Paura del giudizio degli Altri

Paura del Giudizio degli Altri
Non sono neanche arrivata a provare pienamente la pesantezza della Paura de giudizio degli Altri e il conseguente averne paura, perché molto tempo prima avevo giá metabolizzato la “paura del giudizio di mia madre”. Sapevo (credo incosciamente) che non rispondere alle sue aspettattive avrebbe generato scarse, se non totali, assenza di conferme, e quindi prima di arrivare ad una tale condizione, la mia mente, ancor prima, PREVENIVA.
Giá in tenerissima etá censurava e vietava ogni comportamento ogni azione che non fosse accettato positivamente dal severo giudizio di mia Madre.
E cosi sono stata una brava figlia.
E cosi sono cresciuta con un sistema di autocensura
E cosi non sono mai stata veramente Io.
Sono beneducata nella maniera in cui non si é solo educati ma si é anche “protesi” e dire “si” quando si vorrebbe mandare al diavolo, e dichiarare “non importa” quando invece di importanza ne ha tanta da fare male.
E cosí sono stata una brava figlia beneducata e giudiziosa. E sono stata bene perché questo era quello che arrivava alla mia coscienza.
Gli “altri” sono arrivati con gli anni e anche allora non mi sono scontrata con la paura del giudizio degli altri perché la mia capacitá di “soddisfare” le aspettattive altrui era GIÁ di elevato livello.
Cosí come cresceva la mia abilitá nel rispondere alle altrui attese, di pari passo perfezionavo il mio grado di autocensura.
La lettura del “Il giudizio degli altri” da adulta, non mi ha aiutato a risolvere questo mio limite, questa intrinseca propensione/bisogno costruita/educata negli anni, di non essere rispondente a quanto Gli Altri si aspettano da me.

“Quello stolto errore offre un comodo appiglio a coloro che vogliono dominare gli uomini e dirigerli in un modo o nell’altro; e perciò, in ogni specie di addomesticamento degli uomini, ha un posto di primo piano la norma che impone di mantenere vivo il senso dell’onore…”

(A. Schopenhauer)

In quella condizione di prone asservimento delle richeste altrui sono stata di facile addomesticamento lasciandomi dominare pur di ottenere l’onore, la conferma, l’apprezzamento che ritenevo giusti.
Non sapró mai chi sarei potuta essere se la mia autocensura non mi avesse fatto diventare quella che sono.
Oggi é molto difficile fare anche solo una piccola ipotesi della persona diversa che sarei stata. Ma la mia autocensura ha modellato il mio pensiero e poi le mie azioni e quindi le mie scelte determinando pesantemente il mio futuro ormai passato.
Cerco, oggi, di disimparare.
Voglio apprendere la libertá di esprimere me stessa senza la “paura” di lasciare insoddisfatti gli altri.
Lavoro ogni giorno per scrostare via l’autocensura che peggio del calcare ha ricoperto cuore, polmomi e muscoli.
Vorrei suggerire ai genitori, alla scuola, alle istituzioni alla nostra societá di insegnare l’educazione alla libertá. Quella vera, quella che permette di “condurre fuori” e far sorgere chi siamo. Chiedo che ogni essere umano possa essere libero di essere ed esprimere se stesso, libero da una societá che ha costruito regole con l’unico scopo di incasellare e controllare la creativitá e la vera natura dell’essere umano.

La difficoltá del Cambiamento tra Speranza e Paura

La vita porta il CAMBIAMENTO.

La vita é costante cambiamento. All’interno della nostra vita costruiamo e sane e funzionali abitudini, routines quotidiane, sviluppiamo attivitá professionali e commerciali, progettiamo la nostra vita con l’obiettivo di starci bene.

Poi la vita accade e la nostra quotidianitá viene spazzata via a volte nell’arco di una notte a volte in anni di progressive crisi. Ne sono un chiaro esempio i terremoti che spazzano via intere cittá, le lunghe guerre che seminano vittime e ci privano del futuro.

Noi diamo per certe le nostre giornate, le riteniamo sicure e inamovibil, ma la Vita arriva e porta il cambiamento che ci chiede di modificare, a volte sostanzialmente la nostra Vita, il lavoro che non esiste piu, le persone che non faranno piu parte della nostra vita, cambiano gli assetti e tutto frana sotto i nostri piedi.

Il cambiamento, in particolare quello non sotto il nostro controllo, é uno degli eventi piu stressanti per l’essere umano. Fa parte degli eventi luttuosi che richiedono all’essere umano la riorganizzazione mentale ed emotiva,

In realtá, é necessario precisare, il Cambiamento ci offre una opportunitá fondamentale per la nostra stessa vita. Allenarci a vivere, imparare la flessibilitá e potenziare la resilienza.

Il vento del cambiamento ci riporta ad una condizione che abbiamo (tutti) vissuto precedentemente. Ci riporta quella stessa situazione CONCRETA di INSICUREZZA  e INCERTEZZA.

