inverto il processo alchemico e trasformo tutta la negativitá in una focalizzata energia, quella sana rabbia che mi fa di nuovo nascere, con dolore, necessario a costruire l’esperienza dell’ulteriore via di cambiamento.
Amo i miei momenti di crisi perché divento nuova, una rinnovata me che butta, taglia ciò che non serve, lascio in quel miglio di profonda crisi, ciò che nel prossimo viaggio non mi servirà e mi appesantirebbe, mi faccio leggera per darmi la possibilitá di osservare il cielo di nuove opportunità, e io sono grata, ancora una volta, a questi giorni speciali, io amo i miei giorni di crisi.
So cosa ho ricevuto in dono quando sono nata: un inesausta curiositá e una sfrenata sete di conoscenza. I miei giorni di crisi sono necessari a tutto questo.

Notizie dal limbo: dalla voce dell’Eterna-Adolescente

Notizie dal limbo: dalla voce dell’Eterna-Adolescente
Chi ha detto che la vita è bella? Chiunque sia stato non ha mai avuto nessuna esperienza con la CapoCondomina, con la cantina e con il Limbo!
Ultimamente, anzi quasi da sempre, la mia vita é uno strazio, pieno di problemi i-n-s-o-r-m-o-n-t-a-b-i-l-i! Mai una gioia, mai un giorno pieno di divertimento.
In cantina é stato il deserto, al primo piano un continuo lottare contro le proibizioni. In questo non-luogo, nel nulla, dove sento solamente la mia voce e quelle delle altre, regna la desolazione.
Dov’è la ricchezza della vita, quella della gioia, delle risate a crepapelle che ti viene l’acido lattico alle mandibole, quella fantasia sfrenata di sperimentare senza paura. Qui c’é o zero assoluto.
Mi ricordo ancora quelle belle parole dette da non mi ricordo chi: il primo impegno verso noi stessi é trovare la felicità. Aria fritta!
Che ci sto a fare in questo mondo se non ho neanche le p-o-s-s-i-b-i-l-i-t-á di tentare?
Sono tagliata fuori da tutto. Mi sento una sepolta viva, legata ancora una volta in un non luogo senza vita. Si, io volevo andare via dal condominio ma non per ritrovarmi qui nella desolazione piú avanzata.
La Poetessa, che sta assumendo sempre più sembianze da Sacerdotessa, mi ha detto: – trova la gioia in te stessa –
Però non mi ha spiegato niente. Mi ha lasciato con quella affermazione e non so che farci, e mentre già mi girava le spalle andando via, ha continuato – quando la troverai sarai pronta ad uscire da questo Limbo.
Ma cosa sta succedendo? Sono finita in un video gioco con prove di livello??
Mi sa di un grande trabocchetto, e poi lo so giá. Basta fare quello che vuoi, e non hanno senso queste teorie mistiche da eremo-solitario-trova-te-stesso!
Datemi delle possibilitá e vedete come trovo gioia, fatemi fare le prove pratiche non la teoria!!!
Qui non posso fare altro che pensare e quando penso troppo non sono per niente gioiosa.
L’unica cosa che posso fare é sognare, non è che posso andare a divertirmi, posso sognare di andare a divertirmi, ma capiamoci non è la stessa cosa. Proprio no!
Quindi qui nella desolazione più totale cosa potrò fare? Sognare, sognare di vivere.
Posso iniziare da qui? Sognerò la vita che desidero quella che voglio dopo questo noiosissimo limbo.
Ma lo so giá, quando sogno, voglio subito metterlo in pratica…só giá come andrá a finire… scapperó anche dal limbo!

