I giorni della consapevolezza

I giorni della consapevolezza.
L’educazione è un fattore determinante, é nell’educare che si costruiscono i solidi pilastri della Libertà.
Solo ricevendo un’educazione alla Libertà non commetteremo nessun sopruso verso gli altri.
L’educazione che riceviamo è ambigua. Da una parte ci viene detto che tutti nasciamo liberi, ma sin dal primo istante apparteniamo a qualcun altro e non a noi stessi. Dall’altre parte riceviamo degli input educativi che ci spingono a raggiungere “la libertà”.
Come raggiungerla?
Questo significa che ancora non l’abbiamo, non siamo liberi, e quindi dobbiamo raggiungere la libertà economica, libertá di pensiero, libertá di movimento, di agire, di essere.
Spesso la parola libertà è accomunata e, spesso sostituita, erroneamente come se avessero lo stesso significato, con la parola indipendenza.
In realtà la libertà vera è profonda ci consente di raggiungere l’indipendenza.
Riceviamo una educazione che ci spinge al sopruso quando, per raggiungere una falsa libertà come quella economica, calpestiamo e passiamo sopra la libertà e i diritti altrui. Nell’educazione che riceviamo, che sia questa impartita dalla famiglia, dalla scuola o dalla società, o dell’ambiente in cui viviamo e lavoriamo, distorce e confonde in noi il significato di libertà.
É stato detto da un uomo qualunque che si nasce liberi o si nasce schiavi. Lui afferma di essere nato schiavo, le condizioni l’educazione ricevuta ci fa nascere liberi o schiavi, liberi di essere schiavi, di essere ciò che altri dicono che noi siamo o dovremmo essere. La libertà quando si è schiavi e quanto di più difficile ci sia d raggiungere nella vita dell’essere umano, significa costruire affermare e proteggere il nostro confine.
Parole facili da dire ma difficili da conquistare.
Costruire, affermare proteggere la nostra libertà utilizzando i confini ci riporta alla condizione di partenza che abbiamo giá dimenticato.
Dimenticato che alla base di tutto c’è l’educazione quella che noi schiavi e o arroganti potenti, non abbiamo ricevuto.
Sarà attraverso una corretta educazione alla libertà i cui pilastri poggiano su un terreno ricco di valori al rispetto umano, che affermare la libertà non sarà più da costruire o da proteggere.
Comprendendo la nostra libertà comprenderemo quella degli altri.

Sentire percepire osservare ascoltare, essere un Poeta

Sentire percepire osservare ascoltare, essere un Poeta
La CapoCondomina sta arrivando alla fine di questo viaggio, sta per toccare il fondo, sta arrivando verso le sue tenebre, la stanno aspettando, era necessario.
Lo so, lo sento lo percepisco, lo vedo prima ancora che sia mostrato. Percepisco il dolore che vuole negare la difficoltà che prova nel vivere questi giorni per lei sconosciuti, giorni della prima consapevolezza perché lei non è più se stessa.
Lo sento, fisicamente e mentalmente, sento e osservo le persone, il mondo che mi circonda. Sono una Poetessa, ma lo siamo tutti, se siamo sufficientemente attenti e se sappiamo guardare attraverso la maschera che le persone ci offrono quotidianamente quando non vogliono mostrarsi, quando non possono mostrarsi spesso neanche a se stessi.
Tutti gli esseri umani sono Poesie e Poeti allo stesso tempo.
C’è una poesia Silente e c’è una poesia Urlata, ma tutte leggibili per chi ha il desiderio di conoscerle e la volontá di leggerle.
Essere un Poeta comporta soprattutto questo, avere il desiderio di conoscere le poesie che ci vivono accanto, che per un attimo ci sfiorano o ci urtano volontariamente, frettolosamente le vediamo nella via con i passi veloci o le spalle strette, con gli occhi verso il cielo o buttati sull’asfalto. Mi guardo intorno e vedo Poeti con i pugni chiusi o stanchi seduti su una panchina fredda smarriti in una poesia che non riescono a decifrare. Percepisco Poeti che ancora non sanno di esserlo e vestono abiti per l’occasione. Essere un Poeta é riconoscere la propria Poesia sentirne tutte le sfumature e accettarle. Sentire tutte le differenti note del vento che si insinua tra gli edifici creando una sinfonia, essere Poeta significa sentirsi perso e aggrapparsi alle parole per ritrovarsi, significa cadere e farsi male rialzarsi e provare ancora più dolore.
Lo sento, lo percepisco la CapoCondomina sta arrivando nel limbo, presto ci ritroveremo.