  • Come stavi quando NON avevi quella sana routine quotidiana?
  • Come ti sentivi quando il tuo business NON decollava?
  • E la tua RELAZIONE SBILANCIATA come ti faceva sentire?
  • Come esattamente vivevi la MANCANZA DI RISULTATI che tardavano ad arrivare?
  • E cosa provavi a constatare che quell’azione NON portava nessun beneficio al progetto?

Vivevi nell’incertezza, in una costante e quotidiana INSICUREZZA preda della Paura che inziava a morderti il cuore e la mente.

Il Cambiamento é un Maestro NECESSARIO nella nostra vita.

Ci offre la Scelta di usare i nostri Talenti, esprimere le nostre Qualitá e potenziare l’Abilitá di essere flessibili e incrementare i nostri livelli di Resilienza.

Guardare alla nostra Storia appena passata ci aiuta a fare una riflessione importante.

I nostri nonni e i nostri genitori (per chi ha la fortuna di avere genitori anziani) ci offrono un esempio pratico della modalitá di superare le AVVERSITÁ e l’INSICUREZZA.

Osservando la loro vita salta agli occhi che la lro vita era fondata sull’INCERTEZZA. La loro vita procedeva sulll’instabilitá dei risultati che per un grande percentulae non era sotto il loro (diretto) controllo. I raccolti, l’allevamento, le guerre, le malattie incidevano profondamente sul risultato della loro vita.

Mi sono posta una domanda banale: cosa permetteva ai nostri predecessori di sviluppare e progredire? Quale strumento usavano per superare praticamente ed emotivamente le crisi economiche, la costante paura delle guerre e la costante condizione di INSICUREZZA?

Questa capacitá é fondata essenzialmente sulla conoscenza della Paura e l’utilizzo della Speranza.

Nel tempo entrambe sono state ghettizzate e vilipese.

Paura = NON devi provare Para
Speranza = NON aspettare la Speranza

Grazie a queste 2 parole l’essere umano é andato avanti e continuerá a progredire.

Un’aspetto importante che modifica quella determinata situazione critica, instabile é l’allenamento all’INCERTEZZA e all’INSTABILITÁ.

  • Quanto oggi siamo pronti a vivere nell’incertezza?
  • Quanto oggi siamo capaci di sostenere il nostro Progetto di Vita, quando tutto quello che é stato costruito puó essere spazzato via?
  • Quanto oggi siamo capaci di ricominciare da zero?

Rispondere a questa domanda richiede la conoscenza profonda di queste due parole: Paura e Speranza. Che significato personale hanno per te?

I nostri nonni e i nostri genitori hanno vissuto fianco a fianco alla Paura e alla Speranza. Hanno camminato insieme per lungo tempo ascoltando la voce della Paura che dava indicazioni precise e, seguendo la voce di Speranza che pre-vedeva il Futuro ancora tutto da scrivere.

Nella loro grande bontá i genitori e in quota parte anche i nonni hano fatto di tutto per “evitare” ai propri figli l’INCERTEZZA e l’INSTABILITÁ.

Involontariamente peró hanno tenuto lontano dalla nostra pratica quotidiana un ottimo strumento: l’ALLENAMENTO alle difficoltá, la gestione dell’INCERTEZZA, la capacita di individuare soluzioni, non abbiamo imparato a diversificare e a sfruttare il cambiamento a nostro vantaggio. .

É innegabile che viviamo una vita comoda, senza bombardamenti e stato di guerra, le malattie sono contenute e si fanno costanti scoperte, ma nuove malattie ci minacciano e i cambiamenti ci trascinano in un abisso di panico e ansia.

Cosa puoi fare nell’immediato per dialogare con la Paura e guardare le indicazioni di Speranza?

Da quando non entri in relazione con Te stessa?

Ci sono dei passaggi nella vita di noi Donne che rappresentano delle svolte cosi significative da richiedere una riflessione profonda.

Sgombro subito il campo dalla possibile connessione tra: riflessione uguale fermarsi. “Sto ferma li a riflettere!” No, il fermarsi di noi Donne equivale a una riflessione mentre facciamo, e contemporaneamente aggiustiamo il tiro.

Abbiamo cosi tanto da recuperare dal passato, che ci ha tolto diritti e opportunità, che fermarsi (in termini di staticità) non è utile alla causa.

Ma i cambiamenti, le evoluzioni, le rinascite di noi Donne gli uragani interiori richiedono una riflessione importante che non facciamo molto spesso e che nessuno percepisce se non un “sai che ti trovo diversa…sarà la pettinatura?

No, non é la pettinatura! Noi Donne siamo cosi brave a non disturbare e a mantenere l’Armonia che stiamo anni, evoluzione dopo evoluzione prima che sia nota. Perché? Perché quando sperimentiamo quella profonda riflessione che ci conduce alla relazione con noi stesse, si vede, vi assicuro che si vede e tutto il mondo se ne accorge. E non si tratta di pettinatura.