Voci dal condominio abbandonato: una festa per brindare

Voci dal condominio abbandonato: una festa per brindare
É tutto pronto per la festa, ho lavorato come una pazza, ieri ho fatto la spesa e ho iniziato a preparare alcune cose altrimenti oggi non avrei fatto in tempo; ecco sono le 8:00 le mie amiche arriveranno fra poco, sono in piedi dalle 6:00 sono andata a lavoro e mi sono dovuta trattenere anche mezz’ora in più che è la norma, ma dopo che ho detto che avevo un impegno e che non potevo trattenermi, mi hanno guardato storto. Una corsa a casa, ho finito di cucinare, ho preparato la tavola ho messo il vino in fresco. Meno male che le mie amiche fidate sono leggermente in ritardo così ho avuto il tempo di rilassarmi con una bella doccia e ho anche avuto il tempo di mettermi un po’ di trucco, d’altronde quando si festeggia, si festeggia alla grande anche se si sta a casa.
Sì, adesso arrivano sono le 8:10 il ritardo di Protocollina è messo in conto ma le altre stanno per arrivare.
Per cena ho preparato cocktail di scampi e tartine al salmone e per non impegnarmi troppo pesce al vino bianco in forno, e ho comprato il dolce.
Sono già alle 8:15! Quando è tutto pronto e non arrivano mi fanno indiavolare, capisco che anche loro lavorano, però un messaggio per dirmi che ritardano lo potrebbero mandare!
Sono le 8:20 sarà il caso di sollecitarle – ehi che combinate? qui è tutto pronto vi sto aspettando!! 🙂 – adesso mi rispondono che stanno cercando parcheggio ma in realtà sono appena partite da casa come al solito, però sono le mie amiche, ci tengo a loro. Anch’io qualche volta sono arrivata in ritardo quindi non mi posso lamentare, vero è che io stavo lavorando e oggi loro avevano l’orario corto mentre il mio é sempre lungo.
Si, stanno arrivando sono le 8:25 ma se non arrivano subito dovrò riscaldare il pesce, ma no sicuramente stanno parcheggiando. Nessun messaggio vuol dire che sono impegnate alla guida.
La tavola é apparecchiata per bene non manca niente, ho messo i piatti floreali e ho scelto i bicchieri colorati così fanno proprio festa, la tavola imbandita così fa proprio casa. La guardo e mi accorgo che c’è un silenzio troppo forte che non si combina con l’aria di festa, si metto su un po’ di musica. Finalmente il primo messaggio: é Miss Hollywood – scusami non ti ho potuto scrivere prima ma sono fuori a cena con il tipo di cui ti ho parlato ti racconto tutto nei prossimi giorni – tipo? Quale tipo? Ma ci si comporta così? Lei aveva confermato l’invito!!! C’era da aspettarselo, sempre dietro ai ragazzi e sono già le 9:00! Alle altre due ora le mando un messaggio diretto: – così non si fa!! siete più di un’ora in ritardo!!
Faccio avanti e indietro non sapendo cosa fare. Aspettare così mi innervosisce. Ecco un altro messaggio di Protocollina: – sono al lavoro e non riesco a finire prima di sera tardi, ho da fare delle chiusure scusami ti chiamo domani – nooo se manca anche lei che festa é!!
9:15 un’altro messaggio: eccola, Sbadata mancava lei, vediamo, sara alle prese con il parcheggio: – sono ad un aperitivo con le mie amiche di lavoro e poi andiamo a ballare scusami mi sono dimenticata del nostro appuntamento divertitevi, vi volete unire a noi ? baci baci fammi sapere –
Spengo il cellulare, lo abbandono sul divano e vado a sparecchiare la tavola.
Rimetto i piatti a posto, gli stuzzichini in frigo, tolgo il pesce dal forno è ancora caldo e non lo posso conservare in frigo, i bicchieri colorati mi sembrano piú spenti sará la luce fioca.
É strano come si fa in fretta a rimettere a posto quando non si é usato niente.
Spengo tutte le luci.

