Quando si fanno domande arrivano risposte

Quando si fanno domande arrivano risposte
Quando si fanno domande prima o poi qualcuno risposde. I punti interrogativi posti alla fine di ogni cosa che faccio ormai mi fanno compagnia tutto il giorno, ne piu e ne meno com’era successo quando il silenzio assordante aveva invaso casa. Con le domande sta succedendo la stessa cosa: sto preparando il caffellatte e qualcuna mi chiede – ma sei sicuro che lo vuoi? O preferisci il te o uno yogurt ? – No yogurt no! Pero magari un te al limone. Sto per salire in macchina e la solita vocina mi chiede – ma ti piacerebbe fare una passeggiata sino a lavoro? – te lo giuro che saremmo dovuto uscire 2 ore fa per arrivare in orario in ufficio – E ancora davanti alla sbarra che si sta sollevano per farmi entrare a lavoro sento – Perche lavori qua? – non ne posso piu di queste domande! Eppure per quanto le domande ricevono un riposta immediata, quel punto interrogativo continua a girare nellla testa insoddisfatto di una risposta istinttiva ma non consapevole. Questo flusso di domande, questi punti ballerii che piroettano davanti ai miei occhi si insinuano lentamente e volente o nolente affiora un ragionametno che si mette davanti nero su bianco e la rispota é arrivata: non voglio piu fare il lavoro che faccio. l’ho detto. All’inizio mi é sembrata una grande stupidaggine. Cosa vuol dire non voglio piu fare questo lavoro e di cosa campiamo di domande frullate?? Le bollette come le pago> Al supermercato mi metto nel portafoglio un paio di domande e pagp ? Certe risposte complicano la vita! Come faccio a lasciare il lavoro? É una follia, e soprattutto … perche ? I signori punti di domande che la fanno facile dovrebbero spiegarmi cosa dovrei fare dopo questa follia! Ma i punti di domande neanche si scompongono e come l’erba infestante continuanao a proliferare perche il guaio é cosa vuoi fare che questo lavoro non ti a la possibilita di fare ?? dopo una giornata di domande sono cotta .. ma nel frattempo …

Io le Poesie e l’urgenza di respirare

Io le Poesie e l’urgenza di respirare
“La Poesia”, questo il titolo, di Pablo Neruda descrive perfettamente – almeno per me – quel fatale incontro con questa forma di comununicazione di espressione di sé. Arriva, come dicono le parole di Neruda, da non si sa dove, chiamati da una forza che penetra e ti entra dentro per poi riuscire con ingenuitá con passione, senza pretesa alcun di essere importante. Cosí é stato per me sin da piccola, senza formazione. Nel tempo la mia Poesia é cambiata, si é evoluta cosi come la mia mente, il mio corpo, i mie desideri, i miei limiti, le mie paure. Si é fatta, questa forza comunicativa, strumento per poter esprimere ia mia urgenza. Ho vissuto spesso momenti di urgenza: urgenza di respirare, andare, di lasciare, di urlare, di cambiare, urgenza di essere, di esprimere rabbia. La Poesia mi é sempre venuta in soccorso dandomi la possibilitá di respirare, e respirando esprimermi, forse con fatica, con dolore, ma permettendo di capirmi di avere consapevolezza e proseguire la tortuosa strada o la faticosa salita. La Poesia é sia nella sua lettura o scrittura uno strumento di guarigione, attraverso testi, grazie alle parole, creando immagini e metafore sono riuscita a tirare fuori il mo sentire, illuminare ombre a volte spaventose e dolorose. Che il Poeta siam noi e leggiamo qualche altro autore riusciamo a comprendere speso con un volo di parole che similmente ci accoumuna nell’esperienza. Ci ritroviamo unendoci in una comunione di pensiero che ci rincuora. Scrivendo le mie poesie ho versato piu lacrime che inchiostro, lacrime per tanto tempo inghiottite perché si fa cosi come ci hanno insegnato – non pianere, non é nulla; lacrime non opportune, lacrime da tenere nascoste per non disturbare, per non sollevare domande perché difficili da spiegare piu delle lacrime stesse. Lacrime come parole non dette ma espresse. Poi, le parole sono arrivate piu chiare oneste necessariamente vere. Le mie poesie mi hanno curato lentamente con un tempo lungo profondo e mi hanno fatto rinascere facendomi prima vagire e poi parlare. Ho parlato a me stessa come se fossi un altra, e lo ero, un altra persona, quella che doveva essere, ma non quella che voleva essere. La poesia continua a curarmi e oggi piu di ieri é strumento di liberazione, libera di essere chi profondamente sono.

