Quando tutti mi chiedono di fare la mia parte

Quando tutti mi chiedono di fare la mia parte
Siamo alle solite: il sistema mi chiede di essere quella che secondo le regole – del sistema – devo essere. Credo che il mio nome dovrebbe essere Ribelle Furiosa perche tutte le volte che questa richesta si acuisce con una serie di pressioni divento FURIOSA e RIBELLE! Il sistema pretende che io sia produttiva come loro loro impongono, ossia inserirmi nella catena di montaggio: inserirmi nel lavoro – qualunque esso sia – acquistare i prodotti che immettono nel mercato – quelli che loro sponsorizzano – osservare le regole prescritte, lavorare, fare un figlio/due (ma non di piu), pagare le tasse – soprattutto quelle per assicurare l’esistenza del sistema stesso.
Io non sono assolutamente disposta a seguire le loro regole. Il lavoro é un invenzione assurda che trovo completamente contraria all’essere umano. Io sono convinta che l’essere umano sulla terra ha tutto un altro scopo: é qui per creare non per lavorare. Obbligare le persone a lavorare é una condanna ai lavori forzati per prima cosa e inoltre si pretende che si facciano dei lavori assurdi. Praticamente é stato costruito un sistema tale che se uno non lavora non puó sussitere su questa terra. Se venisse un marziano penserebbe che non abbiamo cervello e non sappiamo ne creare ne pensare. Sopratutto non ci godiamo la vita. Stavamo discutendo su questo con i miei amici e alcuni di loro – per fortuna non tutti – asserivano che scegliamo di lavorare perché abbiamo bisogno di uno scopo. Ma quale mente malata ha instillayo questo pensiero? Chi ha mai pensato che lavorare e il nostro scopo? Qui si é modificato – ormai geneticamente su quasi tutta la razza umana il penisro di liberta e creazione. Ceramente ho confermato tutti abbiamo il nostro scopo. Ma non certo lavorare!!! La notte ho continuato a riflettere su quanti avessero uno scopo anche ripensando a tante risposte che sono piovute sui nostri bicchieri di vino. Tutti hanno risposto che hanno lo scopo del lavoro che vogliono fare o vorrebbero fare o cambiare quello che stanno facendo, confermando in questo modo di essere a pieno ttolo intehrati nel sistema e nell’ingranaggio. Ma nessno mi ha detto che scopo ha nella vita. Durante la notte non sono riuscita a darmi una risposta chiara del perché siamo arrivati a questo punto ma mi sono addormentata con una domanda come sarebbe possibile invertire questo triste destino? Se non troveró un lavoro o decideró di non lavorare non potró far parte del sistema e quindi sussistere e quindi esistere! MA soprattutto anche lavorando secondo le regole del sistema potrei mai ragggiungere lo scopo della mia vita??

Guardando alla vita divertita e divertendomi

Guardando alla vita divertita e divertendomi
L’altro giorno mentre mi divertivo a girare per la cittá in cerca di angoli da fotografare ascoltavo le persone attorno a me, che sostavano perché attendevano qualcuno o passavano di fretta o passeggiavano chiacchierando o arrivava uno scorcio di telefonata. É stato inevitabile ascoltare i loro dialoghi. Da principio erano solo parole che avevano un senso ma non li collegavo. Dopo la quinta folata di parole ho iniziato ad ascoltare, tutte qUeste chiacchierre nel vento avevano una parola comne : stressata, stessato, stressati. Di qualsiasi argomento stessero parlando condivano e legavano con questa parola, che non é di congiunzione, discorsi di vita. Ma alla parola stressato/a/i ecco tutto si faceva piu teso. Certo il discorso continuava ma ad osservare bene, la casistica racconta una storia. La gente é stressata. Ma perhe mi chiedo?? L’aspetto incongruente é stato vedere persone che passegiavano – apparentemente tranquille – ma non per niente tranqille per niente gioiose, per niente arrabbiate, per niente addolorate per niente diverite solo S-T-R-E-S-S-A-T-E-. Secondo me perdono pezzi lungo strada dimenticano il vero motivo e allora dicono che sono stressate per esprimere come stanno. Se sono arrabbiata sono arrabiata, non c’é nulla da fare si vede quando non tiro fuori la mia rabbia, e se sono molto felice non posso a fare a meno di fare salti gioia. Figuriamoci se sono triste: la mia faccia si capisce lontana un chilometro. Stressata é una parola grigia che imbroglia le carte e quindi uno non sa come sta effettivamente. L’altro giorno ne parlavo con i miei amici e alcuni erano d’accordo con me altri dicevano che ci si atteggia ad essere stressati perche fa figo-sono-uno-che-fa-mille-cose e altri amici hanno detto che io ho sempre la cartina colorata sugli occhi. Quale cartina colorata ho chiesto – e loro mi hanno detto che ho una visione positiva della vita. Quale altra visione dovremmo avere? Si quella – hanno risposto – ma non tutti riescono a vederla cosi. Ho detto che la visione positiva ci permette di diverirci e fare quelo che si vuole e non costringerci nello stress catatonico e inattivo. Ricordando il periodo che sono stata nel limbo a causa della CapoCondomina non ero stresssata ero triste, malinconica, arrabbiata, furibonda ma non stressata. Quando non trovo i vestiti che mi piacciono sono delusa e quando ascolto i tg sono disgustata, se litigo con un amica sono scocciata e delusa ma non stressata. Alla fine della serata i miei amici hanno dichiarata bandita la parola stress, come nel gioco di tabú connl’impegno di usare parole piu árispondenti allo stato d’animo che si vive. Chi usa la parola, pagherá da bere

