ci sei Tu nella mia vita

ci sei Tu nella mia vita

ci sei Tu nella mia vita
da sempre e non mi stanco mai
ci sei Tu nella mia vita con il tuo ecciu ecciu e le mai che ruotano
ci sei Tu nella mia vita
con i riccioli ribelli che Tu odi tanto
che ti fanno sembrare una pazza (dici)
ci sei Tu nella mia vita con le scarpe tipo donna
e i pantaloncini del rock
ci sei Tu nella mia vita
unica e speciale come solo Tu sai esserlo
ci sei Tu nella mia vita
che mi trascini nel Fantasy e tutto diventa reale
ci sei Tu nella mia vita
e le lacrime vengono fuori dal cuore e non sai perché
ci sei Tu nella mia vita
con le ciglia finte alla Spa
ci sei Tu nella mia vita
e rido di fronte al tuo armadio
ci sei Tu nella mia vita
lontana Tu per prima e ora tocca a me
ci sei Tu nella mia vita
caso o scelta
togliendo giorni aggiungendo anni
ci sei Tu nella mia vita
e non mi perdo perche Tu sei nella mia vita

L’Amicizia é una cosa seria

L’Amicizia é una cosa seria
L’altro giorno quando sono uscita con i miei amici mi sono accorta di due cose importanti: USCIRE e l’importanza di avere AMICI. USCIRE: lo pronuncio talmente tanto spessso che non facevo piu caso al significato. Si questo verbo in particolare inteso come uscire per andare a cena, uscire con gli amici per bere insieme qualcosa, uscire per andare verso qual cosa, o uscire per lasciare qualcosa. L’esperienza del limbo mi ha fatto capire quanto stare CHUIUSA in una condizione mi facesse stare male e non fosse per niente salutare. Io mi conosco e sebbene tutte loro mi giudicano una ragazzina mai cresciuta non é per niente cosi. Uscire mi permette di allontanarmi temporaneamente, da cio che sto facendo, far entrare aria fresca nel mio cervello e vedere, ri-vedere la situazione in un altro modo. Uscire mi permette di rientrare, ecco perché sono una appassionata di viaggi e spostamenti perche rientro da qualche altro dove, con gli occhi nuovi ricchi di una nuova vista. Tutte le volte che unisco l’uscire all’incontrare le mie amiche i miei amici é veramente fantastico. Io mi sento bene e anche se non facciamo niente di particolarmente straordinario parliamo. Parlare con gli altri e veramente interessante, si certo sono sempre un po stupita di certi ragionamenti ma pian piano mi sto rendendo conto che quesa é la parte piu divertente. L’amicizia mi permette di uscire fuori nell’uscre fuori, ohh si lo so sembra un gioco di parole ma é una doppia esperienza uscire dal un luogo fisico e uscire da se stessi per incontrare me stessa negli altri. Credo che le condomine questo non l’abbiano capito per niente. Infatti si escono (qualche volta) ma La CapoCondomina va a lavoro, solamente e Innamorata esce per trovare il Principe, solamente! In effetti sono costantemente con i loro pensieri seguendo un unico filo di pensieri e di makeup a favore del probabile principe. Siamo diverse lo so per certo e mi sto abitando a questo, un po meno al fatto che vengo sempre considerata una ragazzina capricciosa che pretende e basta. Io pretendo cio che voglio, cio che mi piace e mi fa godere la vita! L’amicizia e una cosa seria ed uscire con le persone a cui tieni ancora di piu perché é in quel momento che io scopro un altra parte di me.

Autocoscienza al servizio di se stessi

Autocoscienza al servizio di se stessi
Sono stra-felice, finalmente dopo tanto tempo sono tra persone che parlano la mia stessa lingua.

Il problema é che siamo ancora una lingua minoritaria. Nel condominio quando parlo di autocoscienza mi guardano in modo strano, con sottotesto “chissá perché perdi il tuo tempo in queste attivitá simil new-age”e non ci capiamo.
L’Autocoscienza é vista come una malattia da fuggire e immunizzarsi preventivamente, tipo assumere giornalmente programmi tv spazzatura o spegnere quotidianamente il senso critico, per riaccenderlo solo nei casi di pettegolezzo e invidia.