Vi sembrerà una contraddizione: se c’è cambiamento crescita ed evoluzione vi è necessariamente la relazione con noi stesse. Si, corretto. Ma ti chiedo: dopo tutto quel turbine di venti e tempesta che hai superato, ti guardi allo specchio sana e salva rincuorata di avercela fatta anche stavolta, portando a casa il risultato (qualunque esso sia), ti fermi a chiederti chi sei diventata?

Sai chi sei veramente dopo quel lungo periodo di discussione interiore tra le difficoltà del voler essere, faticare per affermarlo? Del non sapere come fare, farlo con un passo avanti e due indietro, sai chi sei diventata dopo tutte quelle azioni giuste e tutti gli errori che hai commesso e che non avresti mai voluto fare, ma che ti hanno offerto un’altro pezzo di te? Sai chi sei diventata dopo aver toccato i tuoi limiti e averli spostati giorno dopo giorno, un piccolo pezzo per volta? Ti chiedi chi sei diventata dopo aver dubitato mille volte di te stessa che non ce l’avresti fatta e che non eri abbastanza e giusta per quel contesto, per quella relazione, per quel lavoro, per quel gruppo e soprattutto per te stessa? Chi sei dopo le corse e le ferite morali e fisiche e i No? E chi sei diventata dopo aver proseguito su quella strada, che solo tu conosci e vedi, mentre gli altri ti dicevano che avevi sbagliato strada? Chi sei diventata dopo che vedevi l’arrivo ed era solo un miraggio ma hai proseguito? Chi sei diventata dopo la perdita, dopo aver affidato cuore e sangue ed essere rimasta senza quasi linfa vitale, chi sei diventata dopo che ti sei rialzata dalla polvere?

Da quando non ti chiedi chi sei diventata? Da quando non entri in relazione con te stessa?

Perché questa domanda?

C’è, tra l’uragano del divenire e l’approdo all’essere diventata, un passaggio necessario che devi a te stessa:

Il Riconoscimento

Entrare in relazione con te stessa è la Relazione. La prima e la più importante che ti fa capire chi eri, chi sei, e chi vorrai essere.

Tuttavia, benché stiamo parlando della relazione più importante, latitiamo gli incontri viviamo senza frequentarci, protese al soddisfacimento delle altrui vite alle cure da elargire ai doveri da ossequiare relegando alla nostra relazione interiore un veloce e approssimativo “ce l’ho fatta”.

Io aggiungo il “quasi fatta”.

Noi Donne siamo molto brave nel superare le crisi le difficoltà dolori, fatiche e l’impegno energetico che i passaggi evolutivi richiedono ma saltiamo quel momento terapeutico, alchemico di verifica e di relazione dentro noi stesse.

Come puoi capire chi sei diventata se salti il tuo Riconoscimento?

L’azione di Riconoscimento verso noi stesse è un atto dovuto necessario a confermare a noi stesse chi è arrivata dopo la tempesta.

Potrai osservare che lo sai perfettamente chi sei avendo vissuto in prima persona quel’uragano. Eppure, molto spesso saltiamo questo profondo incontro di Riconoscimento durante il quale con chiarezza riconosciamo e confermiamo chi siamo diventate.

Saltando questo passaggio NON riconosciamo la nostra forza, NON vediamo il nostro coraggio, NON valutiamo la perseveranza e la volontà, NON crediamo in noi stesse aspettando dal di fuori sicurezza, NON ci riteniamo capaci di trovare soluzioni, cosi che il nostro essere, la saggezza, la personalità sono ridotte al minimo.

Tutte le volte che supero un uragano interiore, ogni volta che il cambiamento opera la trasformazione ho il dovere di Riconoscermi nuovamente. Senza questo passaggio perdo gran parte della ricchezza che ho acquisito durante il cammino.

Entro in relazione con me stessa RI-Conoscendo chi sono diventata.

Mi Ri-Conosco, mi Confermo, lo Dichiaro. Con dettaglio precisando le qualità, le competenze la volontà, la forza, la tenacia la determinazione, l’amore interiore che mi ha asciugato le lacrime, la saggezza che ha saputo parlare con le paure e il dolore, la fatica che m ha accompagnato nel viaggio. Accolgo i miei errori come frutto della necessaria esperienza.

E dopo questo riconoscimento ho la chiarezza di me stessa di chi sono diventata. Da questo punto riparto per il nuovo viaggio.

Ogni singola parola che ho elencato, ha per ogni Donna una storia di una bellezza indescrivibile che parla di vita e di Identità che deve essere Ri-Conosciuta e Confermata.

È il riconoscimento che facciamo a noi stesse che fa la differenza, nella nostra vita e nel nostro Essere Donne nel mondo

È il tuo momento: quello con te stessa, con Colei che è diventata.