Progettando viaggi e partenze

Progettando viaggi e partenze
Ieri ho speso tutta la serata a programmare i viaggi. Quello che mi piace di piu é scegliere cosa voglio andare a vedere in questi nuovi luoghi. Le persone gli orizzonti, e tutto quello che di diverso troveró rispetto alla mia cittá. Programmare un viaggio significa anche scegliere la o le persone giuste con le quali condividere il viaggio. Credo sia l’aspetto da tenere nella massima coniderazione: se non si scelgono gli amici giusti, la persona speciale – tantissimi fidanzamenti o matrimoni e amicizie pparentemente solidissime non hanno retto alla prova del viaggio – il viaggio sará dal deludente al catastrofico con tutte le le varianti del caso. Questa decisione e fondamentale perché impatta direttamente con le cose da fare e da vedere e sebbene ci si possa dividere, subentrano – spesso – fraintendimenti del tipo ma-io-volevo-vedere-questo-e-tu-eri-d’accordo-e-io-volevo-fare-quest’altro-e, il litigio in mezzo al crocevia con il semaforo che passa dal verde al giallo senza tregua é testimone del naufragio del viaggio. Quindi, sono preparata acnhe al viagggio in solitaria che ha un fascino ineguagliabile e spinge a nuove conoscenze e stringere nuove amicizie. I miei viaggi sono sempre piccoli assaggi, e per il momento, sino a quando non prenderó la decisione finale, me lo faccio bastare. La prima cosa da preparare sono gli occhi che devono essere pronti alla meraviglia, all’erta a cogliere le differenze: come camminano le persone se sono lente o vanno veloci, i rumori: ci sono cittá e paesi silenziosi pur essendo molto popolosi e altre che pur essendo non numercamnete affollate sono chiassose per natura come eterni mercati e bazar. Mi piace osservare le persone nelle loro attivitá nella loro routine quando io sono in viaggio distante dalle mie quotidiane attivitá spaesata da me stessa e alla ricerca di cosa mi piace. Del viaggio mi piace la partenza carico di attesa per il nuovo che incontreró e di me diversa. Un altro aspetto é l’arrivo e il mio adattamento: come mi ci trovo? E mi chiedo sempre: potrei vivere in questa cittá per un periodo piu o meno lungo? Il viaggio é sopatutto l’esperienza del vaggio; da fare completa e non da turista di piazze e musei. La condizione ottimale sarebbe non portare niente e poter vivere in quel terriotio cercando qualcosa da fare e vivendo il viaggio per quello che é un avventura a 360 gradi … ma non sono ancora allenata per questo. La mia carta di credito é fondamentale: senza di quella non potrei andare da nessuna parte e con quella facevo i conti ieri sera: quanti e quali viaggi posso organizzare in questo 2018?