La serata di venerdí é stata fantastica, siamo partiti da un punto basilare che ci permetterá di lavorare sino al prossimo incontro.
L’autocoscienza come presupposto della CONOSCENZA.

Certo che nel condominio potrebbero partecipare anziché perdere tempo cercando Principi Azzurri, birre con gli amici e notti di bagordi! Proprio Innamorata potrebbe avvantaggiarsi di questi incontri e capire perché ha questo bisogno del Principe Azzurro!!

Oramai non solo é passato di moda ma a dirla tutta a cosa le serve? Una sana conoscenza di se stessa magari le farebbe scoprire che non é un principe che sta cercando (io ne sono certa) ma magari sta cercando un calzolaio, cosi se proprio ci tiene le scarpe sono assicurate!

Anche Eterna-Adolescente farebbe bene a frequentare questo gruppo, scoprirebbe che essere adulti non é poi cosi male e trovare quindi un favorevole accordo tra il suo eterno ever-green/sindrome da PeterPan/ho passato i 18 anni da un pezzo!
Una sana autocoscienza serve a tutti, ma in molti la scansano, salvo poi capitare com’é successo alla CapoCondomina che per forza ci ha dovuto fare i conti.

Almeno lei ha iniziato. Certo lo so, ch nasce tondo non muore quadrato, peró si sta impegnando, mi ha anche detto che magari, un giorno, forse, potrebbe venire con me!

Poesia La gabbia tratto da Ali di Ferro

Poesia La gabbia tratto da Ali di Ferro

Riconoscere la propria gabbia é consapevolezza. Arrivare alla consapevolezza é aver compiuto il primo viaggio dentro se stessi. Conoscere il perimetro della propria gabbia o prigione o scatola o limite o stagno o palude o bara o come volete nominare la vostra condizione limitante é un importante primo passo verso uno straordinario percorso di conoscenza. La poesia la gabbia non finisce bene. Come tutte le poesie presenti in Ali di Ferro non ci sono note ottimistiche ma la cruda e reale verita di uno stato di impossibilitá. E’ quello che ho sentito per tantissimi lunghi anni. Vivevo in una gabbia, senza saperlo, talvolta anche contenta. Soprattutto ignara. Ignara di me stessa, dei miei desideri, della mia volontá, della mia persona, delle mie aspettative, ignara di chi sarei mai potuta essere.
Individuare la gabbia non é stato semplice. Il piú delle volte, anzi tutte le volte, ha un nome diverso, e sono sicura che chiunque stia leggendo questo post saprá nominare la propria. Il nome della mia gabbia mi confondeva, non potevo crederci e scoprire chi era il carceriere é stato devastante.
Quando la consapevolezza é arrivata non é stato per niente un bel momento: vedevo per la prima volta la gabbia intorno a me. Contavo le sbarre una ad una, contavo i pochi e limitati passi che potevo fare all’interno di questo spazio limitato. La gabbia non aveva vista, non potevo correre, non potevo volare e non vedevo nessuna chiave, non potevo scappare. Ma avevo ora la consapevolezza della mia gabbia, e l’azzurro del cielo ha iniziato a filtrare tra le sbarre illuminando le ombre. Giorno dopo giorno affrontando le ombre e quell’orribile carceriere ho trovato la chiave.
Ma avere la chiave non significa saperla usare e avere il coraggio di uscire dalla gabbia, e i miei giorni passavano, cadendo dal calendario nella fossa comune dov’erano gia sepolti tutti gli altri.
Poi capita qualcosa o la spina che ti punge il fianco da anni si fa piú dolorosa, mi sono accorta che ero ancora viva e volevo vivere e conoscere la mia vita senza sbarre ne gabbie o scatole o etichette o prigioni o paludi o bare che mi limitassero nell’essere la persona che aspettavo di essere e sono uscita dalla mia gabbia e ho detto alla mia carceriera che il suo compito era finito e che era libera di andare, e sono uscita. Sono uscita dalla mia gabbia.
La poesia fotografa quel mio lungo periodo in cui ero in gabbia e non sapevo come uscirne. Se vi ritrovate in tutto o in parte mi farebbe piacere parlarne con voi.

