TUTTO AVVIENE SECONDO NECESSITÁ

Ti sei mai fermata/o a riflettere sul perché del tuo generico malessere? Che questo sia noia, dolore, tristezza, rabbia, inquietudine, disorientamento, fatica, frustrazione, inconcludenza o altra emozione che determina il tuo stato c’e una ragione ben precisa.

La prima chiarezza da fare é sul tipo di emozione che provi.

Di solito rispondiamo “è lo stress”, abituati a questo termine stra-abusato e utilizzato impropriamente, nominando così uno stato psico-emotivo differente.

Questo cosa provoca: chiudi con la generica parola stress una condizione che non indaga e non chiarisce e non identifica la vera causa del tuo malessere.

Lo stress del lavoro, lo stress dei soldi, lo stress delle relazioni, lo stress della vita moderna, lo stress dei social, lo stress della salute e quant’altro mettiamo in questo calderone dello stress ci inganna e ci porta fuori strada.

Abbiamo assunto – come spesso accade – questa parola perché ci conviene. Ci fa risparmiare energie e ci dà una risposta immediata. Siamo abituati – ormai da tempo – a soddisfare le nostre più banali esigenze con un click del nostro mouse. Ed é fantastico!. Tuttavia darci quel tipo di risposta significa liquidare in modo superficiale il nostro stato d’animo, senza aver cura di noi stessi, del nostro sentire.

Dirti “è lo stress” equivale a “dai… lo sai …non ti pre-occupare, questo periodo/situazione passerà” il che determina NESSUNA COMPRENSIONE, NESSUN CHIARIMENTO DEL NOSTRO SENTITO, NESSUNA AZIONE ADEGUATA A FARCI STARE BENE. Risultato il periodo di stress continuerà.

Il tuo malessere é una chiave che devi saper tenere in mano e usare:

TUTTO AVVIENE SECONDO NECESSITÀ

La tua rabbia, la tua paura, il panico, la tristezza, la frustrazione, il dolore, la rassegnazione, la malinconia, l’ansia, il rifiuto, la vergogna, l’invidia sono la chiara espressione di una tua NECESSITÀ, di un tuo BISOGNO.

Tutto ció che noi vogliamo e facciamo avviene per NECESSITÀ. La nostra necessità.

Catalogarla sotto la voce “Stress” come abbiamo visto ti impedisce di capire cosa esattamente ti fa arrabbiare o quale evento ti ha provocato frustrazione oppure ti impedisce di indagare quali situazioni non gestite stanno generando ansia.

Quando ascoltiamo il nostro stato psico-emotivo, quell’iniziale e non meglio precisato malessere, sta emergendo una NECESSITÀ.

La NECESSITÀ arriva per darci due istruzioni.

La prima istruzione è ascoltare l’emozione che ti arriva: identificarla e nominarla.

Ora che sai cosa realmente sta provando, hai l’opportunità di precisare quale è la NECESSITÀ che VUOI soddisfare.

Potrai quindi scoprire che il rifiuto che provi ti allontana dalle relazioni ma sono quelle di cui hai bisogno. La rabbia di non aver conquistato la posizione lavorativa ti mostra chiaramente che desideri quel ruolo. La tristezza che ti pervade é il risultato di una aspettativa non realizzata e ti sta dicendo quanto bisogno hai che quello che “desideri” si realizzi.

La seconda istruzione della NECESSITÀ è dare una risposta pratica. Tutto AVVIENE SECONDO NECESSITÀ ci dice che possiamo farlo accadere e da che mondo è mondo costantemente avviene.

Cosa ci permette di mettere in pratica la seconda istruzione? Le nostre AZIONI. Quanto più noi saremo attenti alle nostre emozioni, ascolteremo il nostro stato, lo preciseremo, tanto più avremo la possibilità di mettere in AZIONE la nostra VOLONTÀ.

Sara la tua volontà, quella forza interiore utilizzata dall’essere umano per compiere autonomamente quelle azioni, prendere quelle decisioni, che ti consentirà la realizzazione, creare l’avvenimento.

Perché TUTTO AVVIENE SECONDO NECESSITÀ

LA MAGIA DEL COACHING

La Magia del Coaching

Avviene ogni volta la Magia. Quella forza alchemica che sa aprire la porta del buio. Quella tenebra difficile da guardare e sbrogliare. Eppure durante la sessione di coaching magicamente quella porta si dischiude, lentamente.

