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Da quando non entri in relazione con Te stessa?

Ci sono dei passaggi nella vita di noi Donne che rappresentano delle svolte cosi significative da richiedere una riflessione profonda.

Sgombro subito il campo dalla possibile connessione tra: riflessione uguale fermarsi. “Sto ferma li a riflettere!” No, il fermarsi di noi Donne equivale a una riflessione mentre facciamo, e contemporaneamente aggiustiamo il tiro.

Abbiamo cosi tanto da recuperare dal passato, che ci ha tolto diritti e opportunità, che fermarsi (in termini di staticità) non è utile alla causa.

Ma i cambiamenti, le evoluzioni, le rinascite di noi Donne gli uragani interiori richiedono una riflessione importante che non facciamo molto spesso e che nessuno percepisce se non un “sai che ti trovo diversa…sarà la pettinatura?

No, non é la pettinatura! Noi Donne siamo cosi brave a non disturbare e a mantenere l’Armonia che stiamo anni, evoluzione dopo evoluzione prima che sia nota. Perché? Perché quando sperimentiamo quella profonda riflessione che ci conduce alla relazione con noi stesse, si vede, vi assicuro che si vede e tutto il mondo se ne accorge. E non si tratta di pettinatura.

Vi sembrerà una contraddizione: se c’è cambiamento crescita ed evoluzione vi è necessariamente la relazione con noi stesse. Si, corretto. Ma ti chiedo: dopo tutto quel turbine di venti e tempesta che hai superato, ti guardi allo specchio sana e salva rincuorata di avercela fatta anche stavolta, portando a casa il risultato (qualunque esso sia), ti fermi a chiederti chi sei diventata?

Sai chi sei veramente dopo quel lungo periodo di discussione interiore tra le difficoltà del voler essere, faticare per affermarlo? Del non sapere come fare, farlo con un passo avanti e due indietro, sai chi sei diventata dopo tutte quelle azioni giuste e tutti gli errori che hai commesso e che non avresti mai voluto fare, ma che ti hanno offerto un’altro pezzo di te? Sai chi sei diventata dopo aver toccato i tuoi limiti e averli spostati giorno dopo giorno, un piccolo pezzo per volta? Ti chiedi chi sei diventata dopo aver dubitato mille volte di te stessa che non ce l’avresti fatta e che non eri abbastanza e giusta per quel contesto, per quella relazione, per quel lavoro, per quel gruppo e soprattutto per te stessa? Chi sei dopo le corse e le ferite morali e fisiche e i No? E chi sei diventata dopo aver proseguito su quella strada, che solo tu conosci e vedi, mentre gli altri ti dicevano che avevi sbagliato strada? Chi sei diventata dopo che vedevi l’arrivo ed era solo un miraggio ma hai proseguito? Chi sei diventata dopo la perdita, dopo aver affidato cuore e sangue ed essere rimasta senza quasi linfa vitale, chi sei diventata dopo che ti sei rialzata dalla polvere?

Da quando non ti chiedi chi sei diventata? Da quando non entri in relazione con te stessa?

Perché questa domanda?

C’è, tra l’uragano del divenire e l’approdo all’essere diventata, un passaggio necessario che devi a te stessa:

Il Riconoscimento

Entrare in relazione con te stessa è la Relazione. La prima e la più importante che ti fa capire chi eri, chi sei, e chi vorrai essere.

Tuttavia, benché stiamo parlando della relazione più importante, latitiamo gli incontri viviamo senza frequentarci, protese al soddisfacimento delle altrui vite alle cure da elargire ai doveri da ossequiare relegando alla nostra relazione interiore un veloce e approssimativo “ce l’ho fatta”.

Io aggiungo il “quasi fatta”.

Noi Donne siamo molto brave nel superare le crisi le difficoltà dolori, fatiche e l’impegno energetico che i passaggi evolutivi richiedono ma saltiamo quel momento terapeutico, alchemico di verifica e di relazione dentro noi stesse.

Come puoi capire chi sei diventata se salti il tuo Riconoscimento?

L’azione di Riconoscimento verso noi stesse è un atto dovuto necessario a confermare a noi stesse chi è arrivata dopo la tempesta.

Potrai osservare che lo sai perfettamente chi sei avendo vissuto in prima persona quel’uragano. Eppure, molto spesso saltiamo questo profondo incontro di Riconoscimento durante il quale con chiarezza riconosciamo e confermiamo chi siamo diventate.