La Salvezza di Lasciar Andare

Mentre rientravo a casa l’altro pomeriggio sono stata assalita da un malinconico e fortissimo odore di Addio. I colori intensi e gli odori della terra bagnata le foglie gialle e rosse lungo la via mi hanno acchiappato il cuore dicendomi che il tempo di lasciare é arrivato. Ogni addio é doloroso, specie quelli che ci riguardano personalmente.

Ma quali sono quegli addii cosi difficili da dare e COMPIERE?

Quelli che dobbiamo a noi stessi, quelli che confermano che una parte di noi non ci serve più, anzi ci limita, ci blocca.

Sebbene consapevoli non riusciamo a lasciare andare comportamenti che sentiamo parte integrante nella nostra quotidianità. Non ci comportiamo come l’albero che con fiducia permette che la natura faccia il suo corso. Lottiamo strenuamente per trattenere vecchi schemi, abitudini, pensieri, atteggiamenti, modi di fare, scorciatoie e regole perché in fondo è cosi che ci siamo organizzati per capire decifrare e sostenere il nostro mondo.

Rientrando a casa con la malinconia di quei colori vividi e pieni di addio, pensavo ai miei di addii. Lunghi strascicati nascondendo la verità della limitatezza e andando avanti tenendo tutto sopra le spalle sempre più appesantite.

Verso la Salvezza del Lasciar Andare

Mentre i passi procedevano verso casa la mia mente ragionava verso il prossimo addio. So che devo – ancora una volta –  lasciar andare quella parte di me, cosi come l’albero lascia andare la sua foglia. DEVO FARLO naturalmente per darmi la possibilità di crescere e SALVARMI da schemi comportamenti e abitudini che mi limitano.

Mi chiedevo, passando fra le foglie di platano cosa potevo e dovevo fare, e cosa in realtà mi impediva di compiere quell’addio.

Lasciare andare quella parte di me significa accettare quella  mia utile morte

Appena il pensiero si è composto tutto è stato chiaro. È la paura di perdere quella “me” che mi frena e mi attanaglia stringendo ciò che non mi serve più. Ho paura di dimenticare e perdere quell’immagine di me, utile fino a poco tempo fa ma che ora deve lasciare spazio alla mia nuova Me.

Dovrei esserci abituata! Mi è capitato tante volte e so che succederà ancora, fortunatamente!

Eppure, quella sensazione di perdita si presenta ad ogni stagione di cambiamento. So benissimo che dopo questo salvifico LASCIARE ANDARE rinascerò e l’energia della nascita mi condurrà con leggerezza dove sto andando ma perché questo trattenere?

Le domande trovano sempre risposte

Questa domanda mi ha fatto osservare le foglie. Aggrinzite lontano dall’albero madre: mi sono chiesta a cosa servono ?

Loro sono l’evidenza del passaggio, l’elogio del cambiamento.

Mentre il rientro a casa era prossimo, li nell’ora che precede il tramonto ho compreso che, così come le foglie celebravano il loro addio, anche io dovevo riconoscere il passaggio, dovevo celebrare il mio cambiamento.

Cambiare significa in parte morire. Accogliere la salvezza del lasciar andare, che ci dona la nuova vita.

L’elogio al mio cambiamento lo celebro qui con le parole, come sono abituata a fare mettendo nero su bianco a memoria futura per ricordarmi di accogliere quella paura che mi porterà alla mia nuova gioiosa nascita.

TUTTO AVVIENE SECONDO NECESSITÁ

Ti sei mai fermata/o a riflettere sul perché del tuo generico malessere? Che questo sia noia, dolore, tristezza, rabbia, inquietudine, disorientamento, fatica, frustrazione, inconcludenza o altra emozione che determina il tuo stato c’e una ragione ben precisa.

La prima chiarezza da fare é sul tipo di emozione che provi.

Di solito rispondiamo “è lo stress”, abituati a questo termine stra-abusato e utilizzato impropriamente, nominando così uno stato psico-emotivo differente.

Questo cosa provoca: chiudi con la generica parola stress una condizione che non indaga e non chiarisce e non identifica la vera causa del tuo malessere.

Lo stress del lavoro, lo stress dei soldi, lo stress delle relazioni, lo stress della vita moderna, lo stress dei social, lo stress della salute e quant’altro mettiamo in questo calderone dello stress ci inganna e ci porta fuori strada.

Abbiamo assunto – come spesso accade – questa parola perché ci conviene. Ci fa risparmiare energie e ci dà una risposta immediata. Siamo abituati – ormai da tempo – a soddisfare le nostre più banali esigenze con un click del nostro mouse. Ed é fantastico!. Tuttavia darci quel tipo di risposta significa liquidare in modo superficiale il nostro stato d’animo, senza aver cura di noi stessi, del nostro sentire.

Dirti “è lo stress” equivale a “dai… lo sai …non ti pre-occupare, questo periodo/situazione passerà” il che determina NESSUNA COMPRENSIONE, NESSUN CHIARIMENTO DEL NOSTRO SENTITO, NESSUNA AZIONE ADEGUATA A FARCI STARE BENE. Risultato il periodo di stress continuerà.

