Io il mio carattere e il futuro da inventare

Io il mio carattere e il futuro da inventare

Io il mio carattere e il futuro da inventare
Da un po sto osservando le condomine e guardo me stessa, Innamorata cerca il suo Principe, Ribelle cerca il suo io profondo da far conciliare con gli altri io che incontra, Eterna-Adolescente organizza la sua vita secondo il suo piacere, Poetessa ha una relazione stretta con la Poesia. Ed io? Da qualche giorno a questa parte mi sveglio con questa domanda. Ma io dove sto andando, verso che cosa? Allora osservo il loro fervore la necessitá di appagare il loro divertimento, il piacere di stare in compagnia, trovare la persona giusta o scoprire qualcosa di più su se stessi, conoscere il mondo dentro e fuori se stessi attraverso la scrittura. E io mi sento lontana come se non mi appartenessi come se non fossi io per me, come se fossi solo una persona che lavora e basta. Forse e per questo che non so divertirmi come fa Eterna-Adolescente tirando sino alle 3/4 del mattino sommando pinte e shottini, e non mi diverto all’impianto strategico di Innamorata che organizza la sua vita alla ricerca del Principe. E che divertimento c’e a scavare dentro di noi con la poesia o gli incontri di autocoscienza? So chi sono e cosa faccio: sono la Capocondomina il mio nome esprime il mio carattere e il mio mondo, almeno sino ad ora. Ma adesso queste domande insistenti mi lasciano perplessa. Non trovo risposta se non un altra domanda dove sto andando? Non so rispondere ne all’una ne all’altra e mi dico he non c’e risposta perché so gia cosa faccio e quindi chi sono, ma chi sono é cosa faccio? Se anche fose tutto questo non é piu soddisfacente e interessante. Mi guardo allo specchio e da un pó non mi riconosco. Allora le guardo queste donne, osservandole nel loro affaccendarsi, nelle loro risate , nei loro impegni, attente a se stesse, rispettose di se stesse. E io? Credo di essere indietro rispetto a questa capacitá, e rigirando tra le mani questa domanda come una scatola che non so da che lato si apre, arriva una certezza: no ho mai imparato a divertirmi nel senso infantile della parola, quel divertimento del gioco per giocare. Penso che dovró cercare qualche corso e frequentarlo. Non ho mai scelto la persina giusta per me dovró osservare piú da vicino queste donne del condominio, conoscerle olter quello che ho sempre saputo di loro.

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