Saltando questo passaggio NON riconosciamo la nostra forza, NON vediamo il nostro coraggio, NON valutiamo la perseveranza e la volontà, NON crediamo in noi stesse aspettando dal di fuori sicurezza, NON ci riteniamo capaci di trovare soluzioni, cosi che il nostro essere, la saggezza, la personalità sono ridotte al minimo.

Tutte le volte che supero un uragano interiore, ogni volta che il cambiamento opera la trasformazione ho il dovere di Riconoscermi nuovamente. Senza questo passaggio perdo gran parte della ricchezza che ho acquisito durante il cammino.

Entro in relazione con me stessa RI-Conoscendo chi sono diventata.

Mi Ri-Conosco, mi Confermo, lo Dichiaro. Con dettaglio precisando le qualità, le competenze la volontà, la forza, la tenacia la determinazione, l’amore interiore che mi ha asciugato le lacrime, la saggezza che ha saputo parlare con le paure e il dolore, la fatica che m ha accompagnato nel viaggio. Accolgo i miei errori come frutto della necessaria esperienza.

E dopo questo riconoscimento ho la chiarezza di me stessa di chi sono diventata. Da questo punto riparto per il nuovo viaggio.

Ogni singola parola che ho elencato, ha per ogni Donna una storia di una bellezza indescrivibile che parla di vita e di Identità che deve essere Ri-Conosciuta e Confermata.

È il riconoscimento che facciamo a noi stesse che fa la differenza, nella nostra vita e nel nostro Essere Donne nel mondo

È il tuo momento: quello con te stessa, con Colei che è diventata.

TUTTO AVVIENE SECONDO NECESSITÁ

Ti sei mai fermata/o a riflettere sul perché del tuo generico malessere? Che questo sia noia, dolore, tristezza, rabbia, inquietudine, disorientamento, fatica, frustrazione, inconcludenza o altra emozione che determina il tuo stato c’e una ragione ben precisa.

La prima chiarezza da fare é sul tipo di emozione che provi.

Di solito rispondiamo “è lo stress”, abituati a questo termine stra-abusato e utilizzato impropriamente, nominando così uno stato psico-emotivo differente.

Questo cosa provoca: chiudi con la generica parola stress una condizione che non indaga e non chiarisce e non identifica la vera causa del tuo malessere.

Lo stress del lavoro, lo stress dei soldi, lo stress delle relazioni, lo stress della vita moderna, lo stress dei social, lo stress della salute e quant’altro mettiamo in questo calderone dello stress ci inganna e ci porta fuori strada.

Abbiamo assunto – come spesso accade – questa parola perché ci conviene. Ci fa risparmiare energie e ci dà una risposta immediata. Siamo abituati – ormai da tempo – a soddisfare le nostre più banali esigenze con un click del nostro mouse. Ed é fantastico!. Tuttavia darci quel tipo di risposta significa liquidare in modo superficiale il nostro stato d’animo, senza aver cura di noi stessi, del nostro sentire.

Dirti “è lo stress” equivale a “dai… lo sai …non ti pre-occupare, questo periodo/situazione passerà” il che determina NESSUNA COMPRENSIONE, NESSUN CHIARIMENTO DEL NOSTRO SENTITO, NESSUNA AZIONE ADEGUATA A FARCI STARE BENE. Risultato il periodo di stress continuerà.

Il tuo malessere é una chiave che devi saper tenere in mano e usare:

TUTTO AVVIENE SECONDO NECESSITÀ

La tua rabbia, la tua paura, il panico, la tristezza, la frustrazione, il dolore, la rassegnazione, la malinconia, l’ansia, il rifiuto, la vergogna, l’invidia sono la chiara espressione di una tua NECESSITÀ, di un tuo BISOGNO.

Tutto ció che noi vogliamo e facciamo avviene per NECESSITÀ. La nostra necessità.

Catalogarla sotto la voce “Stress” come abbiamo visto ti impedisce di capire cosa esattamente ti fa arrabbiare o quale evento ti ha provocato frustrazione oppure ti impedisce di indagare quali situazioni non gestite stanno generando ansia.

Quando ascoltiamo il nostro stato psico-emotivo, quell’iniziale e non meglio precisato malessere, sta emergendo una NECESSITÀ.