Ancora una lettera per Babbo Natale

Ancora una lettera per Babbo Natale
Anche se sono grande non ho mai smesso di fare la lettera a Babbo Natale, con la speranza che si decida a portarmi le cose che scrivo nella mia letterina e la smetta di portarmi: orsacchiotti di peluche, trenini, giochi di logica cammuffati da puzzle, monografie storiche. Non so quante volte ho chiesto e richiesto attraverso la letterina magica: Il giro del mondo in 80 giorni (non la versione libro ma quella vera con tanto di hotel o b&b prenotati), poi sono anni che chiedo la neve a Natale: anche questa quella vera, quella che scende a fiocchi sia per la notte che per il giorno dopo di Natale dove tutto e bianco, si esce a piedi si gioca tutti insieme al parco o tra le vie della cittá tirandoci le palle di neve tra la Jaguar del vicino posteggiata e il cassonetto della spazzattura. Ho chiesto, non mi ricordo piu quante volte, l’arcobaleno al mattino: si e no l’avrá organizzato un paio di volte: voglio dire in 365 giorni solo tre volte non mi sembra che Babbo Natale si stia impegnando cosí tanto. Un altra cosa che ho richiesto e che non e mai stata soddisfatta e la pace nel mondo! A dirla tutta sin dalle elementari mi hanno insegnato a chiedere la pace nel mondo e anche se all’inizio non capivo tanto bene questa richiesta – non mi sembrava davvero importante scomodare Babbo Natale per farmi fare pace con la mia compagnetta di banco – poi peroó ho capito e continuo a scriverlo… ma niente! Non faccio altro che sprecare i miei desideri, perché tanto non mi ascolta! A dirla tutta, la lista e lunga e sono piu le volte che delude le mie aspettative che le volte che le soddisfa. Caro Babbo Natale se preferisci ti chiamo e ti dico essattamente cosa voglio. Magari una chiaccherata veloce é meglio e cosi mi racconti del mal di schiena. E ora che la smetti di fare su e giu dai camini e trombe di riscaldamento e hai giá una certa etá.
Caisco che sei molto occupato ma magari non mi spiego bene nella mia lettera, se hai un format tanto meglio, mandamelo! Come vedi non sto chiedendo cose esorbitanti o irragiungibili. Per fare le cose semplici quest’anno ti chiedo di andare a vedere l’Aurora Boreale in Isanda: che dici, é tutto chiaro? Cosi ti rimetti in pari per tutti gli arcobaleni mancati! Grazie!

L’Amicizia é una cosa seria

L’Amicizia é una cosa seria
L’altro giorno quando sono uscita con i miei amici mi sono accorta di due cose importanti: USCIRE e l’importanza di avere AMICI. USCIRE: lo pronuncio talmente tanto spessso che non facevo piu caso al significato. Si questo verbo in particolare inteso come uscire per andare a cena, uscire con gli amici per bere insieme qualcosa, uscire per andare verso qual cosa, o uscire per lasciare qualcosa. L’esperienza del limbo mi ha fatto capire quanto stare CHUIUSA in una condizione mi facesse stare male e non fosse per niente salutare. Io mi conosco e sebbene tutte loro mi giudicano una ragazzina mai cresciuta non é per niente cosi. Uscire mi permette di allontanarmi temporaneamente, da cio che sto facendo, far entrare aria fresca nel mio cervello e vedere, ri-vedere la situazione in un altro modo. Uscire mi permette di rientrare, ecco perché sono una appassionata di viaggi e spostamenti perche rientro da qualche altro dove, con gli occhi nuovi ricchi di una nuova vista. Tutte le volte che unisco l’uscire all’incontrare le mie amiche i miei amici é veramente fantastico. Io mi sento bene e anche se non facciamo niente di particolarmente straordinario parliamo. Parlare con gli altri e veramente interessante, si certo sono sempre un po stupita di certi ragionamenti ma pian piano mi sto rendendo conto che quesa é la parte piu divertente. L’amicizia mi permette di uscire fuori nell’uscre fuori, ohh si lo so sembra un gioco di parole ma é una doppia esperienza uscire dal un luogo fisico e uscire da se stessi per incontrare me stessa negli altri. Credo che le condomine questo non l’abbiano capito per niente. Infatti si escono (qualche volta) ma La CapoCondomina va a lavoro, solamente e Innamorata esce per trovare il Principe, solamente! In effetti sono costantemente con i loro pensieri seguendo un unico filo di pensieri e di makeup a favore del probabile principe. Siamo diverse lo so per certo e mi sto abitando a questo, un po meno al fatto che vengo sempre considerata una ragazzina capricciosa che pretende e basta. Io pretendo cio che voglio, cio che mi piace e mi fa godere la vita! L’amicizia e una cosa seria ed uscire con le persone a cui tieni ancora di piu perché é in quel momento che io scopro un altra parte di me.

