E se poi non potró dire che ho vissuto?

E se poi non potró dire che ho vissuto?

E se poi non potró dire che ho vissuto?
Accadono. Le morti accadono, tutti i giorni, anche quando meno te lo aspetti, e pensi che sarebbe dovuta passare piu tardi o fra 60 anni, e pensi che proprio li la morte non dovrebbe passare o, come se non avendo niente da fare si prendesse la vita di qualcun altro, come per gioco. E dopo? Il lutto per chi resta, il dolore, la grave assenza. Ma per chi non ha piu il respiro, per chi non ha la sveglia per andare a lavoro o per stare a guardare il sole o per intraprendere un viaggio o per ritornare a casa, per chi non potrá piu baciare o giocare cantare suonare correre… cosa resta?
Quando moriró so che mi dispiacerá davvero tanto. Succederá. Cavoli proprio ne farei a meno. Mi piace vivere anche se la vita é complicata, se é piena di difficoltá, anche se le strade sembrano tortuose. Mi piace soprattutto perché c’é il domani e so che mi promette cose bellissime. Ne ho bisogno. Il domani porta tutto quello che posso desiderare. Ecco perché sto facendo di tutto per vivere orientando la mia vita a VIVERE, e non ritrovarmi che la morte mi prenda insoddisfatta. Voglio in questo tempo, che desidero il piu lungo possibile, godere della vita, sperimentarla gioisamnente e poter dire nel fatidico momento (sebbene estremamente contrariata dal fatto di dover lasciare questa valle di lacrime), dire: confesso che ho vissuto.
Cosa resta a chi non cammina sull’erba e non guida la macchina o gioca con il prorio cane o aiuta i figli che non capiscono la matematica, cosa resta a tutti quelli che non hanno potuto o saputo vivere la loro vita pienamente esprimendo il loro potenziale, dando il loro speciale e personale contributo al mondo, se non potranno dire ho lasciato la mia impronta, questa é l’orma del mio passaggio? Resta un senso di amarezza, di incompletezza di delusione, di spreco.
Per questo mi impegno a vivere, per questo cambio, costruisco a volte disfo e rifaccio, sbaglio e cado, vado avanti e controllo, lascio e riallaccio, mi diverto e piango. Mi impegno a vivere perché so che dovró morire (mannaggia) e mi dispiacerá un sacco.
Allora quando la morte accade, vicino, ringrazio di avere la sveglia, la ressa che mi porta a lavoro, la mia agenda che mi ricorda cosa é importante per me oggi, il cuore che mi batte nel petto e che sa che batte forte per me, per Erika e Claudia, per Lorenzo e per Marlene, per le mie sorelle e per mio fratello, per mia mamma, i nipoti, gli amici cari, per le mie passioni, per i miei progetti, per chi chiacchera una volta al mese con me perché sono lontana, per chi condivide con me le nuove avventure e sfide che quotidianamente intraprendo e che battendo dentro di me danno il ritmo alla mia vita, tutto questo mi dice sto vivendo e facendo della mia vita un capolovoro.
Voglio che la mia vita accada tutti i giorni, e quando la morte accadrá mi dispiacerá un sacco, ma potró dire che ho vissuto.

1 commento

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *