Rientro dalle vacamze

Ritorno alla realtá

Hai disfatto le valige e per un attimo assapori il gusto di casa. Ti guardi in giro entri in tutte le stanze e inizi la conta.

Le piante sono assetate. La polvere si é depositata sui libri sulle sedie sui lampadari e sul portatile. Sistemi i bagagli, i souvenir, le mappe, guardi le ricevute di pagamento che trovi dappertutto, sei a casa. La luce ti sembra diversa.

Fai un altro giro ed ecco li vedi.

Sono li, esattamente dove li hai lasciati, accanto all’ingresso vicino al porta ombrelli. Ed ora ti guardano.

Non ora! Per carita, non-ora!.

Al rientro quando hai ancora il sapore dolce del relax dei giorni di libertà, di sospensione dalle tensioni, lontano dal carico di lavoro, dalle to-do-list che non finiscono mai, dalle scadenze e dai pagamenti, non vuoi vedere nessun problema. Ma loro sfacciati sono li.

Ti volti e vai in soggiorno cercando un modo per sbarazzarti dei problemi irrisolti. Ti chiedi: perché sono ancora li e non sono andati via?

Ecco, questa situazione é davvero frequente. Il rientro dalle vacanze spesso é difficile non per la fine delle vacanze in se, ma soprattutto perché il rientro coincide col ritrovare i problemi che non abbiamo risolto.

Che si fa?

L’impulso é duplice continuare a procrastinare o affrontarlo di petto e RISOLVERLO. Ma se si tratta di un problema che hai trascinato per tanto tempo – non solo ti sembrerà più intricato, ma tentando di risolverlo in un solo colpo alla prima difficoltà lo metterai di nuovo da parte. Ne più e ne meno di quando avevi fatto la volta precedente.

Per quanto non ami la matematica il primo aiuto arriva dalle espressioni algebriche.

Per la soluzione dei problemi puoi utilizzare la semplice regola delle espressioni: i passaggi delle espresssioni algebriche chiariscono bene come trovare il risultato.

Hai mai svolto una espressione algebrica in un solo passaggio? Io no, ma non faccio testo perché in matematica sono una schiappa!  Ma so da altri piú competenti che sono necessari piu passaggi.

Quindi un problema si risolve a piccoli passi, cosi da tenere sotto controllo il procedimento e vedere se tutto fila.

Una modalità che io uso – come ho detto prima la matematica per me potrebbe essere un’opinione – e mettere nero su bianco il problema, mi aiuto con post-it, colori e per ogni punto aggiungo dettagli sul da farsi e capire se e strategico per la soluzione.

L’aspetto più importante è (ci risiamo, la matematica mi persegue) rispettare la regola di risoluzione: non puoi partire dall’esterno se non hai risolto l’interno

Durante le sessioni di coaching emerge spesso questa situazione: una problematica di tipo professionale che il Cliente lega a fattori esterni spesso richiede invece un personale lavoro interiore.

Assegnare il tempo per osservare il problema nella sua interezza è un corretto punto di partenza, capire cosa implica a livello emotivo e cosa ci infastidisce.

È importante capirne la dimensione e le eventuali propaggini: stabilire quanto tempo servirà e stabilire quando occupartene e da cosa iniziare. L’analisi mostrerà il livello di difficoltà e ti aiuterà a trovare il modo migliore per risolverlo e capire se ti servirà un po di supporto.

Non sei una persona che chiede aiuto? Perché ti scoccia, perché non ti va di parlare dei tuoi problemi? Imparare a condividere la parte meno esaltante di noi ci aiuta a mostrarci nella nostra umanitá, ma questo é un altro discorso, ne parleremo un’altra volta.

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