Il tuo malessere é una chiave che devi saper tenere in mano e usare:

TUTTO AVVIENE SECONDO NECESSITÀ

La tua rabbia, la tua paura, il panico, la tristezza, la frustrazione, il dolore, la rassegnazione, la malinconia, l’ansia, il rifiuto, la vergogna, l’invidia sono la chiara espressione di una tua NECESSITÀ, di un tuo BISOGNO.

Tutto ció che noi vogliamo e facciamo avviene per NECESSITÀ. La nostra necessità.

Catalogarla sotto la voce “Stress” come abbiamo visto ti impedisce di capire cosa esattamente ti fa arrabbiare o quale evento ti ha provocato frustrazione oppure ti impedisce di indagare quali situazioni non gestite stanno generando ansia.

Quando ascoltiamo il nostro stato psico-emotivo, quell’iniziale e non meglio precisato malessere, sta emergendo una NECESSITÀ.

La NECESSITÀ arriva per darci due istruzioni.

La prima istruzione è ascoltare l’emozione che ti arriva: identificarla e nominarla.

Ora che sai cosa realmente sta provando, hai l’opportunità di precisare quale è la NECESSITÀ che VUOI soddisfare.

Potrai quindi scoprire che il rifiuto che provi ti allontana dalle relazioni ma sono quelle di cui hai bisogno. La rabbia di non aver conquistato la posizione lavorativa ti mostra chiaramente che desideri quel ruolo. La tristezza che ti pervade é il risultato di una aspettativa non realizzata e ti sta dicendo quanto bisogno hai che quello che “desideri” si realizzi.

La seconda istruzione della NECESSITÀ è dare una risposta pratica. Tutto AVVIENE SECONDO NECESSITÀ ci dice che possiamo farlo accadere e da che mondo è mondo costantemente avviene.

Cosa ci permette di mettere in pratica la seconda istruzione? Le nostre AZIONI. Quanto più noi saremo attenti alle nostre emozioni, ascolteremo il nostro stato, lo preciseremo, tanto più avremo la possibilità di mettere in AZIONE la nostra VOLONTÀ.

Sara la tua volontà, quella forza interiore utilizzata dall’essere umano per compiere autonomamente quelle azioni, prendere quelle decisioni, che ti consentirà la realizzazione, creare l’avvenimento.

Perché TUTTO AVVIENE SECONDO NECESSITÀ

LA MAGIA DEL COACHING

La Magia del Coaching

Avviene ogni volta la Magia. Quella forza alchemica che sa aprire la porta del buio. Quella tenebra difficile da guardare e sbrogliare. Eppure durante la sessione di coaching magicamente quella porta si dischiude, lentamente.

Da quella porta parole non dette, dolori inconfessati, sequenze emotive concatenate, schemi replicati inconsapevolmente, abitudini non funzionali.

La magia del Coaching con leggerezza porta la luce e arriva la chiarezza.

Lo so che avverrà, forse nelle prime sessioni o forse a metà percorso ma so che avviene. La fiducia che si costruisce, le domande e l’ascolto attivo, la responsabilità e l’energia profusa da entrambi é la straordinaria Alchimia che realizza la Magia del Coaching.

Sto lavorando in One-To-One con delle donne straordinarie e con un uomo altrettanto sorprendente che hanno delle incredibili capacità, talento e una bellezza d’animo commovente.

Settembre é stato intriso di sessioni profonde e questo Ottobre londinese, finalmente piovoso, mostra giá sessioni intense e ricche di emozioni forti, si lavora tanto ma si ride anche con una nuova consapevolezza.

Si affrontano tematiche complesse e azione dopo azione a piccoli passi o con salti prodigiosi, scatti di crescita si arriva ad individuare quella personalissima strada che porta alla meta.

Tutto parte con una sessione gratuita di coaching dove ci si conosce, si individuano i bisogni da soddisfare. Sin da quella prima ora si intravede il possibile percorso e cosa posso fare io umile strumento del coaching affinché la Magia del cambiamento si realizzi. La Magia di far accadere la vita che si desidera con la volontà di arrivare alla piena armonia di se stessi. Quell’ora di coaching dá i primi strumenti, conferma che si é in cammino e la/il Cliente volge lo sguardo attento al proprio Sé Creatore

Gli obiettivi fissati a inizio percorso si perfezionano si compiono azione reali, il cammino é tracciato. Da quello stato di blocco, di indecisione, da quel fare e sbagliare, di quel fare e riprovare si arriva al fare e si raggiunge l’obiettivo con forza creativa e generativa.

Questo é il coaching toccare con mano la grandezza dell’essere umano, quella inesauribile forza di ripresa e rinascita. L’alchimia trasformativa si compie.

Sono grata a questa professione che mi aiuta ogni giorno di piu portare avanti il mio scopo nella vita: essere una componente della Magia del tuo Cambiamento.