Cadute creativitá e un vento di cambiamento

Cadute creativitá e un vento di cambiamento
Tutte hanno avuto il proprio giorno. Ciascuna potrá fare quello che desidera. La primavera con il suo vento di cambiamento e arrivata in anticipo in un novembre veloce e proiettato verso l’inverno.
Questo vento mi piace aiuta la contaminazione tra di noi, come un polline che vola da un fiore all’altro e crea inattesi innesti di idee con straordinarie varianti. Le pareti del condomiio mi sembrano gia meno grigie.
Io ho un giorno, tutto per me, e ho anche una stanza tutta per me. Posso lasciare aperto un libro senza che nessuno lo rimetta al suo posto, appendo sul muro gli appunti o un post-it giallo per tenere viva un’idea davanti al mio sguardo. Scrivo nel silenzio e nella creativitá dello spazio liquido che si adatta ai miei pensieri. Si, avere una stanza tutta per sé e alla base di qualsiasi crescita (Virginia Wolf l’ha detto circa 90 anni fa), lo spazio ti accoglie e si fá per te strumento flessibile per ció che vuoi.
Quindi apro le finestre in questo novembre frizzante come un marzo allegro e spensierato, per farmi attraversare da questo vento ricco di polline e semi da piantare, e quindi scrivo, di tutto: del vento e del cambiamento dell’imperfezione che rende speciale la perfezione.
Allungo lo sguardo come mia abtudine e mi coinvolgo con l’orizzonte. Una nuova creativitá ferve al condominio. Il gioco ad incastro ha prodotto una attivitá frenetica ma divertente e anche se non sono interessata ai loro impegni, mi divertono e prendo spunto dal loro correre, affaccendarsi organizzare, preparare attivitá diverse ma che hanno uno scopo comune: essere felici e divertite. Ognuna lo é a suo modo e stanno, stiamo trovando un modo creativo di collaborare.
Osservo con sorpresa questo cambiamento in particolare nella CapoCondomina che é ruscita a dare un buon impulso. Il limbo le ha fatto bene, cadere fa sempre bene, specie quando ci facciamo male. Vale molto piú di cento lezioni. Cadere e rialzarsi. Si impara a cadere e ci si allena a rialzarsi … sempre meglio. I viali in novembre sono coperti di foglie dal giallo al rosso-dorato: sono cadute per far spazio al nuovo.

Orari incastri appuntamenti and enjoy the weekend

Orari incastri appuntamenti and enjoy the weekend
L’altro sera dopo una giornata di lavoro nel condominio c’é stata l’inevitabile resa dei conti. Innamorata, Ribelle e Eterna-Adolescente mi aspettavano al varco pretendendo il venerdi, armate sino ai denti e, dalla loro espressione, per niente concilianti. E io tra me e me, mi sono detta, che si arrangiassero. Ma poi prendendo un respiro profondo ho chiarito a me stessa – s’ha da fa! –
Siamo andate quindi tutte in cucina e tra un bicchiere di vino rosso e una pizza ai quattro formaggi abbiamo iniziato la spartizione del venerdi e del sabato/domenica. Ho rivisto in un lampo la gestione del personale, il soddisfacimento dei bisogni, la frustrazione di non vedere soddisfate le proprie richieste, le inevitabili cnseguenze. Ma volendo evitarmi tutto questo e godermi anche io il weekend in arrivo, ho dovuto tirare fuori tutta la mia – santa – pazienza. Tutte avevano la lista di orari e appuntamenti. Eterna-Adolescente aveva delle richieste da follia pura: dal venerdi alla domenica! Quindi consapevole che avrei avuto a favore Innamorata e soprattutto Ribelle abbiamo eliminato il suo venerdi sera. E abbiamo iniziato a vedere il suo muso pronunciarsi in broncio. Ribelle e Innamorata mi aspettavano pronte a tagliarmi a fette qualora avessi accontentato una a discapito dell’altra! Quindi le ho guardate dritte in faccia e ho chiesto a entrambe se avevano trovato un accordo e come volevano organizzarsi per il venerdi. Innamorata asseriva che Ribelle poteva partecipare all’incontro di autocoscienza magari un venerdi futuro non meglio precisato che sarebbe potuto pure essere tra mille anni. Ribelle asseriva l’esatto contrario: Innamorata avrebbe potuto incontrare chi voleva il sabato la domenica il mercoledi…
Si stava facendo lunga, con derive di discussione inutili. Avrei potuto dire 1. Arrangiatevi – 2. Vi rimando in cantina e butto la chiave in mare – 3. Mi prendo io il venerdi – 4. Non esce nessuno e tagliamo la testa al toro. Quindi ho chiesto ad entrambe nuovamente come volevano accordarsi considerando gli orari che permettevano un buon incastro. Ribelle sarebbe andata alle 5.30 al suo incontro di autocoscienza e Innamorata avrebbe slittato alle 9.30 l’incontro! Al che Innamorata é balzata su con il pelo dritto come i gatti e ha detto – Ma io mi devo preparare – Bene, hai 3 giorni per allenarti a fare piu in fretta nell’addobbo! Le seguenti lamentele furono messe a tacere da: a) puoi sempre decidere di rinunciare b) la vita e un continuo compromesso c) chi si accontenta gode e incontra il principe azzurro. La “C” é sembrata farle dimenticare la problematica dell'”oddio mi devo preparare in 10 min” . Il venerdí era andato. La cosa straordinaria é stata che il sabato e la domenica sono stati organizzati secondo per secondo con questo criterio: il gioco all’incastro! Come una staffetta a ostacoli in corsa per il fine settimana. Cosi Eterna-Adolescente é stata soddisfatta per l’ottenimento della la notte e il giorno dopo con le amiche. Io ho strappato il sabato sera all’Innamorata che voleva la replica.
Quindi senza nessun spargimento di sangue siamo riuscite ad organizzare il weekend.
Mi chiedo: quanto potrá durare questo tour de force?!