Dal silenzio del Limbo: voglia di vivere l’Innamorata e l’amore

Dal silenzio del Limbo: voglia di vivere l’Innamorata e l’amore
Dove sta l’amore? Ho perso l’unica possibilitá di trovare l’Amore, c’ero vicinissima, e invece ho perso tutto.
Non sento più le mie care amiche sempre pronte a consigliarmi, non possono raggiungermi in questo limbo.
Il Principe Azzurro non viene a liberarmi. Non lo vedo neanche all’orizzonte, qui non c’é neanche quello! Sono sola, in compagnia di Amore, e speranza di amare.
La Poetessa ci ha riunite tutte e, breve e misteriosa come sempre ci ha detto – l’unica cosa che potremo fare é Amare.
Certo che poteva spiegarsi meglio. Amare chi? Qui ci sono solo io. Lei lo sa bene questo.
Perché ha detto che l’unica cosa possibile é amare. Amare chi, cosa, …me stessa? Come? E poi non mi suona tanto giusto, io dovrei amare un’altra persona.
Ecco non c’è nessuno che mi dà risposte, e io ho solo domande.
Quando sarà il momento di uscire di nuovo dal Limbo, avrò trovato le risposte? Amare, si ama incondizionatamente se si ama davvero, e donare se stessi agli altri … cosí ho sempre letto. Ma è proprio quello che voglio?
Se ripenso ai miei 101 articoli per trovare il Principe Azzurro, gli articoli prevedevano il trovare e quindi ricevere un bel po’ di cose…
Forse non sono pronta ad amare e a donarmi agli altri?
Questo si che é un problema. Devo capire davvero come fnziona questa cosa, mi sa un po di trappola, anche perche nei film e nelle favole dove l’Amore é per sempre, lei, cosa fa? Per esempio le varie Cenerentole, le Belle Addormentate nel Bosco per non parlare di Biancaneve, non é che hanno fatto chissa cosa, si facevano salvare… faceva tutto il Principe Azzurro! Studi, studi e non ti spiegano le cose importanti!
Io devo imparare un bel po di cose, qui a disposizione ho solo me stessa posso iniziare da qui.
Riparto da qui, da me stessa. Forse quando usciró dal limbo sarò pronta ad amare.
Sarò pronta?

Dal condominio abbandonato: la CapoCondomina organizza una festa

Dal condominio abbandonato: la CapoCondomina organizza una festa
Bene, da quando le sciagurate petulanti sono andate via si riprende a vivere, era ora!
Non c’è nessuno che mi disturba con pretese impossibili, strani appuntamenti con uomini incontrati chissà dove, o viaggi costosi con chissà quali generi di persone. Pace finalmente, senza il coltello della Poetessa, quella traditrice, la peggiore, che deve scavare in fondo cercando un perché.
Sì finalmente riesco a mettere in ordine la casa senza fogli sparsi ovunque e vestiti per aria, e soprattutto senza un filo di senso di colpa se voglio lavorare un po’ di più.
Nessuno che mette il broncio perché ho fatto tardi e loro non sono potute uscire.
Loro volevano una vita comoda, manon hanno mai capito cos’è lavita reale. L’unica cosa che viene giù dal cielo é la pioggia, la neve, i fulmini, qualche aereo ma sempre meno grazie a Dio, ma di certo non vengono giú i soldi.
Pace finalmente e che si arrangino ovunque loro siano.
Quindi bisogna festeggiare. Organizzeró una festa a casa con cena per brindare alla pace ritrovata.
Ora faccio la lista delle persone da invitare. Sicuro invito Stefania, Antonella Claudia, dunque, poi posso invitare, allora, quelli del corso di cucina orientale, sì ma quelli non li vedo da tre anni. Oppure potrei invitare quelli del corso di fotografia livello base. Mmmhhh erano stati 3 giorni soltanto e poi in effetti non ci siamo più sentiti. Ancora mi arrivano i messaggi, ma io non ho tempo di stare dietro a queste cose dei messaggi. Potrei invitare la collega di lavoro, ma lei ha famiglia, sarà sicuramente impegnata.
Ecco, potrei invitare la parrucchiera, tanto la festa sarà di sera tardi e potrebbe raggiungerci, sì, no, non la vedo da 1 anno!
Potrei invitare quelli del volontariato per il riciclo della plastica abbandonata, no, non sono piú andata alle riunione perché ero troppo impegnata.
Allora… va benissimo, manderò un messaggio alle mie amiche fidate, loro saranno felicissime di vedermi e festeggiare con me la pace in casa.
Non mi resta che organizzare il menù, lo faró domani, perché adesso devo finire un po’ di lavoro.