La NECESSITÀ arriva per darci due istruzioni.

La prima istruzione è ascoltare l’emozione che ti arriva: identificarla e nominarla.

Ora che sai cosa realmente sta provando, hai l’opportunità di precisare quale è la NECESSITÀ che VUOI soddisfare.

Potrai quindi scoprire che il rifiuto che provi ti allontana dalle relazioni ma sono quelle di cui hai bisogno. La rabbia di non aver conquistato la posizione lavorativa ti mostra chiaramente che desideri quel ruolo. La tristezza che ti pervade é il risultato di una aspettativa non realizzata e ti sta dicendo quanto bisogno hai che quello che “desideri” si realizzi.

La seconda istruzione della NECESSITÀ è dare una risposta pratica. Tutto AVVIENE SECONDO NECESSITÀ ci dice che possiamo farlo accadere e da che mondo è mondo costantemente avviene.

Cosa ci permette di mettere in pratica la seconda istruzione? Le nostre AZIONI. Quanto più noi saremo attenti alle nostre emozioni, ascolteremo il nostro stato, lo preciseremo, tanto più avremo la possibilità di mettere in AZIONE la nostra VOLONTÀ.

Sara la tua volontà, quella forza interiore utilizzata dall’essere umano per compiere autonomamente quelle azioni, prendere quelle decisioni, che ti consentirà la realizzazione, creare l’avvenimento.

Perché TUTTO AVVIENE SECONDO NECESSITÀ

LA MAGIA DEL COACHING

La Magia del Coaching

Avviene ogni volta la Magia. Quella forza alchemica che sa aprire la porta del buio. Quella tenebra difficile da guardare e sbrogliare. Eppure durante la sessione di coaching magicamente quella porta si dischiude, lentamente.

Da quella porta parole non dette, dolori inconfessati, sequenze emotive concatenate, schemi replicati inconsapevolmente, abitudini non funzionali.

La magia del Coaching con leggerezza porta la luce e arriva la chiarezza.

Lo so che avverrà, forse nelle prime sessioni o forse a metà percorso ma so che avviene. La fiducia che si costruisce, le domande e l’ascolto attivo, la responsabilità e l’energia profusa da entrambi é la straordinaria Alchimia che realizza la Magia del Coaching.

Sto lavorando in One-To-One con delle donne straordinarie e con un uomo altrettanto sorprendente che hanno delle incredibili capacità, talento e una bellezza d’animo commovente.

Settembre é stato intriso di sessioni profonde e questo Ottobre londinese, finalmente piovoso, mostra giá sessioni intense e ricche di emozioni forti, si lavora tanto ma si ride anche con una nuova consapevolezza.

Si affrontano tematiche complesse e azione dopo azione a piccoli passi o con salti prodigiosi, scatti di crescita si arriva ad individuare quella personalissima strada che porta alla meta.

Tutto parte con una sessione gratuita di coaching dove ci si conosce, si individuano i bisogni da soddisfare. Sin da quella prima ora si intravede il possibile percorso e cosa posso fare io umile strumento del coaching affinché la Magia del cambiamento si realizzi. La Magia di far accadere la vita che si desidera con la volontà di arrivare alla piena armonia di se stessi. Quell’ora di coaching dá i primi strumenti, conferma che si é in cammino e la/il Cliente volge lo sguardo attento al proprio Sé Creatore

Gli obiettivi fissati a inizio percorso si perfezionano si compiono azione reali, il cammino é tracciato. Da quello stato di blocco, di indecisione, da quel fare e sbagliare, di quel fare e riprovare si arriva al fare e si raggiunge l’obiettivo con forza creativa e generativa.

Questo é il coaching toccare con mano la grandezza dell’essere umano, quella inesauribile forza di ripresa e rinascita. L’alchimia trasformativa si compie.

Sono grata a questa professione che mi aiuta ogni giorno di piu portare avanti il mio scopo nella vita: essere una componente della Magia del tuo Cambiamento.

Il coaching é Magia perché tutto accade se tu lo vuoi.

Ritorno alla realtá

Hai disfatto le valige e per un attimo assapori il gusto di casa. Ti guardi in giro entri in tutte le stanze e inizi la conta.

Le piante sono assetate. La polvere si é depositata sui libri sulle sedie sui lampadari e sul portatile. Sistemi i bagagli, i souvenir, le mappe, guardi le ricevute di pagamento che trovi dappertutto, sei a casa. La luce ti sembra diversa.

