Le giornate no, la fretta, le distanze

Le giornate no, la fretta, le distanze
Oggi è una giornata no. Già da ieri è iniziata storta, un amico con cui ho fatto del buon sesso è partito per rientrare in Francia. Niente di grave, siamo in contatto, ma per mesi non siamo più riusciti ad incontrarci. E quando lui per messaggio, uno dei tanti che ci siamo scambiati informandoci e rincorrendoci per prendere un caffé insieme, mi ha scritto sono ritornato a casa, è salita su non so come ma comunque dai piedi sino alla testa una tristezza che non so spiegare.
Non ci vedevamo da quasi un anno e non siamo riusciti ad incontrarci.
Londra per le sue lunghezze non agevola tantissimo, ma questo non puó essere una giustificazione. I nostri quartieri erano adiacenti, ma non ci siamo visti, non abbiamo potuto parlare, guardandoci negli occhi, di un anno di novità, risate, gioie, difficoltà, scelte.
Sono tornata a casa con l’amarezza di non esserci ri-abbracciati prima della sua partenza e quindi mi interrogo sulla mia vita di corsa.
So dove sto andando e so perché sto correndo.
Ho scelto di farlo.
Sto andando ad incontrare me stessa. Lei é nel futuro dove lei voleva andare.
Mi sta aspettando da tanto tempo, temo si sia un po stancata di aspettare. A dire il vero io ho impiegato tanto tempo a prendere la strada giusta e so di essere in ritardo, mi sento in ritardo. Non voglio perderla, é necessario per me riunirmi a lei. Nel frattempo con un occhio a lei che mi aspetta corro, corro perdendo, inevitabilmente, una parte del presente: gli amici, la possibilità di incontrare, di gustare, di sentire, di oziare, vivo ad una velocità differente, so cosa devo recuperare.
Vado di fretta e questo un pó mi preoccupa, avverto talvolta un senso di amarezza, un pó di frustrazione un pó di tristezza un pó di rabbia.
Solo un pó, quel poco che mi fa capire che c’è qualcosa che non va bene ma non è abbastanza per farmi rallentare.

Perche c’é solo un venerdí nella settimana?