Il coaching é Magia perché tutto accade se tu lo vuoi.

Com’é la tua RUOTA DELLA VITA?

L’immagine del post é la personalizzazione della Ruota della Vita realizzata da una straordinaria illustratrice che ha scelto di lavorare con me.

Ha scelto di personalizzarla secondo il suo gusto, usando colori e immagini che simboleggiavano maggiormente ogni aerea della vita.

La Ruota della Vita è una delle prime attività che propongo al cliente. Permette di iniziare la personale riflessione sullo stato di benessere e verificando area per area a conclusione dell’attività il risultato è chiaro.

Gli spicchi, corrispondono ad un’area specifica della vita: Crescita Personale, Obiettivi, Lavoro/Carriera, Amicizia, Sicurezza, Energia, Autostima, Svago e divertimento, Casa e Famiglia, Relazioni, Finanze, Salute e Benessere devono essere colorati in base al livello di soddisfazione che si percepisce su quella determinata area.

Completata l’attività la Ruota mostra una nitida istantanea del livello di qualità della vita. Mette in evidenza  l’equilibrio che abbiamo conquistato o il disequilibrio su cui si inizierà a lavorare e quindi riportare in equilibrio. La sessione in cui si lavora con al Ruota della Vita è molto importante oltre ad essere delicata: talvolta il/la cliente “vede” per la prima volta il suo quadro d’insieme.

Ripresa periodicamente – anche ogni sei mesi – consente una rapida verifica, un check up del nostro stato interiore sociale professionale ricreativo relazionale ed economico.

Quando me l’ha mostrata e commentata  ho realizzato  quanto la rappresentasse  sia nella sua delicatezza e sensibilitá personale quanto nella sua determinazione professionale.

Attraverso il percorso di coaching di one-to-one Francesca ha mostrato il suo talento, tutte le qualità e capacità, presenti e che al momento erano bloccate.

Durante gli incontri ricchi di profondi spunti di riflessione lei ha riattivato le sue potenzialità creative organizzative mettendosi in cammino. Con impegno ma anche con divertimento Francesca ha riconosciuto Se stessa e si é data il Diritto di essere un’artista – quale effettivamente è.

Ora, quando si presenta si dichiara e non nasconde piu la sua anima sensibile, creativa e le sue capacita di illustratrice pittrice e disegnatrice oltreché aspirante tatuatrice.

Sessione dopo sessione ha costruito il suo programma andando a fondo sul suo perché personale, quello che la motiva e le fa superare le difficoltá vivendo una vita autentica come lei desidera.

La sua Ruota della Vita é appesa in cucina dove lei la può vedere tutti i giorni e avere ben presenti i passi da fare sostenuti e guidati dai passi fatti, in un continuo processo di crescita personale.

La Ruota della Vita é una attività semplice e divertente e come scegliere di farsi un selfie, ma interiore.

Se sei incuriosita/o e vuoi capire meglio cosa puoi ottenere lavorando con me scopri il servizio del one-to-one e contattami: la pre-sessione é gratuita

Ritorno alla realtá

Hai disfatto le valige e per un attimo assapori il gusto di casa. Ti guardi in giro entri in tutte le stanze e inizi la conta.

Le piante sono assetate. La polvere si é depositata sui libri sulle sedie sui lampadari e sul portatile. Sistemi i bagagli, i souvenir, le mappe, guardi le ricevute di pagamento che trovi dappertutto, sei a casa. La luce ti sembra diversa.

Fai un altro giro ed ecco li vedi.

Sono li, esattamente dove li hai lasciati, accanto all’ingresso vicino al porta ombrelli. Ed ora ti guardano.

Non ora! Per carita, non-ora!.

Al rientro quando hai ancora il sapore dolce del relax dei giorni di libertà, di sospensione dalle tensioni, lontano dal carico di lavoro, dalle to-do-list che non finiscono mai, dalle scadenze e dai pagamenti, non vuoi vedere nessun problema. Ma loro sfacciati sono li.

Ti volti e vai in soggiorno cercando un modo per sbarazzarti dei problemi irrisolti. Ti chiedi: perché sono ancora li e non sono andati via?

Ecco, questa situazione é davvero frequente. Il rientro dalle vacanze spesso é difficile non per la fine delle vacanze in se, ma soprattutto perché il rientro coincide col ritrovare i problemi che non abbiamo risolto.

Che si fa?

L’impulso é duplice continuare a procrastinare o affrontarlo di petto e RISOLVERLO. Ma se si tratta di un problema che hai trascinato per tanto tempo – non solo ti sembrerà più intricato, ma tentando di risolverlo in un solo colpo alla prima difficoltà lo metterai di nuovo da parte. Ne più e ne meno di quando avevi fatto la volta precedente.

Per quanto non ami la matematica il primo aiuto arriva dalle espressioni algebriche.

Per la soluzione dei problemi puoi utilizzare la semplice regola delle espressioni: i passaggi delle espresssioni algebriche chiariscono bene come trovare il risultato.