Da quella porta parole non dette, dolori inconfessati, sequenze emotive concatenate, schemi replicati inconsapevolmente, abitudini non funzionali.

La magia del Coaching con leggerezza porta la luce e arriva la chiarezza.

Lo so che avverrà, forse nelle prime sessioni o forse a metà percorso ma so che avviene. La fiducia che si costruisce, le domande e l’ascolto attivo, la responsabilità e l’energia profusa da entrambi é la straordinaria Alchimia che realizza la Magia del Coaching.

Sto lavorando in One-To-One con delle donne straordinarie e con un uomo altrettanto sorprendente che hanno delle incredibili capacità, talento e una bellezza d’animo commovente.

Settembre é stato intriso di sessioni profonde e questo Ottobre londinese, finalmente piovoso, mostra giá sessioni intense e ricche di emozioni forti, si lavora tanto ma si ride anche con una nuova consapevolezza.

Si affrontano tematiche complesse e azione dopo azione a piccoli passi o con salti prodigiosi, scatti di crescita si arriva ad individuare quella personalissima strada che porta alla meta.

Tutto parte con una sessione gratuita di coaching dove ci si conosce, si individuano i bisogni da soddisfare. Sin da quella prima ora si intravede il possibile percorso e cosa posso fare io umile strumento del coaching affinché la Magia del cambiamento si realizzi. La Magia di far accadere la vita che si desidera con la volontà di arrivare alla piena armonia di se stessi. Quell’ora di coaching dá i primi strumenti, conferma che si é in cammino e la/il Cliente volge lo sguardo attento al proprio Sé Creatore

Gli obiettivi fissati a inizio percorso si perfezionano si compiono azione reali, il cammino é tracciato. Da quello stato di blocco, di indecisione, da quel fare e sbagliare, di quel fare e riprovare si arriva al fare e si raggiunge l’obiettivo con forza creativa e generativa.

Questo é il coaching toccare con mano la grandezza dell’essere umano, quella inesauribile forza di ripresa e rinascita. L’alchimia trasformativa si compie.

Sono grata a questa professione che mi aiuta ogni giorno di piu portare avanti il mio scopo nella vita: essere una componente della Magia del tuo Cambiamento.

Il coaching é Magia perché tutto accade se tu lo vuoi.

Com’é la tua RUOTA DELLA VITA?

L’immagine del post é la personalizzazione della Ruota della Vita realizzata da una straordinaria illustratrice che ha scelto di lavorare con me.

Ha scelto di personalizzarla secondo il suo gusto, usando colori e immagini che simboleggiavano maggiormente ogni aerea della vita.

La Ruota della Vita è una delle prime attività che propongo al cliente. Permette di iniziare la personale riflessione sullo stato di benessere e verificando area per area a conclusione dell’attività il risultato è chiaro.

Gli spicchi, corrispondono ad un’area specifica della vita: Crescita Personale, Obiettivi, Lavoro/Carriera, Amicizia, Sicurezza, Energia, Autostima, Svago e divertimento, Casa e Famiglia, Relazioni, Finanze, Salute e Benessere devono essere colorati in base al livello di soddisfazione che si percepisce su quella determinata area.

Completata l’attività la Ruota mostra una nitida istantanea del livello di qualità della vita. Mette in evidenza  l’equilibrio che abbiamo conquistato o il disequilibrio su cui si inizierà a lavorare e quindi riportare in equilibrio. La sessione in cui si lavora con al Ruota della Vita è molto importante oltre ad essere delicata: talvolta il/la cliente “vede” per la prima volta il suo quadro d’insieme.

Ripresa periodicamente – anche ogni sei mesi – consente una rapida verifica, un check up del nostro stato interiore sociale professionale ricreativo relazionale ed economico.

Quando me l’ha mostrata e commentata  ho realizzato  quanto la rappresentasse  sia nella sua delicatezza e sensibilitá personale quanto nella sua determinazione professionale.

Attraverso il percorso di coaching di one-to-one Francesca ha mostrato il suo talento, tutte le qualità e capacità, presenti e che al momento erano bloccate.