Dal silenzio del Limbo le Notizie

Dal silenzio del Limbo le Notizie
Daalla voce della Poetessa.
Mentre la riunione di condominio si avviava alla sua predestinata conclusione, tutte noi eravamo già in viaggio verso questo nuovo spazio, il nuovo luogo.
Un non spazio, un non luogo dove ancora una volta non Essere, non Esistere era l’unico modo per sopravvivere e tenere intatte le nostre identità.
Una sorta di ibernazione voluta, sebbene imposta dalla situazione.
In questo limbo, scelto da noi questa volta e non imposto, la CapoCondomina non potrà interfenire,non potrà imporci le sue parole, le sue regole. Lei non ci permetteva di vivere e sfruttava tutto di noi. Quotidianamente ci derubava, di noi stesse.
A seguito della scelta che autonomamente abbiamo preso e che ci ha convolgiate allo stesso punto di arrivo, abbiamo un dovere da assolvere verso noi stesse: resistere, farci forza, sino a trovare lo spiraglio che ci permettere di essere libere e finalmente vivere.
Anche la natura si potergge andando in letargo e aspettando la primavera per sbocciare. Lo faremo anche noi: aspetteremo la primavera fedeli a noi stesse.
Abbiamo traslocato un’altra volta.
Dovremo ricreare il nostro spazio, dovremo reinventarlo, renderlo confortevole per il nostro io. Alimentare noi stesse senza dimenticarci chi siamo e cosa vogliamo.
Ognuna di noi ha la sua unicitá e dobbiamo proteggerla, curarla e assisterla. Sino a quando potremo esprimerla. La vita in cantina e con La CapoCondomina non lo hanno permesso. Oggi abbiano una maggiore consapevolezza di noi stesse, e sebbene in questo spazio-luogo sospeso nell’attesa corriamo il rischio dell’oblio, sappiamo chi siamo, e questa é la nostra forza.
Abbiamo ora, una grande responsabilità: tenere sempre accesa la fiamma che arde in ciascuna di noi. La CapoCondomina é gia un ricordo, si accorgerà presto dell’errore che ha commesso, si perderà perché senza la nostra linfa vitale non avrá niente a cui aggrspparsi e nel suo futuro troverá il vuoto.
Noi abbiamo noi stesse.

Voci dal condominio abbandonato: Il silenzio

Voci dal condominio abbandonato: Il silenzio
Sono davvero andate via, una dietro l’altra, senza una parola, senza lasciare un messaggio, neanche un numero di telefono, un’indirizzo, giusto in caso di emergenza.
Non sento la Ribelle pigiare i tasti sulla tastiera, come una pazza, scrivendo chissà quale proclama. Non vedo la Poetessa, come un grigio fantasma aggirarsi nei corridoi cercando le parole che mai troverá. Dell’Innamorata neanche l’ombra. Si è portata via tutto quel frastuono di attesa d’amore che mi disturbava non poco. E grazie al cielo, anche l’Eterna-Adolescente ha chiuso la valigia liberando la casa dai suoi capricci e dai continui lamenti.
Finalmente libera da queste petulanti-questuanti-irritanti condomine.
Amen.
Finalmente nessuno di cui occuparmi, da seguire, organizzare, guidare, supportare, sempre a controllare che facessero quello che dovevano fare. Diciamo la verita piú che un condominio sembrava un giardino di infanzia!
Adesso sì che posso pensare a me stessa!
Quindi domani, dopo il lavoro sistemerò casa, un po’ di spesa, avrò da terminare un po’ di lavoro a casa e, poi, finalmente potrò guardarmi una bella serie tv.
Sono secoli che non riesco a rilassarmi per almeno due episodi di seguito.
Potró riorganizzare la mia vita in tutti i sensi, e non sentirmi obbligata a soddisfare le loro strampalate esigenze d’Amore, di Poesia, di Libertá, di Diritt. Bene, ora hanno tutto il diritto di andare a chiederlo a qualcun’altro. Voglio proprio capire chi mai le ascolterá!
Mi domando infatti cosa staranno combinando quelle sciagurate. Hanno in testa delle idee assurde e non capiscono che la vita é un altra cosa e non un fantasy.
Ció che mi delude eé che non hanno capito quanto io le avessi a cuore. Tutto il lavoro tutto il mio impegno era per loro, ma non si può avere tutto e subito nella vita, e non certe pretese assurde. Invece loro, bambine capricciose hanno scelto di andarsene! Credo che se ne accorgeranno molto presto nella loro nuova vita cosa é la realtá. Torneranno a casa con la coda in mezzo alle gambe.