Perche c’é solo un venerdí nella settimana?
Ci siamo svegliate tutte, e chi prima e chi dopo, siamo arrivate in cucina in maglietta o in canotta o in sottoveste o col pigiamino. Siamo tutte di buon umore: Innamorata ha un foglio A4 piegato, Poetessa porta il suo taccuino nero con i bordi delle pagine rossi, Eterna-Adolescente ha lo smartphone in mano e io ho la mia agenda, mentre Ribelle non ha portato con se niente, ma credo abbia affilato la lingua. A parte le mie osservazioni tutte ci adoperiamo per preparare la colazione ognuna la sua preferita e mi sono resa conto che non ci avevo mai fatto caso. Eterna-Adolescente prepara il cappuccino con molto latte schiumato, io che odio la schiuma prendo un caffè lungo che è troppo forte, Ribelle prepara il suo té con limone. Innamorata frutta fresca è secca, mente Poetessa ha il suo mix di frutta e inizia con un bicchiere lungo di acqua e prosegue con una tisana alle erbe e spilucca un po di frutta fresca uva sultanina e pane tostato al miele. Più che una colazione la tavola mi sembra un pranzo di Natale. Iniziamo la colazione guardandoci negli occhi mentre parliamo del più e del meno, che per essere ottobre è ancora molto caldo, e che si potrebbero fare delle belle passeggiate, ma nessuna avvia il tema specifico e tutte mi guardano interrogativamente. Aspettano che dia inizio alla riunione? Mi sento un po’ spaesata tra fare quello che ho sempre fatto, e una sensazione di non volerlo più fare. Ma non ho il tempo di cercare la risposta e qualcosa mi spinge, mentre sorseggio il mio caffè lungo, a dire – bene, sul tavolo manca qualcosa: cosa abbiamo in programma per questa settimana?
Non credo di avere terminato la frase che Innamorata Eterna-Adolescente, Ribelle iniziano a parlare contemporaneamente e mentre Poetessa osserva il suo mix di frutta, io non so a chi prestare occhi e orecchie e avendone due di ciascuno cerco di leggere Il labiale di una e assecondare le tre con l’orecchio.
Ma così non funziona, si stanno accavallando le voci e non riesco a seguire bene e a guardare chi, e cosa ascoltare. Innamorata usa una velocità nel parlare che per quanto allenata mi fa perdere pezzi di frasi. Infatti non è chiaro se Innamorata vuole uscire venerdì sera o se le amiche vengono a trovarla e vuole organizzare una cena a casa e Ribelle che vuole il venerdì sempre libero perché incontra il suo gruppo di autocoscienza civile ed é i-r-r-i-i-n-u-n-c-i-a-b-i-l-e! Dovrei interrompere e dire che non ho capito niente?
Lascio che si parlino sopra tra di loro e non se ne rendono conto impegnate come sono a perorare la propria causa, senza ascoltarsi.
Poetessa continua ad avere gli occhi fissi sul suo pane tostato con il miele e io sono a metà del mio caffè. Forse un po’ persa nelle mie riflessioni vengo risvegliata da un – quindi? – dall’Eterna-Adolescente. Richiamata in causa e presa alla sprovvista rispondo al Quindi con un –
Quindi cosa? – E ancora all’unisono che reclamano gli stessi giorni e che non possono ne rinunciare ne cambiare e che tutte devono uscire incontrare organizzare e di colpo mi sono ricordata perché stavano in cantina è perché avevo difficoltà a comunicare con loro!!! Mi confermo che non avevo torto!
Ma non so perché non so per come tutto questo mi diverte e lo trovo così interessante e caoticamente vivo e vitale che mi piace.
– Non dici niente? – incalza Innamorata. – Sì rispondo sorridendo anche io venerdì sera avevo deciso di andare al cinema a vedere un film.
Mi guardano come se avessi richiesto la luna. – Ma é un incubo – a meta tra un affermazione e una domanda dice Innamorata continuando – non è corretto, io sono secoli che non vedo le mie amiche! –
– Cosa vogliamo fare allora? – rispondo io.
Ribelle, di petto – Spesso ci si deve sacrificare per il bene comune e per migliorare la nostra crescita, talvotla sacrificando lo svago –
– Concordo – fai eco l’Innamorata – quindi Io userò il venerdi con le mie amiche perché mi sono di supporto e mi stanno aiutando nella mia crescita!
– Te lo puoi scordare mia cara – tuona Ribelle e gia si guardano in cagnesco. Lascio che la mia parte organizzata e decisionista prenda il sopravvento – Credo sarebbe utile mettere sul tavolo tutte le attività che vogliamo fare e la loro priorità e tutte le cose che preferiamo. Dovremmo venirci incontro e trovare una soluzione. Mi guardano come se fosse colpa mia che in nella settimana c’é solo un venerdi, un sabato e una domenica!! .