Durante gli incontri ricchi di profondi spunti di riflessione lei ha riattivato le sue potenzialità creative organizzative mettendosi in cammino. Con impegno ma anche con divertimento Francesca ha riconosciuto Se stessa e si é data il Diritto di essere un’artista – quale effettivamente è.

Ora, quando si presenta si dichiara e non nasconde piu la sua anima sensibile, creativa e le sue capacita di illustratrice pittrice e disegnatrice oltreché aspirante tatuatrice.

Sessione dopo sessione ha costruito il suo programma andando a fondo sul suo perché personale, quello che la motiva e le fa superare le difficoltá vivendo una vita autentica come lei desidera.

La sua Ruota della Vita é appesa in cucina dove lei la può vedere tutti i giorni e avere ben presenti i passi da fare sostenuti e guidati dai passi fatti, in un continuo processo di crescita personale.

La Ruota della Vita é una attività semplice e divertente e come scegliere di farsi un selfie, ma interiore.

Se sei incuriosita/o e vuoi capire meglio cosa puoi ottenere lavorando con me scopri il servizio del one-to-one e contattami: la pre-sessione é gratuita

Ritorno alla realtá

Hai disfatto le valige e per un attimo assapori il gusto di casa. Ti guardi in giro entri in tutte le stanze e inizi la conta.

Le piante sono assetate. La polvere si é depositata sui libri sulle sedie sui lampadari e sul portatile. Sistemi i bagagli, i souvenir, le mappe, guardi le ricevute di pagamento che trovi dappertutto, sei a casa. La luce ti sembra diversa.

Fai un altro giro ed ecco li vedi.

Sono li, esattamente dove li hai lasciati, accanto all’ingresso vicino al porta ombrelli. Ed ora ti guardano.

Non ora! Per carita, non-ora!.

Al rientro quando hai ancora il sapore dolce del relax dei giorni di libertà, di sospensione dalle tensioni, lontano dal carico di lavoro, dalle to-do-list che non finiscono mai, dalle scadenze e dai pagamenti, non vuoi vedere nessun problema. Ma loro sfacciati sono li.

Ti volti e vai in soggiorno cercando un modo per sbarazzarti dei problemi irrisolti. Ti chiedi: perché sono ancora li e non sono andati via?

Ecco, questa situazione é davvero frequente. Il rientro dalle vacanze spesso é difficile non per la fine delle vacanze in se, ma soprattutto perché il rientro coincide col ritrovare i problemi che non abbiamo risolto.

Che si fa?

L’impulso é duplice continuare a procrastinare o affrontarlo di petto e RISOLVERLO. Ma se si tratta di un problema che hai trascinato per tanto tempo – non solo ti sembrerà più intricato, ma tentando di risolverlo in un solo colpo alla prima difficoltà lo metterai di nuovo da parte. Ne più e ne meno di quando avevi fatto la volta precedente.

Per quanto non ami la matematica il primo aiuto arriva dalle espressioni algebriche.

Per la soluzione dei problemi puoi utilizzare la semplice regola delle espressioni: i passaggi delle espresssioni algebriche chiariscono bene come trovare il risultato.

Hai mai svolto una espressione algebrica in un solo passaggio? Io no, ma non faccio testo perché in matematica sono una schiappa!  Ma so da altri piú competenti che sono necessari piu passaggi.

Quindi un problema si risolve a piccoli passi, cosi da tenere sotto controllo il procedimento e vedere se tutto fila.

Una modalità che io uso – come ho detto prima la matematica per me potrebbe essere un’opinione – e mettere nero su bianco il problema, mi aiuto con post-it, colori e per ogni punto aggiungo dettagli sul da farsi e capire se e strategico per la soluzione.

L’aspetto più importante è (ci risiamo, la matematica mi persegue) rispettare la regola di risoluzione: non puoi partire dall’esterno se non hai risolto l’interno

Durante le sessioni di coaching emerge spesso questa situazione: una problematica di tipo professionale che il Cliente lega a fattori esterni spesso richiede invece un personale lavoro interiore.

Assegnare il tempo per osservare il problema nella sua interezza è un corretto punto di partenza, capire cosa implica a livello emotivo e cosa ci infastidisce.