Sull’amore e l’attesa

Sull’amore e l’attesa
Sto iniziando a guardarmi intorno come mi hanno suggerito le mie amiche.
Loro mi hanno sconsigliato di mettere il classico annuncio perché ai giorni nostri potrebbe essere scambiato per qualcos’altro. Quindi mi guardo intorno un po su facebook, su insta e in giro. Guardo dritto negli occhi perché come si dice l’occhio é lo specchio dell’anima e almeno con una sbirciatina su quellla mi posso orientare.
Certo che questa faccenda dell’amore prende un bel po di tempo e non é detto che tutto quello che pensiamo vediamo e sentiamo sia proprio tutto giusto. L’ho capito quand’ero al limbo. Non capivo bene cosa volesse dire amare se stessi, ma ci ho riflettutto su e qualcosa, si insomma non tutto e chiaro ma ci sto lavorando su.
L’altro giorno ne ho parlato con le mie amiche e loro mi hanno guardato come se fossi rientrata da Marte e avessi avuto a che fare solo con pietre e gas senza nessun tipo di interazione – ma guarda che noi te l’ho abbiamo detto un sacco di altre volte, ma ci ascolti? – Io non mi ricordo affatto, ha detto la mia espressione facciale e loro hanno alzato gli ochhi al cielo!
Sta di fatto che ora so che posso amare me stessa senza nessun problema di essere fraintesa, ma le mie amiche mi hanno detto che questo e l’aspetto che ‘gli altri’ meno accettano perché significa mettere se stessi al primo posto mentre gli uomini per retaggio genetico/educativo/culturale/sociale vogliono e richiedono sempre il podio.
Allora ho pensato al Principe Azzurro quello che vorrei con la spada e con il mantello: ma lui vuole il primo posto? Mi sa che devo rileggermi bene la storia per capire, e devo capire anche un’altra cosa: se io sono al primo posto lui dove sarebbe. E veramente complicato. Nel frattempo il tempo va per i fatti suoi e di certo non aspetta me.
L’amore non é una cosa semplice e vorrei sapere come ha fatto Tiziano Ferro a dimostrarlo. Ci sono un sacco di complicazioni, emozioni incapacitá, e interessi che si incontrano e si scontrano e l’Amore non lo si vede proprio.
Allora vivo nell’attesa dell’Amore, preparandolo immaginandolo proprio come io lo vorrei, cercando di capire per prima che Amore voglio e trovare la persona giusta per me.
L’attesa e poi alla fine una gioia e un supplizio: gioia perche nell’attesa preparo il momento e supplizio perche vorrei che quel momento fosse gia qui.
Ho capito quindi anche un altra cosa: ma non sará il caso di dare un accelerata???