Manuale dell’Innamorata: Cenerentola e le altre

Manuale dell’Innamorata: Cenerentola e le altre
Sono a casa e la prima cosa che ho fatto è stata telefonare alle mie amiche e aggiornarle. Mi hanno chiesto perché ho riletto tutto Biancaneve, Cenerentola, La Bella Addormentata nel bosco, La Sirenetta e visto che leggevo anche Raperonzolo, le ho risposto che avevo necessitá di capire, perché sicuramente sbagliavo qualcosa. Com’é possibile che non trovo la persona giusta per me? C’è stato un attimo di lungo silenzio e io ho pensato che fosse caduta la linea e invece loro stavano pensando e poi mi hanno chiesto in che senso la persona giusta per te? Che fine ha fatto l’uomo della tua vita, alias il principe azzurro? Io le ho risposto che ho letto anche un altro libro perché in parte mi vergognavo di dire che avevo iniziato a leggere me stessa e loro hanno commentato con un – bene, bene – ma non ho capito cosa ci fosse di bene visto che sono punto e a capo! In chiusura di telefonata mi hanno detto che approfondiremo nei prossimi giorni, per capire meglio
Il fatto é che non ho molto da spiegare, considerato che anche io sto cercando ancora di capire. Giorni fa ho fatto un sacco di liste e ho proseguito con gli articoli di quello che mi piace e di quello che non gradisco, cosa mi aspetto dalle persone, per esempio intelligenza! Questa lista non é affatto facile, perché arrivo sino a 57 punti, ma lo so che nella mia testa non ci sono solo queste richieste. Son stata con la penna sospesa a capire se mi piace di più la pera o la mela o se i baci mi piacciono affamati o lenti, o se tre messaggi al giorno sono troppi o se uno alla settimana non mi basta, oppure se sono romantica oopure molto romantica, o forse non lo sono. Alla colazione di condominio metterò in chiaro le cose. Io non permetterò in alcun modo di perdere occasioni di incontrare amici e le persone giuste per me solo perché qualcuno sta lavorando o deve andare all’ennesimo corso, magari per fare meditazione! Io voglio uscire, incontrare le persone giuste e far so che si creino le giuste condizioni per favorire l’incontro, intraprendere una interessante conversazione e avviarsi con la persona ad un primo impegno per il secondo incontro.
Quindi sto definendo tutto quello che voglio.
Questa e la prima parte, ma il Principe cosa vorrá in cambio, nel senso si il sesso é compreso… ma il Principe nelle favole é li per dare: tipo il mantello se piove, ritrova le scarpe perse nello sgabuzzino, la salva dal cattivo, ogni tanto un bacio etc e siamo a posto! Ma Lui il Principino cosa si aspetta??? Dovró chiederlo alle mie amiche.

Poesie e torte: il ruolo del poeta nel condominio

Poesie e torte: il ruolo del poeta nel condominio
Per fare una torta, una buona torta dal buon profumo che si sente da lontano che abbia un gusto saporito, che mentre la mastichi, tra i denti e la lingua si percepisce ogni singolo sapore, sono necessari ingredienti freschi. Non manipolati, non lasciarti invecchiare negli scaffali. Gli ingredienti devono avere la loro specificità, e vengono aggiunti a seconda di come si devono amalgamare e della lavorazione fatta rigorosamente a mano, ovviamente.
Ma io cosa ne posso sapere di torte se sono una Poetessa? Scrivere una poesia non è fare una torta.
Sì, si mi sono svegliata con questo dubbio amletico stamattina, se, e come noi del condominio potremo mai amalgamarci bene per fare una torta perfetta. Una poesia che non si dimentica. Per me sono la stessa cosa gli ingredienti: Le parole le virgole gli spazi, lettere maiuscole e minuscole e poi l’abbinamento come sole e vuole, la farina le uova il limone lo zucchero la cannella gli albumi montati a neve un pizzico di sale il latte e pian piano per entrambi sia la torta che per la poesia prendere il verso giusto per amalgamare parole e farina. Gestendo tempi e spazi La torta arriverà ad avere la giusta fluidità e le rime con o senza bacio scivoleranno tra le labbra dei loro lettori più o meno come la torta. Io non so niente di torte e poco di poesia ma scrivo poesie e faccio torte, ma ho capito un aspetto importante per scrivere una poesia e fare una torta é necessaria molta attenzione per non sbagliare le dosi, perché abbia un gusto da assaggiare e da sentire, perche sia nutrimento per lo stomaco e cibo per la mente. Si, credo che preparerò una torta per la colazione del condominio sarà un ottimo inizio con la torta, e per la poesia vedremo che parole sceglieranno le condomine.