È importante capirne la dimensione e le eventuali propaggini: stabilire quanto tempo servirà e stabilire quando occupartene e da cosa iniziare. L’analisi mostrerà il livello di difficoltà e ti aiuterà a trovare il modo migliore per risolverlo e capire se ti servirà un po di supporto.

Non sei una persona che chiede aiuto? Perché ti scoccia, perché non ti va di parlare dei tuoi problemi? Imparare a condividere la parte meno esaltante di noi ci aiuta a mostrarci nella nostra umanitá, ma questo é un altro discorso, ne parleremo un’altra volta.

Partorire il sito web e Ri-Nascere

Partorire il sito web e Ri-nascere se stessi è un affare importante

Mettere insieme i pezzi e dichiarare il proprio io personale professionale e interiore richiede una profonda conoscenza e riflessione su se stessi.

Quando é tua madre che ti regala al mondo é un fatto – apparentemente semplice – ma quando sei tu che scegli di darti al mondo é tutta un altra faccenda.

Farlo –  nella sua gestazione – ha richiesto tempi più lunghi dei canonici 9 mesi. Se posso fare un proseguimento della metafora della gravidanza, sapere che partorirai non solo l’individuo professionale ma anche quello privato e pubblico – quindi un parto plurigemellare – richiede molta più preparazione.

In questi mesi, dove la data di ri-apertura del sito è stata più volte rimandata ho dovuto fare i conti con il “chi sono” per me e il “chi sono” per gli altri che mi leggono e mi scelgono come coach e scrittrice.

Le fasi che ho attraversato sono passate dalla sicurezza e fiducia estrema a lunghi momenti di tenebra in cui non mi riconoscevo.

Conoscere sé stessi é un viaggio che non finisce mai e la nostra evoluzione influenza il nostro approccio alla vita, le scelte fatte e oltre questo, conoscere sé stessi richiede una costante armonizzazione della nostra personalità.

Avevo deciso di creare un sito ex-novo per la mia professione da Coach, quindi ho attivato la macchina esecutiva e lo studio grafico, che ha ideato il logo seguendo le mie richieste più interiori, scelte di colori e significato di ogni singola linea. Ho iniziato a lavorare sui contenuti e, terminato il logo é arivata la crisi!

Avrei avuto un sito come coach è uno come scrittrice e questo dentro di me non funzionava. Sentivo di essere separata, divisa a pezzi. Il ragionamento fatto all’inizio non funzionava piú a livello emotivo e interiore.

L’abitudine a catalogare, etichettare si era mostrata in pieno. Ancora una volta stavo per ricadere nel solito terrore: facevo viveresolo quel lato della mia personalità ricca di energia verso l’esterno proiettata verso gli altri. Una luce e un sole perenne.

Per un mese ho bloccato tutto: troppo colore, troppo energia verso l’esterno e niente dell’energia interiore. Quella parte oscura quell’energia nucleare della mia personalitá determinante per ogni mio cambiamento la stavo ancora una volta lasciando da parte.

Le sensazioni e il vedere quei colori che mi rappresentavano nel logo non erano completi. La risposta è stata semplice: essere me stessa con tutte le mie sfumature di profondo nero, rosso acceso, giallo acido blu elettrico e viola metallico.

Il sito presenta me per quello che sono  oggi, ma, cambierà sicuramente come cambio io.

Ho imparato un nuovo livello di conoscenza. Ho imparato che quell’ INSIEME cosi diverso, apparentemente contrapposto é il funzionale sostegno perche tutto sia armonico e libero per una piena espressione di luce e ombra.