E se poi non potró dire che ho vissuto?

E se poi non potró dire che ho vissuto?
Accadono. Le morti accadono, tutti i giorni, anche quando meno te lo aspetti, e pensi che sarebbe dovuta passare piu tardi o fra 60 anni, e pensi che proprio li la morte non dovrebbe passare o, come se non avendo niente da fare si prendesse la vita di qualcun altro, come per gioco. E dopo? Il lutto per chi resta, il dolore, la grave assenza. Ma per chi non ha piu il respiro, per chi non ha la sveglia per andare a lavoro o per stare a guardare il sole o per intraprendere un viaggio o per ritornare a casa, per chi non potrá piu baciare o giocare cantare suonare correre… cosa resta?
Quando moriró so che mi dispiacerá davvero tanto. Succederá. Cavoli proprio ne farei a meno. Mi piace vivere anche se la vita é complicata, se é piena di difficoltá, anche se le strade sembrano tortuose. Mi piace soprattutto perché c’é il domani e so che mi promette cose bellissime. Ne ho bisogno. Il domani porta tutto quello che posso desiderare. Ecco perché sto facendo di tutto per vivere orientando la mia vita a VIVERE, e non ritrovarmi che la morte mi prenda insoddisfatta. Voglio in questo tempo, che desidero il piu lungo possibile, godere della vita, sperimentarla gioisamnente e poter dire nel fatidico momento (sebbene estremamente contrariata dal fatto di dover lasciare questa valle di lacrime), dire: confesso che ho vissuto.
Cosa resta a chi non cammina sull’erba e non guida la macchina o gioca con il prorio cane o aiuta i figli che non capiscono la matematica, cosa resta a tutti quelli che non hanno potuto o saputo vivere la loro vita pienamente esprimendo il loro potenziale, dando il loro speciale e personale contributo al mondo, se non potranno dire ho lasciato la mia impronta, questa é l’orma del mio passaggio? Resta un senso di amarezza, di incompletezza di delusione, di spreco.
Per questo mi impegno a vivere, per questo cambio, costruisco a volte disfo e rifaccio, sbaglio e cado, vado avanti e controllo, lascio e riallaccio, mi diverto e piango. Mi impegno a vivere perché so che dovró morire (mannaggia) e mi dispiacerá un sacco.
Allora quando la morte accade, vicino, ringrazio di avere la sveglia, la ressa che mi porta a lavoro, la mia agenda che mi ricorda cosa é importante per me oggi, il cuore che mi batte nel petto e che sa che batte forte per me, per Erika e Claudia, per Lorenzo e per Marlene, per le mie sorelle e per mio fratello, per mia mamma, i nipoti, gli amici cari, per le mie passioni, per i miei progetti, per chi chiacchera una volta al mese con me perché sono lontana, per chi condivide con me le nuove avventure e sfide che quotidianamente intraprendo e che battendo dentro di me danno il ritmo alla mia vita, tutto questo mi dice sto vivendo e facendo della mia vita un capolovoro.
Voglio che la mia vita accada tutti i giorni, e quando la morte accadrá mi dispiacerá un sacco, ma potró dire che ho vissuto.

