Come allenarsi alla Santa Ribellione?

Come allenarsi alla Santa Ribellione?

Come allenarsi alla Santa Ribellione?

Ho letto nei giorni scorsi, i post della Ribelle e della Poetessa che parlano di ribellione. La Ribelle ha capito che é necessario RI-EDUCARSI, imparare la DIS-UBBIDIENZA per ritrovare la vera libertá e sta lavorando su se stessa. La Poetessa, invece ha paura di ribellarSi per non perdere quel poco che le viene concesso, vive ne ltimore della repressione.
Quanto di noi vivono la stessa situazione, incapaci di cambiare gli aspetti della nostra vita che non ci piacciono, i piccoli e grandi soprusi che ci fanno chinare il capo? Ogni giorno quindi accettando ci abituiamo alla perdita fetta dopo fetta della nostra libertá. E se anche non ci piace affatto, silenziosamente avviene.
É in quel momento in cui dovremmo dire no basterebbe fare un passo, tracciare la linea e ri-disegnare la nostra indipendenza-autonomia-pensiero, la nostra libertá.
É in quel momento che dovremmo ascoltare il nostro campanello d’allarme, osservare l’allerta che il nostro cervello ci sta inviando attraverso il corpo, sentire il cuore che si fa stretto e, raccogliendo tutte le nostre energie dire NO!
Quanto ci costa quel NO! Lo so, eccome se lo so, é talmente costoso che non lo pronunciamo.
Éppure, dopo molta vita spesa in tanti SI che mi sembravano poco costosi oggi ho realizzato che ho speso una fortuna.
Quanto mi é costato non proseguire gli studi a suo tempo? Quanto é stato dispendioso restare invece di lasciare? Quanto alto é stato il prezzo che ho pagato per fare il passo indietro, invece di farne uno deciso in avanti?
Per questi SI “facili” da pronunciare, ho pagato una cifra esorbitante, ma a quel tempo mi sembravano piú costosi emotivamente e psicologicamente i NO. Cosí un SI per accontentare gli altri e renderli felici, un SI per non dispiacere, un SI per dare da mangiare al mio errato senso di colpa, un SI per soddisfare gli altri bisogni (educata a farli miei), molti SI per compiacere e non DISPIACERE ..e se non mi avessero piú voluto bene, come potevo di di NO? Totale ho dissipato il mio tesoro.
Tirando giú le somme, un giorno, ho letto le cifre. Quei numeri, freddi e aridi, mi hanno spaventato, dichiaravano che avevo sprecato la mia fortuna. La mia vita.
Con gli ultimi spiccioli rimasti, quella vita ancora da vivere, ho iniziato un’allenamento. Imparare a dire SI a me stessa.
Scritto cosi sulla carta sembra facile ma é tutt’altro che facile.
Giá il primo NI verso gli altri, dall’iniziale sbigottimento si passasva ad una ritorsione moralistica che mi faceva capire che era proprio meglio dire SI, ma perché mi sentivo soffocare, limitata nei miei bisogni prima ancora che nei miei desideri? Cosi non ho conosciuto il gusto di decidere del mio tempo e di come viverlo.
É un allenamento duro. Dal NI sto passando al NO. Ancora ci provo e spesso volendo dire NI mi scappa il SI e vorrei con tutta me stessa dire NOOOOO!.
É una lunga strada, e le ricadute son in agguato.
Nonostante la radicata abitudine a pronunicare SI, sto imparando ad ascoltare il mio corpo: se quei Si mi danno fastidio, mi provocano insofferenza, vedo gia apparire un costo che é ben superiore al beneficio che ne otterrei. Allora dovrei dire NO, volgio dire NO.
Ascolto i miei bisogni, Solo cosi le mie azioni saranno rispondenti a quello che veramente voglio.

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