Una riflessione sul condominio 62

Una riflessione sul Condominio 62
Le condomine hanno fatto pace, o meglio, io ho accettato e mi permetto di essere chi sono. Anni fa non lo sapevo, io ero madre e moglie, io Matilde esistevo poco o forse niente. Poco, é piu veritiero. Se non ci fosse stato quel poco non avrei avuto la capacitá di entrare in crisi e trovare tutta me stessa. All’inizio era il caos come in ogni nascita di Mondo che si rispetti. Infatti nel trovare Matilde mi sono imbattuta in piu di una. Giá sono tante, contradditorie, volubili, intransigenti spesso, poco disponibili al dialogo, anche creative e scandalosamente dispotiche, ma anche divertenti e molto inesperte. In tutto questo caleidoscopio portare avanti le quotidiane giornate é stato, e in parte lo é tuttora, un duro lavoro. Per non stramazzare e indirizzare positivamente tutte queste forze, sia centripete che centrifughe ho dovuto fare appello a risorse interne e esterne per risolvere conflitti, dispute, sogni, cadute, speranze, richieste, desideri delle cinque condomine; la Capocondomina, l’Innamorata, la Poetessa la Ribelle e l’Eterna-Adolescente. Il – duro- lavoro di capire chi avevo quotidianamente davanti allo specchio é iniziato piu di una decina d’anni fa, e ancora c’e tanto da fare. A dirla tutta credo che non smetteró mai di cercare l’essenza di me, costantemente influenzata dalla vita, dagli altri essere umani, dalle generiche paure, dalla genetica curiositá. Quindi tra un conoscermi e sperimentarmi cerco di essere quanto piu fedele a me stessa, quella che ho trovato, riconosciuto come la mia vera Matilde. Con le Condomine ho fatto una vera auto-psicoterapia (di gruppo) interrogando tutte quelle parti di me che non conoscevo perche tenute in cantina … meglio nelle segrete del castello dove nessuno poteva sentirle, tanto meno io. Per anni sono stata sorda e vedevo solo una strada, permettevo solo ad una condomina quella piu dura, piu corazzata, piu resistente, di vivere.
Non sapendolo percepivo che le parti creative di me non avrebbero resistito. Penso ancora che le persone sensibili creative non prevaricatrici abbiano una vita piu difficile e debbano necessariamente potenziare una parte di loro stessi per continuare a vivere sino al momento di far vivere anche quelle parti. Per me é stata ed é la Capocondomina sempre pronta a fare la sua parte al momento giusto. Anche la Ribelle che é tosta e sarebbe potuta essere un ottima alleata della Capocondomina, in realtá la contestava per consentire a tutte le Condomine segregate di ottenere la libertá. Le crisi arrivano e spesso passano senza che niente cambi, perché facciamo di tutto per scansarle, evitarle, nasconderle e non ascoltarle o darle un banale contentino, un placebo velenoso.
Talvolta, e questo é accaduto a me, la crisi ha trovato la porta socchiusa, grazie a quella parte di me che non era morta, che fiduciosa proprio li nelle segrete al buoio aspettava il momento propizio.
La Capocondomina ha fatto un ottimo lavoro anche in questo non dava niente a loro, giuto poca acqua e poca luce, e questo ha fatto si che fossero affamate di acqua di luce e come un branco di lupe hanno scardinato catene e hanno attorniato la Capocondomina chiedendole di cavalcare il mostro, la paura, l’orco pauroso e insieme abbiamo cavalcato la crisi, siamo state dentro l’occhio del ciclone, abbiamo attraversato l’oceano della tempesta, sempre insieme. Durante questo tormentato e difficile viaggio la Capocondomina guidava e mostrava la sua forza, la resistenza alle difficoltá, e al dolore e ascoltava le istanze che dalla Poetessa arrivavano, recepiva la voce dell’Innamorata e dell’Eterna-Adolescente e teneva in considerazione il punto di vista della Ribelle trovando il modo di convivere iniziando a comprendersi ad accettarsi e ascoltarsi.
La riflessione che segue l’auto-psicoterapia di gruppo vissuta e sperimentata all’interno del condominio 62 é proprio questa: il percorso di auto-conoscenza e conseguente consapevolezza e accettazione di tutte le personalitá esistenti. Questo non significa che le differenti esigenze non entrino talvolta in collisione ma l’esperienza mi ha insegnato che ascoltare quei piccoli grandi disagi dirimere difficoltá e rispondere a richieste importanti ci consente a tutte noi presenti nel condominio di capire se stiamo andando dalla parte giusta, se stiamo facendo veramente cio che profondamente vogliamo per noi stesse. Il Condominio 62 é sempre un luogo di grande fermento, di spinte di entusiasmo e picchi di tenebra, attimi di egocentrismo e sana salvezza, pozzo di grande saggezza. Vi abitano ancora 5 personalitá diverse spesso vogliono cose opposte ma hanno trovato il modo migliore per dialogare affermando e riconoscendo chi sono, dichiarando e agendo cio che vogliono e desiderano. Prossimamente cambierá qualcosa nel blog anche il loro modo di raccontarsi mostrando sempre piú la loro profonda e piena natura.