Nessuna luce nel tunnel delle tenebre

Nessuna luce nel tunnel delle tenebre
Sto veramente male e il medico non solo non mi crede ma non mi da nessuna medicina.
Non dormo da settimane a causa del silenzio assordante, sudo e contemporaneamente ho freddo. Precisamente l’altra notte mi alzavo in continuazione per andare in bagno, accendere la luce, controllare le stanze vuote. Ho preso in mano il libro più noioso che avevo in casa per riuscire a dormire ma niente, ho contato greggi di pecore che neanche un allevamento intensivo ha. Alla fine alle 5:00 sono crollata e alle 10.12 mi ha svegliato il telefono con la collega che chiamava per sapere cosa mi fosse capitato e che il capo mi cercava perché voleva il report. In 50 minuti sono arrivato in ufficio con un mal di testa atroce. Sto male e nessuno crede che ci deve essere qualcosa in questo silenzio assordante. Il medico ha ripetuto che è un po’ di stress. E io gli ho detto che lo sento solo quando sono a casa in condominio, ma lui ha fatto finta di non sentire! Devo andare in vacanza, che lavoro troppo e mi ha dato ricostituenti che dopo aver letto il bugiardino ho buttato via.
Rientrata a casa sono andata a letto con il temporale improvviso che ha portato un po di fresco. Mi sono coperta fin sopra la testa cercando di scacciare via il silenzio assordante che ormai regna nel condominio, nei muri, nell’arredamento, appeso alle tende, incrostato sul soffitto, gocciola dai rubinetti e dalle lampade. Cinque minuti con la coperta sulla testa e sono crollata in un sonno profondo popolato da incubi e strani sogni quando mi sono svegliata il giorno dopo alle 2:00 del pomeriggio ricordavo solo un sogno. Io e le condomine camminavamo lungo una strada e io continuavo a chiedermi perché mai tutte noi camminassimo non in fila indiana ma occupando l’intera strada e osservavo che correvamo dei rischi se le macchine sarebbero sopraggiunte. È un pensiero che stava nella testa l’unica cosa che vedevo e che tutte noi andavamo verso qualcosa ma non so dove è la Poetessa senza che io dicessi niente ha risposto alla mia domanda perché mai occupassimo tutta la strada, dicendo semplicemente – Noi siamo la strada –

Lacrime e Cuore

Lacrime e Cuore

Lacrime e Cuore

quante volte le abbiamo ricacciate indietro
quante volte le abbiamo ingoiate amaramente
quante volte le abbiamo negate
quante volte ci siamo fatte male pur di non lasciarle scivolare via
quante volte ci hanno bruciato la gola
quante volte le abbiamo arginate
quante volte le abbiamo nascoste dietro sorrisi di facciata
quante volte le abbiamo spezzate
quante volte quante volte quante volte quante volte
quante volte abbiamo permesso che affogassero il nostro Cuore

Prima lezione imparare ad amarsi

Prima lezione imparare ad amarsi
Non vedo l’ora di lasciare questo limbo, lo trovo abbastanza monotono e poco frequentato, mentre la vita, fuori di qui pulsa e mi aspetta. Ancor di piú ora che mi sto chiarendo le idee fremo dal desiderio di riabbracciare il mondo, di più di amarlo.
Ho iniziato a farmi un bel pó di domande, sia per non morie di noia, e sia perché se non studio su me stessa quando saró fuori di qui la concorrenza, spietata, mi soffierá via il Principe Azzurro che mi spetta.
Farsi delle domande é difficile ma trovare la risposta lo é ancora di piú anche perché le mie amiche non sono qui a darmi suggerimenti!
L’aspetto particolare è che pur trovandole in me stessa, non sono mica sicura che siano quelle giuste!! Come dicono le mie amiche non sono molto esperta in amore… ancor di più verso me stessa.
Comunque mi sto impegnando e la Poetessa – orai santona/profeta – ha detto che non manca molto per lasciare il Limbo.
Mi sono chiesta cosa volesse dire amare me stessa: chiarito con sollievo che non si tratta di relazione incestuosa o patologicamente egocentrica mi sono data una risposta,, forse ingenua e non completa ma una prima risposta da cui partire.
Prendermi cura di me sotto tutti gli aspetti. Quindi avere cura della mia salute, della mia mente, del mio corpo, alimentare adeguatamente il mio fisico e la mia mente, darmi delle gratifiche, guardarmi allo specchio e dirmi che sono bella senza aspettare che gli altri lo confermino, darmi le cose di cui ho bisogno, rispettarmi e non farmi del male come quando assecondo gli altri per far contenti loro ie resto scontenta io!Come quando esco con gli aspiranti Principi Azzurri e io sembro sempre Cenerentola!!!!
Questo in sintesi, ma sto iniziando a dettagliare ogni modalitá in cui “amarmi”.
Lo so, qui è solo teoria, vedremo come andra la pratica quando lascerò il Limbo.
Penso che non sarà tutto facile ma mi sto impegnando e mi sto dando delle linee guida.
Mi sento gia meglio e non impazzisco anche se qui sono sola e fuori la concorrenza sta facendo il diavolo a quattro per accaparrarsi il Principe Azzurro migliore sulla piazza!