Hai mai svolto una espressione algebrica in un solo passaggio? Io no, ma non faccio testo perché in matematica sono una schiappa!  Ma so da altri piú competenti che sono necessari piu passaggi.

Quindi un problema si risolve a piccoli passi, cosi da tenere sotto controllo il procedimento e vedere se tutto fila.

Una modalità che io uso – come ho detto prima la matematica per me potrebbe essere un’opinione – e mettere nero su bianco il problema, mi aiuto con post-it, colori e per ogni punto aggiungo dettagli sul da farsi e capire se e strategico per la soluzione.

L’aspetto più importante è (ci risiamo, la matematica mi persegue) rispettare la regola di risoluzione: non puoi partire dall’esterno se non hai risolto l’interno

Durante le sessioni di coaching emerge spesso questa situazione: una problematica di tipo professionale che il Cliente lega a fattori esterni spesso richiede invece un personale lavoro interiore.

Assegnare il tempo per osservare il problema nella sua interezza è un corretto punto di partenza, capire cosa implica a livello emotivo e cosa ci infastidisce.

È importante capirne la dimensione e le eventuali propaggini: stabilire quanto tempo servirà e stabilire quando occupartene e da cosa iniziare. L’analisi mostrerà il livello di difficoltà e ti aiuterà a trovare il modo migliore per risolverlo e capire se ti servirà un po di supporto.

Non sei una persona che chiede aiuto? Perché ti scoccia, perché non ti va di parlare dei tuoi problemi? Imparare a condividere la parte meno esaltante di noi ci aiuta a mostrarci nella nostra umanitá, ma questo é un altro discorso, ne parleremo un’altra volta.

Partorire il sito web e Ri-Nascere

Partorire il sito web e Ri-nascere se stessi è un affare importante

Mettere insieme i pezzi e dichiarare il proprio io personale professionale e interiore richiede una profonda conoscenza e riflessione su se stessi.

Quando é tua madre che ti regala al mondo é un fatto – apparentemente semplice – ma quando sei tu che scegli di darti al mondo é tutta un altra faccenda.

Farlo –  nella sua gestazione – ha richiesto tempi più lunghi dei canonici 9 mesi. Se posso fare un proseguimento della metafora della gravidanza, sapere che partorirai non solo l’individuo professionale ma anche quello privato e pubblico – quindi un parto plurigemellare – richiede molta più preparazione.

In questi mesi, dove la data di ri-apertura del sito è stata più volte rimandata ho dovuto fare i conti con il “chi sono” per me e il “chi sono” per gli altri che mi leggono e mi scelgono come coach e scrittrice.

Le fasi che ho attraversato sono passate dalla sicurezza e fiducia estrema a lunghi momenti di tenebra in cui non mi riconoscevo.

Conoscere sé stessi é un viaggio che non finisce mai e la nostra evoluzione influenza il nostro approccio alla vita, le scelte fatte e oltre questo, conoscere sé stessi richiede una costante armonizzazione della nostra personalità.

Avevo deciso di creare un sito ex-novo per la mia professione da Coach, quindi ho attivato la macchina esecutiva e lo studio grafico, che ha ideato il logo seguendo le mie richieste più interiori, scelte di colori e significato di ogni singola linea. Ho iniziato a lavorare sui contenuti e, terminato il logo é arivata la crisi!

Avrei avuto un sito come coach è uno come scrittrice e questo dentro di me non funzionava. Sentivo di essere separata, divisa a pezzi. Il ragionamento fatto all’inizio non funzionava piú a livello emotivo e interiore.

L’abitudine a catalogare, etichettare si era mostrata in pieno. Ancora una volta stavo per ricadere nel solito terrore: facevo viveresolo quel lato della mia personalità ricca di energia verso l’esterno proiettata verso gli altri. Una luce e un sole perenne.

Per un mese ho bloccato tutto: troppo colore, troppo energia verso l’esterno e niente dell’energia interiore. Quella parte oscura quell’energia nucleare della mia personalitá determinante per ogni mio cambiamento la stavo ancora una volta lasciando da parte.

Le sensazioni e il vedere quei colori che mi rappresentavano nel logo non erano completi. La risposta è stata semplice: essere me stessa con tutte le mie sfumature di profondo nero, rosso acceso, giallo acido blu elettrico e viola metallico.

Il sito presenta me per quello che sono  oggi, ma, cambierà sicuramente come cambio io.

Ho imparato un nuovo livello di conoscenza. Ho imparato che quell’ INSIEME cosi diverso, apparentemente contrapposto é il funzionale sostegno perche tutto sia armonico e libero per una piena espressione di luce e ombra.