Mezzamanica e le lingue di fuoco

Mezzamanica e le lingue di fuoco
Il racconto Mezzamanica e le lingue di fuoco non é nato per caso. La mia coach Flavia Ingrosso, nel percorso di coaching in cui lei mi ha aiutato a stimolare ulteriormente la mia creativitá, mi ha dato un esercizio. Sviluppare un breve racconto partendo da un semplice elenco di parole, sceglierne cinque e usarle come se fossero dei poteri della creativitá anche se apparentemente negative. Non vi anticipo niente, questo é il risutato. Grazie Flavia perché mi sono divertita tantissimo a scriverlo e perché sei una grande Coach, con grandi poteri.

https://www.flaviaingrosso.it/2018/03/09/un-anno-da-raccontare-marzo-matilde-scarpa-gramatico/

Le Ali di ferro volano

Le Ali di ferro volano
I giorni precedenti la presentazione sono stati giorni intensi tra il coordinare l’evento da Londra, gestire le varie ed eventuali, i ritardi e gli intoppi nelle mie capacitá organizzative.
La riflessione interiore ha comunque occupato i miei pensieri catalizzando l’attenzione su cosa rappresentasse per me ora il libro pubblicato un anno fa e scritto negli anni tra il 2008 e il 2012. Le poesie presenti sono un resoconto di una condizione di incompletezza, di incapacitá di essere, soddisfando gli altri e mai me stessa. Le poesie sono state un percorso durante il quale dal buio sono passata alla luce e dalla staticitá sono arrivata al movimento in una costante evoluzione.
Oggi le mie ali di ferro volano, mi conducono dove io desidero e le poesie che raccontavano le tenebre illuminate dalle parole scritte sulla pagina hanno assunto un ruolo di testimonianza.
Quando le ho scritte sono state lo strumento príncipe per verbalizzare prima, il disagio interiore che vivevo, e sono state dopo, motore di cambiamento. Riconoscere il mio disagio, sapere cosa non mi rendeva felice mi ha permesso di raggiungere la consapevolezza e iniziare il mio viaggio alla ricerca di me stessa. Ali di ferro come monumento come pietra miliare, come monito. Tutte le volte che le rileggo in un reading richiamo tutte qelle sensazioni che ho provato nello scriverle: dolore e liberazione amarezza e gioia.
Cosa rappresentano questo poesie ora a disposizione di chi vorrá leggerle? Per me il compimento. Ma non solo, oltre che compiuta sento un benessere fisico del corpo che ha, ora, tuttte le sue parti. Oggi sono io Matilde e sono presenti anche quelle parti di me che ho fatto vivere poco c’e quella parte di me che ho tenuta nascosta per paura di essere derisa, quella parte che non poteva pensare diversamente, c’e la Matilde pronta a sfidare e quella che sperimenta libera di farlo.
Guardo ad Ali d ferro come ad un Dio creatore che mi ha ha dato una nuova vita. Le poesie non hanno parlato di speranza eppure in ogni singola parola c’e stata la forza per trovarla. Le ali di ferro volano. Auguro a tutti coloro dotati di ali di ferro di imparare a trovare la speranza e il volo