Un impaurito sguardo sul futuro

Un impaurito sguardo sul futuro
Il silenzio non smette di assordarmi, invadermi e disturbarmi, non riesco a dormire e le mie notti sono terribilmente insonni.
Il medico mi ha suggerito di prendere una vacanza.
Scusa, per andare dove? E con chi?
Sono rientrata a casa con questa ricetta inutile è un sapore amaro in bocca come quando si prende l’antibiotico. Ma non sto assumendo nessuna medicina. Il condominio è grigio ultimamente, oltre che assordante.
Non ho voglia di cucinare o di prepararmi qualcosa, e mangio direttamente dalla scatoletta il tonno.
La televisione parla da sola e il silenzio parla con me, ma non riesco a capire cosa mi dice.
Ho sul tavolo la pubblicità di viaggi: un depliant patinato lucido con spiagge da sogno e orizzonti mozzafiato. Accanto un’altro volantino pubblicitario per giardinaggio come sviluppare il pollice verde.
In casa non c’è nessuna pianta e la natura non fa per me, e di certo non ho il pollice verde!
Cosa fa per me? – mi chiedo mentre ingoio un pezzo di tonno – non so cosa fa per me, il tonno mi piace, i viaggi mi piacciono, sì mi sarebbe piaciuto fare la Transiberiana, che voleva fare l’Eterna-Adolescente, ma i soldi dove li avrei trovati? Mica posso coglierli come fiori nel prato! E poi è difficile un viaggio cosi lungo in paesi che non si conoscono … forse un giorno.
Ma non si puó stare con il naso per aria a pernsare a tutte queste sciocchezze, la vera realtà è lavorare, tenersi il lavoro. Con la crisi che c’è è un impegno costante, e risparmiare signigica stare attenti ad ogni minima spesuccia, perché tutto costa.
Quello che “ci piace” è una grande sciocchezza inventata per vendere attrezzi da giardino e viaggi costosi che vanno bene per i ricchi non per me.
Il silenzio mi sta facendo venire il mal di testa e il tonno mi ha nauseato! Non c’è niente che mi piace, guardo l’orizzonte offerto per soli €1975 ma io non lo vedo, io non vedo nessun orizzonte di fronte a me.

Le strade tortuose e altre complicazioni

Le strade tortuose e altre complicazioni
Quante volte ci siamo lamentati del destino che viviamo, per poi gioire quando ci capita qualcosa di inatteso, straordinario e che solo in quella condizione in quel destino poteva accadere. È capitato.
Si, concordo con voi se state commentando che il discorso vale per tutte le possibili affermazioni opposte e contrarie e che non saprò mai quanto belli, straordinari altri momenti sarebbero avvenuti nella mia vita se avessi avuto un altro destino.
Ma ritorniamo sul mio destino che è quello che vivo e nessun altro, dove capitano queste straordinarie coincidenze di luogo e persone. Ecco che tutto assume un senso, questa parte del mio destino dal quale non faccio altro che fuggire. Destino che non ho cercato che non ho voluto. In quel momento io mi dico ecco qui dovevo arrivare.
La strada tortuosa, la via complicata e difficile quindi assume significato si fa risposta e acconsente, ammette, accetta quel destino permettendo il proseguire e quindi la ri-partenza.
Quella partenza ha la proprietá di restituire alla mia ragione la comprensione necessaria ad accettare il disegno, che troppo vicina non riusciesco a vedere nel suo insieme.
Pur non concluso, riesco a unire i puntini – di arrivo – con le linee – del viaggio – e comprendo quindi la strada e il percorso.. quasi sempre tortuoso.
Quando guardo indietro per un istante vedo la strada che fino a quel momento ho percorso, da una parte mi dico che sicuramente ci sarebbero state altre strade più dritte, veloci, agevoli, meno complicate, dall’altra parte un’altra voce sta iniziando a dirmi che se non avessi trovato quella strada non avrei vissuto i momenti straordinari che ho conosciuto positivi e negativi perche in quella sono cresciuta maggiormente, non avrei incontrato delle persone indimenticabili e soprattutto io non mi sarei arricchita in questo modo.
Il battibecco tra le voci continua, dove una voce mi dice che è facile fare questo dicorso, la nostra ragione lo pretende, perche ha bisogno di una giustificazione necessaria per dare senso al passato. Si, non potró colmare i 100.000 “se” del senno del poi.
La realtá di oggi é che continuo a scegliere strade tortose dove arrivo parzialmente, ancora, ma ancora in viaggio e mi dico che non mi sono persa, che tentando la strada sconosciuta poiché non ne conoscevo alcuna non ho avuto paura di intraprenderla, non ho avuto paura di cambiare quando ho capito che mi portava in giro senza arrivare da nessuna parte, non mi sono scoraggiata di prendere quella strada pur sapendo che avrei allungato ma da lì ho avuto un nuovo e illuminante orizzonte.
Alla fine scelgo strade tortuose per saziare la mia curiosita, o forse perché non ho pianificato bene il viaggio, o forse perché dovevo ancora imparare tante nuove cose.