Una riflessione sul condominio 62

Una riflessione sul Condominio 62
Le condomine hanno fatto pace, o meglio, io ho accettato e mi permetto di essere chi sono. Anni fa non lo sapevo, io ero madre e moglie, io Matilde esistevo poco o forse niente. Poco, é piu veritiero. Se non ci fosse stato quel poco non avrei avuto la capacitá di entrare in crisi e trovare tutta me stessa. All’inizio era il caos come in ogni nascita di Mondo che si rispetti. Infatti nel trovare Matilde mi sono imbattuta in piu di una. Giá sono tante, contradditorie, volubili, intransigenti spesso, poco disponibili al dialogo, anche creative e scandalosamente dispotiche, ma anche divertenti e molto inesperte. In tutto questo caleidoscopio portare avanti le quotidiane giornate é stato, e in parte lo é tuttora, un duro lavoro. Per non stramazzare e indirizzare positivamente tutte queste forze, sia centripete che centrifughe ho dovuto fare appello a risorse interne e esterne per risolvere conflitti, dispute, sogni, cadute, speranze, richieste, desideri delle cinque condomine; la Capocondomina, l’Innamorata, la Poetessa la Ribelle e l’Eterna-Adolescente. Il – duro- lavoro di capire chi avevo quotidianamente davanti allo specchio é iniziato piu di una decina d’anni fa, e ancora c’e tanto da fare. A dirla tutta credo che non smetteró mai di cercare l’essenza di me, costantemente influenzata dalla vita, dagli altri essere umani, dalle generiche paure, dalla genetica curiositá. Quindi tra un conoscermi e sperimentarmi cerco di essere quanto piu fedele a me stessa, quella che ho trovato, riconosciuto come la mia vera Matilde. Con le Condomine ho fatto una vera auto-psicoterapia (di gruppo) interrogando tutte quelle parti di me che non conoscevo perche tenute in cantina … meglio nelle segrete del castello dove nessuno poteva sentirle, tanto meno io. Per anni sono stata sorda e vedevo solo una strada, permettevo solo ad una condomina quella piu dura, piu corazzata, piu resistente, di vivere.
Non sapendolo percepivo che le parti creative di me non avrebbero resistito. Penso ancora che le persone sensibili creative non prevaricatrici abbiano una vita piu difficile e debbano necessariamente potenziare una parte di loro stessi per continuare a vivere sino al momento di far vivere anche quelle parti. Per me é stata ed é la Capocondomina sempre pronta a fare la sua parte al momento giusto. Anche la Ribelle che é tosta e sarebbe potuta essere un ottima alleata della Capocondomina, in realtá la contestava per consentire a tutte le Condomine segregate di ottenere la libertá. Le crisi arrivano e spesso passano senza che niente cambi, perché facciamo di tutto per scansarle, evitarle, nasconderle e non ascoltarle o darle un banale contentino, un placebo velenoso.
Talvolta, e questo é accaduto a me, la crisi ha trovato la porta socchiusa, grazie a quella parte di me che non era morta, che fiduciosa proprio li nelle segrete al buoio aspettava il momento propizio.
La Capocondomina ha fatto un ottimo lavoro anche in questo non dava niente a loro, giuto poca acqua e poca luce, e questo ha fatto si che fossero affamate di acqua di luce e come un branco di lupe hanno scardinato catene e hanno attorniato la Capocondomina chiedendole di cavalcare il mostro, la paura, l’orco pauroso e insieme abbiamo cavalcato la crisi, siamo state dentro l’occhio del ciclone, abbiamo attraversato l’oceano della tempesta, sempre insieme. Durante questo tormentato e difficile viaggio la Capocondomina guidava e mostrava la sua forza, la resistenza alle difficoltá, e al dolore e ascoltava le istanze che dalla Poetessa arrivavano, recepiva la voce dell’Innamorata e dell’Eterna-Adolescente e teneva in considerazione il punto di vista della Ribelle trovando il modo di convivere iniziando a comprendersi ad accettarsi e ascoltarsi.
La riflessione che segue l’auto-psicoterapia di gruppo vissuta e sperimentata all’interno del condominio 62 é proprio questa: il percorso di auto-conoscenza e conseguente consapevolezza e accettazione di tutte le personalitá esistenti. Questo non significa che le differenti esigenze non entrino talvolta in collisione ma l’esperienza mi ha insegnato che ascoltare quei piccoli grandi disagi dirimere difficoltá e rispondere a richieste importanti ci consente a tutte noi presenti nel condominio di capire se stiamo andando dalla parte giusta, se stiamo facendo veramente cio che profondamente vogliamo per noi stesse. Il Condominio 62 é sempre un luogo di grande fermento, di spinte di entusiasmo e picchi di tenebra, attimi di egocentrismo e sana salvezza, pozzo di grande saggezza. Vi abitano ancora 5 personalitá diverse spesso vogliono cose opposte ma hanno trovato il modo migliore per dialogare affermando e riconoscendo chi sono, dichiarando e agendo cio che vogliono e desiderano. Prossimamente cambierá qualcosa nel blog anche il loro modo di raccontarsi mostrando sempre piú la loro profonda e piena natura.