Prioritá weekend e gli altri non hanno capito

Prioritá weekend e gli altri non hanno capito
Non capisco perché Innamorata e Ribelle si ostinano a volere i giorni del weekend. Non hanno mai fatto niente, Innamorata non ha mmai avuto appuntamenti e Ribelle non ha mai capito niente dei suoi incontri di autononsisachecosa e la CapoCondomina cosa vuole fare il venerdI e il sabato che non ha uno straccio di amica con cui uscire?
Ecco io certe cose non me le spiego! Se qui c’e qualcuna che ha diritto al weekend sono io, so cosa fare, chi incontrare, dove andare e non spendere 1 ora e mezza di fronte allo specchio per uscire mezz’ora per portare in giro il make up con la speranza di farsi notare. Capisco che é importante ma almeno che ci sia gia uno scopo definito.
Ora non m resta che lottare sino infondo per ottenere ció che voglio. D’altonde Capocondomina ha chiesto di indicare le nostre prioritá, quindi prioritá del venerdi-sabato-domenica per: venerdi sera cena con gli amici per decidere in quale club/party/disco andare il sabato sera, domenica mattina sveglia a mezzogiorno per riposarmi e domenica cinema. Se poi con il gruppo decidiamo di andare fuori citta il venerdi/sabato/domenica e intoccabile. L’Innamorata puo incontrare chi vuole tutti gli altri giorni della settimana, e a dirla tutta se qualcuno fosse realmente interessato a lei la vorrebbe vedere anche di martedí… Poetessa l’ha gia detto, brava, Capocondomina meglio che non vada da nessuuna parte! Ribelle le farebbe bene un po di sano divertimento. Io non ho dimenticato i noiosissimi giorni del limbo e non voglio perdere altro tempo, fuori da questo condominio c’e un mondo e io me lo sto perdendo! Penso ai viaggi che voglio fare, non volglio essere come la CapoCondomina che conosce solamente la strada andata e ritorno dal condominio al lavoro e ritorno! E se devo battermi per qualcuno, mi batto per me stessa e non come la Ribelle dietro i mulini a vento di chissá chi! Stare da sola mi ha fatto capire cosa sto perdendo e cosa non voglio. Certo non voglio piu subire le PROIBIZIONI della Capocondomina e perdere tutte le opportunitá della vita che sono li pronte per essere colte. Bene la priorita é fatta!

Overdose da glicemia, quanto durerá questa dolcezza?

Overdose da glicemia, quanto durerá questa dolcezza?
Il cambiamento della CapoCondomina meglio detta la carogna mi da ancora da pensare.
Quando nel limbo era lì sfarinata senza linfa vitale avrei dovuto gioire. Vedere la Carogna così priva di forza mi faceva male, in effetti mi dispiaceva e per quanto sia stata una s***** e in fondo se lo meritava, alla fine non lo volevo veramente e per una come me che vuole essere sempre felice era davvero assurdo.
A casa poi ci siamo ritrovate, é stato come se ci leggessimo nel pensiero…che strano!
Nei prossimi giorni ci sará la colazione del condominio al posto delle riunione di condominio e lei ha detto che le parole sono importanti e fanno la differenza.
Io metterò sul tavolo tutte le mie esigenze. Quando sono stata nel limbo ho avuto modo di fare una bella lista, la Transiberiana non è in cima ma é comunque nelle prime posizioni. Ci sono molte cose che voglio fare soprattutto mi attraggono luoghi inusuali non quei viaggi classici da rivista patinata, non sicuramente Ibiza che ha pur sempre la sua attrattiva, non è comunque in cima alla lista, voglio piú viaggi di esperienza, voglio fare viaggi attraverso il viaggio, e voglio soprattutto divertirmi e perdermi nelle meraviglie del mondo.
Chissà cosa avranno da dire e da fare le altre, sono molto curiosa.
Prima non mi interessavano, le vedevo come quelle amiche ma che non sono molto amiche perché sono completamente diverse con poco da condividere, invece ora mi sembrano più interessanti.
Non so come andrà avanti con la CapoCondomina meglio detta la Carogna perché non so cosa succederà dopo questo momento di apparente serenità.
Non sono molto sicura che la colazione di condominio andrà al meglio. A dire la verita sono molto scettica, certe cose non possono cambiare dall’oggi al domani, si è vero ci sono buoni segnali ma questo non vuol dire che la Carogna cambierà atteggiamento.
Sono convinta invece, che quello che sia cambiato é sicuramente il mio atteggiamento e probabilmente anche quello delle altre.
Io non ho nessuna intenzione di subire qualsiasi divieto da parte sua, quindi credo che siamo noi ad aver modificato la nostra posizione.
Quindi cosa farà la CapoCondomina non mi interessa affatto o meglio si mi potrebbe interessare se é possibile proseguire un dialogo che non abbia come unico argomemto il lavoro!!!
Se lei sarà in grado di farlo chissá, se ne puó parlare, ma io non ho nessuna intenzione di sopportare le situazioni che sono avvenute in passato, e ora tutta questa sdolcinata serenità mi sembra un po’ eccessiva quasi incredibile. Mi sento in overdose glicemica.
Non credo sia duratura, tutte le differenze che ci hanno diviso prima ci sono ancora anzi siamo arrivate alla separazione. Nessuno ci obbligava a stare sotto lo stesso tetto. Peró vediamo come va!
Intanto, io sono bene preparata ad affermare le mie esigenze e a farle rispettare.