Nuovi sé al profumo di biscotti

Nuovi sé al profumo di biscotti
Sabato ci sarà la nostra colazione di condominio, mi sento un po’ strana. Il non sapere cosa dire, da una parte ho l’abitudine a decidere, progrmmare pianificare, e sento ora quasi di non doverlo piú fare.
L’abitudine a comportamenti noti e facili da seguire e una sensazione di attesa, di osservazione, di ascolto. Ma di chi? Si loro, le condomine di questo strano e sconclusionato Condominio. Eppure sembra strano ma fino a pochi mesi fa, quasi tutto andava alla perfezione. Eppure oggi quella perfezione mi sembra tutt’altro che perfetta.
Ora, mentre dalla cucina arriva un profumo di biscotti fatti in casa, credo sia uno dei soliti tentativi di Eterna-Adolescente di mandare a fuoco la casa o di avvelenarci tutte quante, penso che sono diversa, qualcosa o molto di piú é cambiato. Come una breccia che apre una strada, nuova. E ora ne ho due davanti a me quella solita e questa nuova. Potei prendere la solita oppure ho l’opportunità di non seguirla.
Mi dico che sarà facile e allo stesso tempo non so cosa mi spaventa. Forse qualcosa di indefinito.
Sono certa che loro avanzeranno le loro richieste ed esigenze e io le dovrò accettare, e le mie quali sono?
Le mie esigenze, le richieste che ho presentare .. non lo so. Non ne ho nessuna.
Dopo essere stata così male, occupata dal silenzio assordante, priva di energia e volontà, dopo aver sperimentato il non sapere piú chi fossi e non sapere cosa fare della mia vita, oggi sto ripartendo, non so cosa voglio esattamente. Come quando da piccola avevi per una settimana la febbre e poi inziavi a stare meglio ma non sei piú tu. Ecco mi sent cosí.
Una colazione di condominio dove non so cosa dire ma soprattutto cosa fare. Mi chiedo cosa mi piace, cosa desidero nella mia vita, qual è il mio progetto a cosa mi potrà servire questo incontro mattutino, mi andranno bene le loro scelte, mi interessano, posso interagire con loro, posso ben amalgamarmi? Faranno di tutto per ottenere ciò che desiderano, disinteressandosi degli altri.
Ci dovrebbe essere una lista, e dopo la lista l’opzione di priorità. Ma da chi è come viene decisa la priorità, Penso e penso e niente sembra coincidere. Soprattutto sono io a non funzionare. Devo rimettermi in sesto al piú presto, e colpa di questo profumo di biscotti..

E se poi Babbo Natale ti porta il trenino al posto di Ken

E se poi Babbo Natale ti porta il trenino al posto di Ken
I giorni passati Nel limbo sono stati giorni di solitudine. Mi sono mancate le mie amiche e davvero non c’era un gran da fare però, qualcosa è cambiato: so esattamente cosa voglio.
Lo sapevo anche prima, ma oggi lo so di più e meglio.
Voglio un fidanzato e lo voglio come dico io! Lo so – non sarà facile – é quello che mi hanno detto le mie amiche per telefono, ma io sono ben determinata a trovarne uno che proprio mi piaccia e che corrisponda ai miei 101 articoli.
Nei prossimi giorni avremo la colazione di condominio, vediamo come va!
Certo che la CapoCondomina è davvero strana. Ci guardava come se fossimo delle aliene venute da Marte, e sì che ci conosciamo da una vita!
Sono curiosa di vedere cosa dirà quando avanzeremo tutte le nostre richieste. Che ci sono dovute per altro.
Quindi non devo chiedere permessi e autorizzazioni. Lei ha detto che dobbiamo parlare tra di noi, a dirla tutta l’ha suggerito la Poetessa. Logico, abbiamo tanti interessi ed é normale accordarsi. Mi sa di fregatura come quando la strega da la mela a Biancaneve. Avrá qualche sotterfugio da mettere in atto il giorno della colazione di condominio? No, non credo, poveraccia era proprio messa male.
Comunque le mie esigenze sono chiare: venerdí e sabato sera sono miei. Non si toccano affatto. Io ho bisogno di uscire, incontrare le mie amiche, e iniziare una vera e attenta selezione. Ancor di piú ora che mi voglio un po’ più di bene. Si sull’amore ci sto lavorando, ma so che mi voglio bene e cosa voglio.
Voglio, questo verbo mi piace un sacco, voglio controllare tutti gli articoli che ho scritto scremandoli da ciò che non serve ed essere più specifica.
Essere specifici é F-O-N-D-A-M-E-N-T-A-L-E Giusto per non sbagliare non vorrei mai che, come quando fai la lettera a Babbo Natale: se non si specifica esattamente quello che si desidera, il caro Babbo Natale ti porta un trenino, mente tu desideri la casa di Barbie con dentro Ken!
Quindi voglio precisare bene cosa devo fare e cosa voglio ottenere prima della colazione di condominio.