Fai un altro giro ed ecco li vedi.

Sono li, esattamente dove li hai lasciati, accanto all’ingresso vicino al porta ombrelli. Ed ora ti guardano.

Non ora! Per carita, non-ora!.

Al rientro quando hai ancora il sapore dolce del relax dei giorni di libertà, di sospensione dalle tensioni, lontano dal carico di lavoro, dalle to-do-list che non finiscono mai, dalle scadenze e dai pagamenti, non vuoi vedere nessun problema. Ma loro sfacciati sono li.

Ti volti e vai in soggiorno cercando un modo per sbarazzarti dei problemi irrisolti. Ti chiedi: perché sono ancora li e non sono andati via?

Ecco, questa situazione é davvero frequente. Il rientro dalle vacanze spesso é difficile non per la fine delle vacanze in se, ma soprattutto perché il rientro coincide col ritrovare i problemi che non abbiamo risolto.

Che si fa?

L’impulso é duplice continuare a procrastinare o affrontarlo di petto e RISOLVERLO. Ma se si tratta di un problema che hai trascinato per tanto tempo – non solo ti sembrerà più intricato, ma tentando di risolverlo in un solo colpo alla prima difficoltà lo metterai di nuovo da parte. Ne più e ne meno di quando avevi fatto la volta precedente.

Per quanto non ami la matematica il primo aiuto arriva dalle espressioni algebriche.

Per la soluzione dei problemi puoi utilizzare la semplice regola delle espressioni: i passaggi delle espresssioni algebriche chiariscono bene come trovare il risultato.

Hai mai svolto una espressione algebrica in un solo passaggio? Io no, ma non faccio testo perché in matematica sono una schiappa!  Ma so da altri piú competenti che sono necessari piu passaggi.

Quindi un problema si risolve a piccoli passi, cosi da tenere sotto controllo il procedimento e vedere se tutto fila.

Una modalità che io uso – come ho detto prima la matematica per me potrebbe essere un’opinione – e mettere nero su bianco il problema, mi aiuto con post-it, colori e per ogni punto aggiungo dettagli sul da farsi e capire se e strategico per la soluzione.

L’aspetto più importante è (ci risiamo, la matematica mi persegue) rispettare la regola di risoluzione: non puoi partire dall’esterno se non hai risolto l’interno

Durante le sessioni di coaching emerge spesso questa situazione: una problematica di tipo professionale che il Cliente lega a fattori esterni spesso richiede invece un personale lavoro interiore.

Assegnare il tempo per osservare il problema nella sua interezza è un corretto punto di partenza, capire cosa implica a livello emotivo e cosa ci infastidisce.

È importante capirne la dimensione e le eventuali propaggini: stabilire quanto tempo servirà e stabilire quando occupartene e da cosa iniziare. L’analisi mostrerà il livello di difficoltà e ti aiuterà a trovare il modo migliore per risolverlo e capire se ti servirà un po di supporto.

Non sei una persona che chiede aiuto? Perché ti scoccia, perché non ti va di parlare dei tuoi problemi? Imparare a condividere la parte meno esaltante di noi ci aiuta a mostrarci nella nostra umanitá, ma questo é un altro discorso, ne parleremo un’altra volta.

TU AL PRIMO POSTO

Tu al primo posto

Ecco lo sapevo! Ora che l’estate si stava sviluppando al meglio, ora che stavo fissando alcuni appuntamenti arriva l’email della CapoCondomina  a scombinare la mia vita!!!

Mi sembrava strano che si fosse ravveduta e avesse trovato il buonsenso. Le mie amiche mi hanno detto che lo fa perché io gli lascio gioco facile e che se mettessi meglio i PALETTI non avrei nessuna difficoltà ad incontrare le persone che voglio.

Lei non puó spadroneggiare come meglio crede!

Ma la problematica più importante é capire meglio Chi è l’uomo del mio primo appuntamento?

Dopo una serie di messaggi chiari da parte sua del tipo “ mi piacerebbe prendere un drink con te” le mie amiche hanno confermato che mostra

  • decisione – ahh, mi piacciono gli uomini decisi
  • intraprendenza / l’iniziativa – bene mostra doti organizzative e creativitá
  • interesse – gli paccio, si gli piaccio
  • anche delicatezza – violenti e narcisisti sono banditi
  • e il condizionale lascia spazio alla mia scelta – fantasticooooo

Io ero già al settimo cielo: carino, intelligente, il locale che ha scelto é di buon gusto, vagavo  già tra le nuvole quando mi hanno detto “peróóóóóóó ….” e quando dicono peró vuol dire che qualcosa non va!