Gli Uomini i Principi e la Crisi

Gli Uomini i Principi e la Crisi
Cosa c’e che non va? Ho fatto una verifica in internet (nel caso in cui i miei occhi mi tradissero) gli Uomini sul pianeta terra ci sono, i Principi anche. Ma dove sono finiti tutti? Io li vedo per strada e anche a livello mondiale sono in gran numero. Ma dove sono? Le mie amiche mi dicono che frequento i posti sbagliati! Quindi ho fatto un indagine sui luoghi piú frequentati e ci sono diversi luoghi deputati dove andarli a scovare e incontrare in differenti tipologie. Iscriversi in una palestra é la base mi hanno detto e al che mi sono ricordata della mia iscrizione open dove facevo di tutto e, – confermo – era un mega palestra piena di testosterone che altro non facevano che specchiarsi mentre tiravano su i bilancieri o le funi, allenavano pettorali gambe scolpendo la tartaruga a suon di maccchinari e attrezzi. Guardavano se stessi allo specchio quindi é stato tempo sprecato, oltre ad aver guadagnato una stiratura alla spalla per aver tirato su un peso non adeguato alla mia muscolatura! Quindi No palestre. Un altro luogo sono i campi da tennis. Piu o meno lo stesso stile. In piscina l’unica cosa che si guarda é la linea nera sul fondo per il resto.. zero! Nessuna interazione tranne tra i – vai prima tu? nei 45 secondi di pausa dopo una serie 250 vasche!!. – infatti quelli sono luoghi sbagliati per incontrare e iniziare una qualsiasi conversazione – hanno sottolineato le mie amiche scuotendo la testa. Allora le ho chiesto – quindi dove dovrei andare, cosa dovrei fre? – Semplice – hanno risposto = in una sala da ballo – ma io non so ballare! – se per questo non sai neanche giocare a tennis e non sai usare bene le macchine in palestra – questo non e del tutto vero .. qualcosa so fare …– si cadere dal tapis rulant? E hanno alzato gli occhi al cielo e hanno riso come matte ricordano l’evento! Le sale da ballo, mi hanno raccontato, proiferano di uomini giusti ma bisogna fare attenzione. Attenzione che non ti pestino i piedi? Ho chiesto io. E loro questa volta non hanno alzato gli occhi al cielo ma sempre scuotendo la testa hanno buttato gli occhi giú per terra. No – mi hanno riesposto – é che non tutti sono eterosessuali – coma anche in palestra peraltro – e io ho detto che questo é il problema – c’e troppa concorrenza – e loro hanno confermato con – ehh gia – ma mi hanno anche fatto notare che il tutto e equililibrato dalle percentuali. Percentuali? Quali percentuali ? E loro hanno di nuovo alzato gli occhi al cielo e hanno detto – dovrebbero insegnarlo gia dalle elementari: sulla terra esiste il genere femminie il genere femminile lesbica il genere maschile il genere naschile omosessuale e il neutro. Il neutro? E cos’e chi e? I bisessuali sono neutri perché non incidono nella percentiale e lascia immutato l’equilibrio. Ecco questa eé la mia crisi: tra Príncipi Uomini bisex e Omosessuali, troveró un uomo di genere maschile-maschile?