Per non finire all’inferno e non ritornare nel limbo

Per non finire all’inferno e non ritornare nel limbo
Ci siamo ritrovate tutte nel condominio. Ognuna di noi è ritornata qui con una consapevolezza diversa e con la certezza che ognuna di noi vuole cose diverse. Ci conosciamo e sappiamo che ci interessano cose diverse.
Della CapoCondomina invece non sappiamo cosa vuole, e a dirla tutta credo nn lo sappia neanche lei! O per lo meno non ce lo ha ancora comunicato. Ritrovarsi è stato giocoso, gioioso e non solo perche nel limbo c’era ben poco di che divertirsi, ma é stato l’unione del comune intendimento di unire le nostre forze e le nostre energie per ritornare al condominio.
Ci guardiamo negli occhi riconoscendoci, ma anche guardinghe, osservandoci per la prima volta, siamo diverse ma sappiamo che la nostra radice storica é la stessa. Il tempo trascorso in questo luogo difficile dove abbiamo guardato e affrontato da vicino la nostra crisi, ci ha cambiato e siamo ora qui di nuovo nel condominio con una nuova titolarità che prima non avevamo. Oggi abbiamo tutte noi diritto di cittadinanza. Con questo nuovo passaporto di libera circolazione siamo tutte pronte a rimetterci in cammino verso la nostra meta.
Quanto sarà impegnativo riuscire a condividere il mezzo di trasporto che ci porterà a raggiungere questi luoghi diversi?
Come faremo a decidere cosa è più importante? Quale strada possiamo percorrere per giungere ad un proficuo compromesso per ciascuna di noi?
Ho il timore che potremmo ritornare nel limbo o finire all’inferno!
Come riusciremo ad ascoltare e accogliere le diverse richieste che sottendono diversi bisogni? Come riuscire a soddisfare tutti con un solo mezzo?
Prevedo una profonda, delicata e minuziosa azione di contrattazione delle parti.
Da parte mia, per quanto sia totalmente sfiduciata nel sistema, una precisa azione sindacale, con un dialogo attento di condivisione sarà necessario, e strategico sará l’impegno collettivo.
Tecnicamente è facile, nella pratica tutto diventa più complesso. Devo preparare il piano d’azione per non finire all’inferno e per non ritornare nel limbo.