I nuovi passi dell’Eterna-Adolescente nel limbo

I nuovi passi dell’Eterna-Adolescente nel limbo
Qui nel limbo, dove non posso divertirmi e fare ciò che voglio dovrebbe essere davvero sconvolgente per me, stare senza il mio smartphone, le chat con gli amici e l’aperitivo con le amiche dovrebbe farmi uscire di testa, invece stranamente no.
Mi ritrovo in questa condizione come di bruco nel suo bozzolo. In una pace operativa che non so neanche io perché riesco a sopportarla. Mi sento come se fossi in una incubatrice per far crescere le gambe e le braccia mentre i pensieri, spesso contrastanti, chiacchierano rilassati amichevolmente con un mojito in mano.
Tempo strano per me. ma inspiegabilmente accettabile. Sì non ho cambiato idea su come intendo la mia vita, ma in questo bozzolo-limbo-bar sto definendo – saranno i mojito? – le linee della mia vita e la determinazione sempre più forte a dichiarare a tutto il mondo come voglio la mia vita e sono pronta a dirlo al mondo.
Sono fermamente decisa a dichiarare che le loro regole sono inccettabili, limitanti, ingiuste, innaturali, pregiudizievoli e io non ho piú nessuna intenzione di seguirle.
Questo tempo silenzioso mi fa apprezzare il nulla, quello spazio-tempo dove posso costruire esattamente cosa voglio senza vincoli, ordini cartelli stradali per senso di direzione, osservanza di questa o quella prescrizione, ed è proprio così che intendo la mia vita libera di non osservare lo schema esistenziale pubblicizzato è venduto come unico possibile. In questo momento le mie gambe stanno crescendo, i miei piedi sono più stabili e soprattutto la mia mente si sta allenando a non vacillare di fronte a tutti quelli che vorrebbero mettermi le etichette e assegnarmi il cassetto precostituito, no non ci sto! Potrebbero essererci fuori di qui altre 300 CapoCondomina ma io ho ben chiaro cosa voglio. Come farò ancora non lo so esattamente bene: sono indecisa tra uno spontaneo vaffa o un cordiale ma poco ascoltato no grazie.
Appena le gambe e le mani saranno pronte, sapró cosa fare!