Un calendario fitto con prioritá assolute

Un calendario fitto con prioritá assolute
Alla seconda colazione di condominio tutte avevano un agenda cartacea o digitale aperta sulla settimana a venire. Le prioritá si fecero avanti con forza. Poetessa fu la prima ad essere inserita in agenda perche la piú facile da sistemare. Non era possibile un giorno intero per via del lavoro e adesso il lunedi e il mercoledi seranno tutti suoi. Tutto il resto era concentrato su due giorni e mezzzo, e considerato il numero delle richieste sarebbe potuta scoppiare la guerra civile condominiale.
Dovevo fare appello a tutta la mia capacitá organizzativa tenendo conto delle esigenze di tutti. Ma sapevo che non avrei soddisfatto tutte. Prima di tutto tra il caffé, il latte e il te al limone vennero aggiunte tutte le altre richieste e mi ricordai perche anni fa non volli piú occuparmi di organizzare i turni con le inevitabili lamentele e malcontento, in un team sottodimensionato!. Quindi Ribelle chiedeva il venerdi dalle 17 alle 20 con possibile coda sino all 21.30 e nel mentre che dichiarava le sue esigenze emergevano – no, non é possibie – ma é assurdo, ma non puo essere – etc. Quando Eterna-Adolescente tiró fuori dal suo smartphone la rihiesta del venerdi/sabato/domenica fu un coro unanime di – sei imapzzita? – al quale si uní Poetessa che disse, credo che la tua richiesta sia eccessiva e non tiene conto in nessun modo delle altre. Inamorata appesantí dicendo – certo e un’egoista nata – NO non sono un egoista io so cosa voglio! – Ribelle la zitti con – anche noi sappiamo cosa vogliamo mia cara, ma questo non ti autorizza a calpestare le richieste degli altri. –
Eravamo appena allinizio e giá la colazione prendeva una brutta piega. Fu la volta di Innamorata che si limitó a chiedere il venerdi e il sabato. E anche lei ricevette delle occhiatacce a significare – quale parte del discorso fatto a Eterna-Adolescente ti sei persa o non hai capito? – A mia volta chiesi il sabato e la domenica e loro – ahhh eccola alla fin fine predichi bene e razzoli male – come, non dovevi rispettare le richieste degli altri? Questa é la mia rihiesta di base. Ora, so che tutte noi dovremmo fare dei tagli, Consistenti. Venendoci incontro. Quindi ognuna di noi tenendo ben presente le richeste degli altri dovra trovare una soluzione che vada bene.
D’altronde é solo lunedi se vogliano confermare i nostri impegni con amiche/amici/candidati/gruppocollettivo dobbiamo trovare la quadra.
La colazione di condominio é finita giusto in tempo per andare a lavoro e non restare imbottigliata nel traffico! Mi aspet faville e scintille per questo intressante weekend.

Prioritá weekend e gli altri non hanno capito

Prioritá weekend e gli altri non hanno capito
Non capisco perché Innamorata e Ribelle si ostinano a volere i giorni del weekend. Non hanno mai fatto niente, Innamorata non ha mmai avuto appuntamenti e Ribelle non ha mai capito niente dei suoi incontri di autononsisachecosa e la CapoCondomina cosa vuole fare il venerdI e il sabato che non ha uno straccio di amica con cui uscire?
Ecco io certe cose non me le spiego! Se qui c’e qualcuna che ha diritto al weekend sono io, so cosa fare, chi incontrare, dove andare e non spendere 1 ora e mezza di fronte allo specchio per uscire mezz’ora per portare in giro il make up con la speranza di farsi notare. Capisco che é importante ma almeno che ci sia gia uno scopo definito.
Ora non m resta che lottare sino infondo per ottenere ció che voglio. D’altonde Capocondomina ha chiesto di indicare le nostre prioritá, quindi prioritá del venerdi-sabato-domenica per: venerdi sera cena con gli amici per decidere in quale club/party/disco andare il sabato sera, domenica mattina sveglia a mezzogiorno per riposarmi e domenica cinema. Se poi con il gruppo decidiamo di andare fuori citta il venerdi/sabato/domenica e intoccabile. L’Innamorata puo incontrare chi vuole tutti gli altri giorni della settimana, e a dirla tutta se qualcuno fosse realmente interessato a lei la vorrebbe vedere anche di martedí… Poetessa l’ha gia detto, brava, Capocondomina meglio che non vada da nessuuna parte! Ribelle le farebbe bene un po di sano divertimento. Io non ho dimenticato i noiosissimi giorni del limbo e non voglio perdere altro tempo, fuori da questo condominio c’e un mondo e io me lo sto perdendo! Penso ai viaggi che voglio fare, non volglio essere come la CapoCondomina che conosce solamente la strada andata e ritorno dal condominio al lavoro e ritorno! E se devo battermi per qualcuno, mi batto per me stessa e non come la Ribelle dietro i mulini a vento di chissá chi! Stare da sola mi ha fatto capire cosa sto perdendo e cosa non voglio. Certo non voglio piu subire le PROIBIZIONI della Capocondomina e perdere tutte le opportunitá della vita che sono li pronte per essere colte. Bene la priorita é fatta!