I nuovi passi dell’Eterna-Adolescente nel limbo

I nuovi passi dell’Eterna-Adolescente nel limbo
Qui nel limbo, dove non posso divertirmi e fare ciò che voglio dovrebbe essere davvero sconvolgente per me, stare senza il mio smartphone, le chat con gli amici e l’aperitivo con le amiche dovrebbe farmi uscire di testa, invece stranamente no.
Mi ritrovo in questa condizione come di bruco nel suo bozzolo. In una pace operativa che non so neanche io perché riesco a sopportarla. Mi sento come se fossi in una incubatrice per far crescere le gambe e le braccia mentre i pensieri, spesso contrastanti, chiacchierano rilassati amichevolmente con un mojito in mano.
Tempo strano per me. ma inspiegabilmente accettabile. Sì non ho cambiato idea su come intendo la mia vita, ma in questo bozzolo-limbo-bar sto definendo – saranno i mojito? – le linee della mia vita e la determinazione sempre più forte a dichiarare a tutto il mondo come voglio la mia vita e sono pronta a dirlo al mondo.
Sono fermamente decisa a dichiarare che le loro regole sono inccettabili, limitanti, ingiuste, innaturali, pregiudizievoli e io non ho piú nessuna intenzione di seguirle.
Questo tempo silenzioso mi fa apprezzare il nulla, quello spazio-tempo dove posso costruire esattamente cosa voglio senza vincoli, ordini cartelli stradali per senso di direzione, osservanza di questa o quella prescrizione, ed è proprio così che intendo la mia vita libera di non osservare lo schema esistenziale pubblicizzato è venduto come unico possibile. In questo momento le mie gambe stanno crescendo, i miei piedi sono più stabili e soprattutto la mia mente si sta allenando a non vacillare di fronte a tutti quelli che vorrebbero mettermi le etichette e assegnarmi il cassetto precostituito, no non ci sto! Potrebbero essererci fuori di qui altre 300 CapoCondomina ma io ho ben chiaro cosa voglio. Come farò ancora non lo so esattamente bene: sono indecisa tra uno spontaneo vaffa o un cordiale ma poco ascoltato no grazie.
Appena le gambe e le mani saranno pronte, sapró cosa fare!