Dal condominio abbandonato notti insonni in un tunnel senza uscita

Dal condominio abbandonato notti insonni in un tunnel senza uscita
Sono settimane che non sto bene, non é il classico mal di testa e neanche la pressione bassa, ma quando vado a dormire dopo una lunga giornata, in cui comunque sto bene, e faccio tutto con tanta energia, quando finalmente vado a dormire il cuscino che mi accoglie il letto comodo… non riesco a dormire e dopo il primo sospiro di sollievo e il pensiero ora riposo mi sento su un graticola e come una bistecca mi giro e mi rigiro.
Ripasso la giornata ripetendo le parole i gesti le situazioni fatte in un loop che nonostante la stanchezza non riesco a spezzare.
Chiedo perché mai dovrei essere stressata o esaurita sto bene fisicamente, ho un lavoro, un tantino noioso talvolta, ma ho quanto mi basta.
È tutto a posto, però la notte non dormo. Appena sono sdraiata sul letto inizio ad osservare il soffitto, la graticola si fa sempre più calda e il mio corpo mi sta dicendo hai tante altre cose da fare cosa aspetti? Ma io non ho niente da fare, la casa é in ordine, a lavoro tutto é a posto non ci sono arretrati, la normale routine, quindi perché la mia mentw mi dice che delle cose da fare? Il corpo è una corda tesa di violino pronto a suonare, una freccia tesa pronta a scoccare lontano, la mente é un bicchiere traboccante d’acqua e magnesia effervescente! Eppure non ho niente da fare, niente da pensare, non ho più neanche la preoccupazione delle condomine.
Cos’è questo terremoto neuronale?
Penso che andrò dal medico sarà un po’ di pressione alta oppure bassa, oppure peggio tutte e due!
Mi sento in un tunnel senza uscita con un silenzio assordante e la ti=ortura della deprivazione del sonno.
Un tunnel vuoto. Decisamente qualcosa non va in questo in questo periodo, sará la primavera? no, non e possibile siamo ancora in estate!

Notizie dal limbo: vedi alla voce Amore

Notizie dal limbo: vedi alla voce Amore
Le settimane scorrono lentamente tra pensieri indecisi, sogni azzardati, desideri peccaminosi.
Un momento sono in profonda riflessione con me stessa un momento dopo voglio fuggire, sempre da me stessa.
Seguendo i suggerimenti della Poetessa che a dirla tutta sono difficili, davvero difficili, impazzisco a capire come si fa ad amarsi veramente senza sbilanciarsi negativamente in un egoistico Ego.
Non venendo a capo di niente, vengo trascinata via da sogni sfrenati, dove trovo il mio Principe Azzurro accanto a me, ma dura poco: qui nel limbo non troverò nessun Principe Azzurro, e poi il corpo, quello che respira, cammina, parla, mangia, dorme, pensa, beve, ha voglia anche di altro. Di quella attività che la natura mi ha installato geneticamente: fare sesso, e qui nel Limbo ancora come al punto precedente: nessun sesso. Questo limbo non è un’opportunità come dice la Poetessa, ma una pena inflitta per chissà quale ignoto motivo, peggio che l’inferno!
L’unica cosa che riesco a fare al momento e far girare i miei pensieri in questo flipper lentissimo dove non guadagno nessun punteggio.
Abbandono i sogni azzardati che mi mettono tristezza e i desideri peccaminosi che mi fanno sentire frustrata e mi concentro sul punto che più di tutti mi sconcerta, ma che alla fine mi incuriosisce: amare me stessa.
Se ci fossero le mie amiche cosa mi direbbero? Sicuramente alzerebbero gli occhi al cielo e mi direbbero che non ho capito niente ma cosa devo capire? Amare é amare!
Cosa fa il Principe Azzurro quando ama la Principessa. Vediamo, intanto va a salvarla alla torre del castello dove è rinchiusa, poi si preoccupa di lei, che stia bene, la cura, si occupa di lei, stende il suo mantello come un fedele servitore e poi cos’altro… ?
Nient’altro mi sembra. Ahh ecco: giura e promette amore eterno: tutto questo prima del fatidico sesso.
Quindi alla fine io posso amarmi senza per questo sentirmi in una strana sensazione di incesto se possiamo chiamarla così – questi sono i malsani retaggi educativi: é il prossimo che dobbiamo amare altrimenti saremmo egoisti-
Se amare è prendersi cura, provvedere, occuparsi del proprio bene, salute fisica e mentale, allora lo posso fare!
Ci fossero le mie amiche sarebbero fiere di me.
Quindi la Poetessa intende questo: occuparmi di me stessa come la prima persona da amare a cui dare attenzioni e cura. Bene, lo posso fare, lo voglio fare e daró a me stessa ció che desidero, essere felice anche se ancora non è arrivato il Principe Azzurro e sentirmi bene anche se non arriva.
Il problema è che, non basta dirlo. Quando il pensiero va lì ogni giorno e voglio che il Principe Azzurro sia accanto a me e invee non c’é, e che mi faccia divertire, star bene e darmi amore e invece non non ho noente di tutto questo, non é per niente facile amarsi in questo modo!
Di recente le mie amiche mi hanno detto – stai attenta a dove guardi perche il tuo Principe Azzurro sta correndo incontro a te e, se tu sei girata a guardare chissa che, potresti perderlo –
Ultimamente qui parlano tuti per enigmi!