Scrivendo una nuova poesia corale

Scrivendo una nuova poesia corale
Siamo tutte a casa e ora inizia la nostra poesia corale, inziando il viaggio, quello vero.
Qualcosa é cambiato, percepisco un filo di condivisione che sta unendo le nostre diversitá. Da questo momento tutte noi possiamo scrivere la nostra poesia, ognuna di noi portando la sua unicitá. E sarà proprio questo, la diversitá dei nostri bisogni delle nostre méte che lo renderá davvero poetico. Eterna-Adolescente dirá avventuroso, Ribelle lo definirá altamente democratico e Innamorata lo metterá nei suoi 102 articoli.
Si, una nuova Poesia, quella che solo noi possiamo scrivere, l’unica possibile. Siamo tutte diverse e tutte con desideri sogni e bisogni differenti. Il viaggio, da ora in poi, sarà interessante e ricco di sorprese, di profonda ascolto e accettazione. Già accettazione. Quanto siamo pronti ad accettare la nostra diversità, fare spazio accogliendo quella parte diversa. Quanto sono disposta a dare della mia esigenza di solitudine di riflessione, di confronto con le mie parole, di gioco con le mie frasi, cosa sono disposta a cedere, della mia osservazione/creazione, alle altre? In favore di cosa? La CapoCondomina ha lasciato segni pesanti sulla nostra storia e non sará facile scrivere questa Poesia Corale. Tuttavia sento questo filo che mi porta verso tutte loro. Una nuova consapevolezza é arrivata e le guardo, tutte, come se guardassi un’opera d’arte. Nuova insolita che ha tanto da dirmi.
Possiamo partire da questo?
La CapoCondomina è arrivata al suo primo livello di consapevolezza è stata male è arrivata nel limbo distrutta. É franata su se stessa, un castello di sabbia risucchiata dalle onde sulla battigia. Insieme abbiamo riunito i granellini di sabbia, li abbiamo saldati con le nostre energie.
Siamo ora di nuovo a casa. Qualcuno ha detto che si puó iniziare un viaggio quando siamo pronti a ritornare a casa. CapoCondomina e noi con lei siamo partite per il nostro viaggio nel limbo. Ora siamo ritornate e possiamo ripartire.
Dove ci porterà questo viaggio? Circola in punta di piedi questa domanda nellle tre stanze e nel corridoio, timorosa, questa domanda, di chiedere la metà del viaggio. Una meta che tutte noi già conosciamo: partenza verso la vita. Siamo ora una di fronte all’altra chiedendoci, ascoltandoci, premurose nel chiederci cosa ci piace.
A breve di comune accordo, elemento di reale innovazione, non faremo una riunione di condominio ma una nuova colazione di condominio.
Abbiamo scelto la domenica mattina perché dopo le tenebre della notte, confortanti, o pensierose, rilassanti o pesanti di pensieri, una buona colazione di condivisione é quello che fa partire nel modo migliore la giornata e la nostra poesia.

Overdose da glicemia, quanto durerá questa dolcezza?