Quindi – mentre osservavo la nuvoletta che mostrava la scure pronta ad abbattersi sui miei castelli – loro hano detto: “  sarebbe stato molto meglio da parte sua usare – ti piacerebbe prendere un drink con me – anziché mi piacerebbe prendere un drink con te – Il “ti piacerebbe” dimostra piena sensibilitá, maggiore attenzione e considerazione di quello che tu desideri e che a te piace e non lo dà per scontato!”

E io – mentre la scure si é abbattuta sui miei castelli –  penso, ma davvero possiamo fare l’analisi logica e grammaticale nonché del periodo e ricordarci esattamente l’etimoglogia dei termini quando uno ci parla e parla ai nostri desideri, impulsi, sensazioni?

E a dirla tutta ho risposto: si può andare così di fino e permettersi di essere cosi precise in tempi di Magra? Loro hanno alzato gli occhi al cielo e scuotendo la testa, come fanno sempre hanno detto: “Quando imparerai che tu vieni al primo posto?”

Mumble, mumble…..

Partorire il sito web e Ri-Nascere

Partorire il sito web e Ri-nascere se stessi è un affare importante

Mettere insieme i pezzi e dichiarare il proprio io personale professionale e interiore richiede una profonda conoscenza e riflessione su se stessi.

Quando é tua madre che ti regala al mondo é un fatto – apparentemente semplice – ma quando sei tu che scegli di darti al mondo é tutta un altra faccenda.

Farlo –  nella sua gestazione – ha richiesto tempi più lunghi dei canonici 9 mesi. Se posso fare un proseguimento della metafora della gravidanza, sapere che partorirai non solo l’individuo professionale ma anche quello privato e pubblico – quindi un parto plurigemellare – richiede molta più preparazione.

In questi mesi, dove la data di ri-apertura del sito è stata più volte rimandata ho dovuto fare i conti con il “chi sono” per me e il “chi sono” per gli altri che mi leggono e mi scelgono come coach e scrittrice.

Le fasi che ho attraversato sono passate dalla sicurezza e fiducia estrema a lunghi momenti di tenebra in cui non mi riconoscevo.

Conoscere sé stessi é un viaggio che non finisce mai e la nostra evoluzione influenza il nostro approccio alla vita, le scelte fatte e oltre questo, conoscere sé stessi richiede una costante armonizzazione della nostra personalità.

Avevo deciso di creare un sito ex-novo per la mia professione da Coach, quindi ho attivato la macchina esecutiva e lo studio grafico, che ha ideato il logo seguendo le mie richieste più interiori, scelte di colori e significato di ogni singola linea. Ho iniziato a lavorare sui contenuti e, terminato il logo é arivata la crisi!

Avrei avuto un sito come coach è uno come scrittrice e questo dentro di me non funzionava. Sentivo di essere separata, divisa a pezzi. Il ragionamento fatto all’inizio non funzionava piú a livello emotivo e interiore.

L’abitudine a catalogare, etichettare si era mostrata in pieno. Ancora una volta stavo per ricadere nel solito terrore: facevo viveresolo quel lato della mia personalità ricca di energia verso l’esterno proiettata verso gli altri. Una luce e un sole perenne.

Per un mese ho bloccato tutto: troppo colore, troppo energia verso l’esterno e niente dell’energia interiore. Quella parte oscura quell’energia nucleare della mia personalitá determinante per ogni mio cambiamento la stavo ancora una volta lasciando da parte.

Le sensazioni e il vedere quei colori che mi rappresentavano nel logo non erano completi. La risposta è stata semplice: essere me stessa con tutte le mie sfumature di profondo nero, rosso acceso, giallo acido blu elettrico e viola metallico.

Il sito presenta me per quello che sono  oggi, ma, cambierà sicuramente come cambio io.

Ho imparato un nuovo livello di conoscenza. Ho imparato che quell’ INSIEME cosi diverso, apparentemente contrapposto é il funzionale sostegno perche tutto sia armonico e libero per una piena espressione di luce e ombra.