Notizie dal limbo: dalla voce dell’Eterna-Adolescente

Notizie dal limbo: dalla voce dell’Eterna-Adolescente
Chi ha detto che la vita è bella? Chiunque sia stato non ha mai avuto nessuna esperienza con la CapoCondomina, con la cantina e con il Limbo!
Ultimamente, anzi quasi da sempre, la mia vita é uno strazio, pieno di problemi i-n-s-o-r-m-o-n-t-a-b-i-l-i! Mai una gioia, mai un giorno pieno di divertimento.
In cantina é stato il deserto, al primo piano un continuo lottare contro le proibizioni. In questo non-luogo, nel nulla, dove sento solamente la mia voce e quelle delle altre, regna la desolazione.
Dov’è la ricchezza della vita, quella della gioia, delle risate a crepapelle che ti viene l’acido lattico alle mandibole, quella fantasia sfrenata di sperimentare senza paura. Qui c’é o zero assoluto.
Mi ricordo ancora quelle belle parole dette da non mi ricordo chi: il primo impegno verso noi stessi é trovare la felicità. Aria fritta!
Che ci sto a fare in questo mondo se non ho neanche le p-o-s-s-i-b-i-l-i-t-á di tentare?
Sono tagliata fuori da tutto. Mi sento una sepolta viva, legata ancora una volta in un non luogo senza vita. Si, io volevo andare via dal condominio ma non per ritrovarmi qui nella desolazione piú avanzata.
La Poetessa, che sta assumendo sempre più sembianze da Sacerdotessa, mi ha detto: – trova la gioia in te stessa –
Però non mi ha spiegato niente. Mi ha lasciato con quella affermazione e non so che farci, e mentre già mi girava le spalle andando via, ha continuato – quando la troverai sarai pronta ad uscire da questo Limbo.
Ma cosa sta succedendo? Sono finita in un video gioco con prove di livello??
Mi sa di un grande trabocchetto, e poi lo so giá. Basta fare quello che vuoi, e non hanno senso queste teorie mistiche da eremo-solitario-trova-te-stesso!
Datemi delle possibilitá e vedete come trovo gioia, fatemi fare le prove pratiche non la teoria!!!
Qui non posso fare altro che pensare e quando penso troppo non sono per niente gioiosa.
L’unica cosa che posso fare é sognare, non è che posso andare a divertirmi, posso sognare di andare a divertirmi, ma capiamoci non è la stessa cosa. Proprio no!
Quindi qui nella desolazione più totale cosa potrò fare? Sognare, sognare di vivere.
Posso iniziare da qui? Sognerò la vita che desidero quella che voglio dopo questo noiosissimo limbo.
Ma lo so giá, quando sogno, voglio subito metterlo in pratica…só giá come andrá a finire… scapperó anche dal limbo!

Lascio il condominio, faccio i bagagli, vado verso la libertá

Lascio il condominio, faccio i bagagli, vado verso la libertá.
Con la CapoCondomina non c’è nessun dialogo non lo cerco e non lo voglio. La decisione é presa. Ancora non le ho parlato e non ne ho parlato neanche con le altre.
Resteranno sicuramente a bocca aperta quando lo sapranno. Ovviamente! Nessuno se lo aspetta che io possa andare via di casa e che decida di testa mia.
La smetteranno di dire che sono una senza cervello e che non sa prendere in mano la sua vita, che ha la testa per aria e pensa solo a divertiirsi. Si da ail caso che la mia estate é un inferno e di divertimento nemmeno un assaggio!
Qui alla fine tutti parlano e si lamentano ma stanno sempre sotto le grinfie della CapoCondomina che fa il bello e il cattivo tempo.
Quindi ho preso una valigia un po’ vecchia, ce l’ho da tanto. L’ho spolverata e ho iniziato a scegliere i vestiti da portare e tutto quello che mi serve. Di fatto vorrei portare con me tante altre cose ma non so decidere cosa prendere e cosa lasciare.
E quindi sto li che guardo al valigia a meta e se ci penso le cose che mi servono di più sono le scarpe, il mio giubbotto di pelle preferito, la mia sacca e miei desideri.
A pensarci bene per godermi il viaggio bisogna partire leggeri così non è faticoso andare avanti e ho abbastanza spazio nello zaino per aggiungere ciò che trovo lungo il cammino. Sì, posso lasciare quasi tutto quá. Penso alle altre che resteranno che futuro le aspetta. Nessuno! Peggio per loro, che stiano pure a marcire tutte lí, nessuno ha mosso un dito per me.
Ho deciso che non andró a parlare con la CapoCondomina, le lascio un biglietto sulla tavola di cucina a destra dove lei fa la colazione. Cosi le faccio iniziare bene la mattina, il caffé le andrá di traverso. Un semplice biglietto senza tante spiegazioni. Non sono tenuta e non mi importa niente.
Ecco adesso che ho preso la decisione mi sento giá libera.
Si, partire è sempre positivo.