Overdose da glicemia, quanto durerá questa dolcezza?
Il cambiamento della CapoCondomina meglio detta la carogna mi da ancora da pensare.
Quando nel limbo era lì sfarinata senza linfa vitale avrei dovuto gioire. Vedere la Carogna così priva di forza mi faceva male, in effetti mi dispiaceva e per quanto sia stata una s***** e in fondo se lo meritava, alla fine non lo volevo veramente e per una come me che vuole essere sempre felice era davvero assurdo.
A casa poi ci siamo ritrovate, é stato come se ci leggessimo nel pensiero…che strano!
Nei prossimi giorni ci sará la colazione del condominio al posto delle riunione di condominio e lei ha detto che le parole sono importanti e fanno la differenza.
Io metterò sul tavolo tutte le mie esigenze. Quando sono stata nel limbo ho avuto modo di fare una bella lista, la Transiberiana non è in cima ma é comunque nelle prime posizioni. Ci sono molte cose che voglio fare soprattutto mi attraggono luoghi inusuali non quei viaggi classici da rivista patinata, non sicuramente Ibiza che ha pur sempre la sua attrattiva, non è comunque in cima alla lista, voglio piú viaggi di esperienza, voglio fare viaggi attraverso il viaggio, e voglio soprattutto divertirmi e perdermi nelle meraviglie del mondo.
Chissà cosa avranno da dire e da fare le altre, sono molto curiosa.
Prima non mi interessavano, le vedevo come quelle amiche ma che non sono molto amiche perché sono completamente diverse con poco da condividere, invece ora mi sembrano più interessanti.
Non so come andrà avanti con la CapoCondomina meglio detta la Carogna perché non so cosa succederà dopo questo momento di apparente serenità.
Non sono molto sicura che la colazione di condominio andrà al meglio. A dire la verita sono molto scettica, certe cose non possono cambiare dall’oggi al domani, si è vero ci sono buoni segnali ma questo non vuol dire che la Carogna cambierà atteggiamento.
Sono convinta invece, che quello che sia cambiato é sicuramente il mio atteggiamento e probabilmente anche quello delle altre.
Io non ho nessuna intenzione di subire qualsiasi divieto da parte sua, quindi credo che siamo noi ad aver modificato la nostra posizione.
Quindi cosa farà la CapoCondomina non mi interessa affatto o meglio si mi potrebbe interessare se é possibile proseguire un dialogo che non abbia come unico argomemto il lavoro!!!
Se lei sarà in grado di farlo chissá, se ne puó parlare, ma io non ho nessuna intenzione di sopportare le situazioni che sono avvenute in passato, e ora tutta questa sdolcinata serenità mi sembra un po’ eccessiva quasi incredibile. Mi sento in overdose glicemica.
Non credo sia duratura, tutte le differenze che ci hanno diviso prima ci sono ancora anzi siamo arrivate alla separazione. Nessuno ci obbligava a stare sotto lo stesso tetto. Peró vediamo come va!
Intanto, io sono bene preparata ad affermare le mie esigenze e a farle rispettare.

Nuova strada per cinque donne in cammino

Nuova strada per cinque donne in cammino
Andare a letto dopo una giornata cosí intensa mi sembra un miracolo. Un miracolo essere ancora viva, un miracolo sentirmi cosí bene dopo quello che ho vissuto.
Dopo essere ritornata a casa dopo il viaggio nelle tenebre, dopo aver visto la mia vita sfarinata, distrutta, ridotta in granelli di sabbia inutili per poi vederli riconnettere grazie alle energie e alla potenza energetica che la attraversava e riassemblare, ancora stento a crederlo. Eppure non e un sogno, o un incubo. Quella potenza energetica legava solo i Granelli ancora vitali tutti gli altri, come cellule ormai morte, restavano a terra inutili ormai. Mi sento di nuova viva.
Ho lasciato in quel fondo scuro quelle parti di me che non servivano. Una zavorra pesante.
Durante le giornate i dialoghi con sorrisi, riconnettersi sulla tavola imbandita oltre al caffè fumante al tè al limone abbiamo portato tutta la nostra tutte le nostre differenze. Di quanto siamo diverse.
Ho capito in queste settimane difficili quanto tutte loro siano parte integrante di questo condominio, che senza di loro Questo condominio non esisterebbe e io ho perso tutte le mie energie ma oltre questo ho capito che dovevo accettare quelle parti del condominio che sono importanti, qualitativamente necessarie, le mie forze senza le loro caratteristiche non potevano niente.
In questi giorni ci osserviamo ritornando ad una routine che é gia cambiata nell’approccio. Avremo molto di cui parlare alla colazione di condominio, di che confrontarci e incontrarci.
Sono consapevole che iniziamo un nuovo viaggio non so dove ci porterà ma so che lo faremo insieme. Questi giorni di silenzio assordante sono stati straordinari per capire tutto quello di cui avevo paura e non ero capace di accettare ho vissuto senza di loro e sono stati giorni durante i quali non ho vissuto perché io non esistevo. Ora siamo al primo passo e su questo possiamo iniziare a riconoscere le nostre unicità ma anche a pronti a riconoscere l’autenticità e anche pronte a supportarci l’un l’altra.
Siamo cinque donne in cammino per ritrovarci.