Ali di ferro il successo dell’incompiuto

Ali di ferro il successo dell’incompiuto
Il 10 marzo alle ore 18.00 alla MEM di Cagliari, ci sará la prima presentazione di Ali di ferro. Le emozioni che provo sono tante e differenti. La paura con tutte le sfumature dal nero pece al nero antracite, la gioia che sfiora picchi di follia pura, la gratificazione/soddisfazione che neanche ore di sesso o 1 kg di cioccolato potrebbero darti. Ma fra tutte spiccca quella incredibile sensazione di essere pienamente io. In ali di ferro ho raccontato attraverso le poesie il viaggio evolutivo che ho percorso e che continuo, e che é iniziato da una grande crisi interiore di non conoscenza di me stessa, un vero momento catartico della mia vita. Personale, strettamente personale. Ho scritto quando il mio io non poteva parlare a voce alta. Ho, tra lacrime e l’inchiostro di una penna biro, fatto cadere i muri della mia corazza prottettiva che si mi ha protetto, ma dopo, avendo maturato la mia sicurezza, potenziato la mia forza, dovevo necessariamente togliere. Ho consolidato la mia personalitá che esisteva ma che non si esprimeva, se non unicamente attraverso le parole – non sempre esplicite – ora ricche di una nuova consapevolezza. Scrivere ali di ferro ha messo nero su bianco la consapevolezza del mio quotidiano, quello specchio impietoso che non mente, la chiarezza di tutto quello che non sono mai potuta essere e avrei voluto. In ali di ferro non c’e una poesia che parli del mio futuro benché mentre le scrivevo ne piantavo i semi, allenando la mia capacitá di far volare queste ali pesanti, pesantissime ali di ferro. Da animale da cortile ho provato, provato e riprovato a volare senza riuscirci e tutti i voli non riusciti mi hanno imposto di guardarmi dentro e capire che io animale da cortile non lo sono mai stata, ma é stato l’aver aderito senza protesta, senza contestazione alcuna alle richieste altrui, ad avermi convinto di esserlo. Ho dichiarato chi sono e questo disturbava, creava il vuoto le persone accanto a me che mi ri-conoscevano, non mi riconoscono piu e le fratture tra la mia me animale da cortile e la mia me aquila si ampliava e tutto ció che gli altri di me conoscevano si sommava creando un forte disequilibrio che nascondevo nelle parole sfogate con rabbia. Il futuro é arrivato: é un presente nuovo che parte da un passato di disagio che ho accettato e cambiato, e con Ali di ferro voglio riportare nel presente a beneficio di chi come é successo a me prova a volare ma crede di essere un animale da cortile.

Io le Poesie e l’urgenza di respirare

Io le Poesie e l’urgenza di respirare
“La Poesia”, questo il titolo, di Pablo Neruda descrive perfettamente – almeno per me – quel fatale incontro con questa forma di comununicazione di espressione di sé. Arriva, come dicono le parole di Neruda, da non si sa dove, chiamati da una forza che penetra e ti entra dentro per poi riuscire con ingenuitá con passione, senza pretesa alcun di essere importante. Cosí é stato per me sin da piccola, senza formazione. Nel tempo la mia Poesia é cambiata, si é evoluta cosi come la mia mente, il mio corpo, i mie desideri, i miei limiti, le mie paure. Si é fatta, questa forza comunicativa, strumento per poter esprimere ia mia urgenza. Ho vissuto spesso momenti di urgenza: urgenza di respirare, andare, di lasciare, di urlare, di cambiare, urgenza di essere, di esprimere rabbia. La Poesia mi é sempre venuta in soccorso dandomi la possibilitá di respirare, e respirando esprimermi, forse con fatica, con dolore, ma permettendo di capirmi di avere consapevolezza e proseguire la tortuosa strada o la faticosa salita. La Poesia é sia nella sua lettura o scrittura uno strumento di guarigione, attraverso testi, grazie alle parole, creando immagini e metafore sono riuscita a tirare fuori il mo sentire, illuminare ombre a volte spaventose e dolorose. Che il Poeta siam noi e leggiamo qualche altro autore riusciamo a comprendere speso con un volo di parole che similmente ci accoumuna nell’esperienza. Ci ritroviamo unendoci in una comunione di pensiero che ci rincuora. Scrivendo le mie poesie ho versato piu lacrime che inchiostro, lacrime per tanto tempo inghiottite perché si fa cosi come ci hanno insegnato – non pianere, non é nulla; lacrime non opportune, lacrime da tenere nascoste per non disturbare, per non sollevare domande perché difficili da spiegare piu delle lacrime stesse. Lacrime come parole non dette ma espresse. Poi, le parole sono arrivate piu chiare oneste necessariamente vere. Le mie poesie mi hanno curato lentamente con un tempo lungo profondo e mi hanno fatto rinascere facendomi prima vagire e poi parlare. Ho parlato a me stessa come se fossi un altra, e lo ero, un altra persona, quella che doveva essere, ma non quella che voleva essere. La poesia continua a curarmi e oggi piu di ieri é strumento di liberazione, libera di essere chi profondamente sono.