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Le ali di ferro hanno iniziato a volare

Le ali di ferro hanno iniziato a volare
Ali di ferrro ha iniziato a volare, vola basso ancora ma vola, non trascino le ali pesantemente, ora stanno su, volano. Far volare ali cosi pesanti richiede molta forza e una continua attenzione a non perdere il battito dell’ala. Se le ali non sono in sincrono con la stessa energia richio di cadere. Capita che le ali perdano potenza e scendo di quota, allora metto piu forza e potenza e risalgo su. Talvota riesco a prendere un po di vento favorevole, ma non sono arrivata, ancora, a quelle alte quuote dove con le ali prenderó i grandi venti che mi permetteranno di planare e godermi il panorama nella sua totalitá che abbraccia il visibile e intravedere oltre l’ultimo orizzonte. Aver pubblicato Ali di ferro mi ha dato una grande consapevolezzza di me stessa in termini di capacitá e volontá. Consapevolezza presente anche prima ma ora, ho identificato il mio perimetro, ovvero nessun perimetro. Quando si fanno volare le proprie ali di ferro (in molti le abbiamo) una veritá si rivela: non si hanno perimetri in cui stare, non esistono valichi o barriere che non possano essere superati. Lentamente ma progressivamente ho aperto gli occhi su una realtá che credevo non accessibile, ho avuto la chiave, ho trovato la mia formula magica, la mia vita sta cambiando. Poter volare mi va vedere dall’alto, e tutto ció che da vicino mi appariva enorme, ecco che dall’alto ne comprendo il giusto perimetro, la lunghezza e la relativitá della sua grandezza. Volare mi ha dato la libertá di vedere e comprendere che non esistono confini se non quelli che abbiamo nella nostra mente, impiantati da famiglia, societá, paure dell’ignoto, sfiducia in se stessi. Allora l’augurio che porgo a chi per caso leggerá questa pagina del web, una delle tante, é quello di allenarvi a far volare le vostre ali di ferro, quelle cosí pesanti da trasportare e ancora piu pesanti da far volare, non perdete la fiducia in queste ali vi porteranno dove voi desiderate andare.

Notizie dal limbo: sotto la neve

Notizie dal limbo: sotto la neve
Sotto la neve, nella calda terra, i semi sono protetti.
Aspettano con trepida impazienza di germogliare. Fremono, vogliono spuntare, affacciarsi dalla coltre bianca, andare fuori, dal principio timidamente come un periscopio che in superficie osserva il mondo circostante e poi sicuri per aprirsi gioiosi e tranqilli al mondo. C’è urgenza, si sente dal vibrare dei timidi germogli. Ma sotto la neve i semi potranno tenere intatta la loro specificità, unicitá. Non saranno bruciati dal gelo e seccati dal vento tagliente o calpestati da incuranti viandanti. I quattro semi sotto la neve avranno il tempo di germogliare e poi dare buoni frutti. Frutti necessari alla terra: l’amore e la passione per il bene e l’altruismo, la curiosità, la bellezza e l’attenzione per l’umanità . Sotto la neve non ci sará nessuna aggressione, e i semi avranno a disposizione il tempo necessario a fortificarsi, crescere in saggezza, essere pronti ad essere pienamente se stessi nel mondo.
I semi scalpitano perché vogliono incontrare la luce il sole e fiorire ma sotto la neve, nella calda terra prenderanno tutti i nutrimenti come l’energia, la forza la vitalitá, l’entusiasmo necessari a incontrare tutte le altre forze presenti sulla Terra, positive o negative e saperle attraversare come un oceano calmo o in tempesta.
Ancora sotto la neve, anche quando il desiderio di correre e piú forte ma le gambe non sono allenate e il cuore non sa quanto sangue pompare.
Sotto la neve respirando, raccogliendo i pensieri, conoscendo l’io profondo, accogliere se stessi e prepararsi a vivere pienamente.
La primavera è vicina, presto i germogli spunteranno con gli occhi aperti sulle meraviglie del mondo, le mani pronte a ricevere l’abbondanza dell’universo, il cuore palpitante per donare amore, la mente attiva per essere per esprimere e donare la nostra unicità al mondo.
Ancora un po sotto la neve preparando l’arcobaleno.

Ció che non ci uccide ci fortifica e altre regole

Ció che non ci uccide ci fortifica e altre regole
Mi rendo conto che le regole del Condominio non sono comprese da tutte. Chi piú, chi meno si prende delle deroghe non concesse.
Sono consapevole che non si puo dire sempre di NO, talvolta chiudo un’occhio ma poi tanto so come va a finire, che piangono, si disperano, perdono la bussola. Per questo metto le regole.
Loro non hanno capito che che le regole sono scritte per proteggerle e tutelarle, ma loro, le scapestrate ancora non l’hanno capito e mi danno addosso e mi accusano di essere rigida e che sono una carogna. Per questo sono necessari i NO. Essere fermi nei no é l’unca strada perché capiscano cosa é la vita reale e cosa vogliono per loro stesse. E non cavolate come il viaggio con la transiberiana. Certo avrei potuto dore NO anche all’appuntamento dell’innamorata ma sará piú utile che il NO lo riceva direttamente dalla vita. POsso immaginare come andrá a finire, per quanto lei dica che non la capisco la conosco molto bene.
I no sono necessari. Sono un’opportunitá di crescita imprescindibile per comprendere chi siamo e cosa vogliamo, uno dei modi migliori per allenarci alla vita. Quando la vita ci dice NO, non é una negazione per la quale frigniamo, sbattiamo i piedi, come l’inesperta della Eterna-Adolescente, e solo per questo ci viene concesso e appare il SI. No, la vita é MAESTRA e quando ci dice NO ci da delle lezioni veramente toste. Ci puó piegare le gambe e toglierci il respiro. Se non siamo allenati e se nel tempo non avremo capito che i NO sono la migliore opportunitá che la vita ci puó offrire per CRESCERE e MIGLIORARE, altrimenti saremo annientati da queste lezioni della vita. Per tirare fuori da loro stesse tutta la nostra forza, intelligenza, volontá determinazione, ma soprattutto chiarezza per capire cosa vogliono le Condómine dovrebbero togliersi l’idea dalla loro testolina, che la vita sia un giardino d’infanzia!
La vita ci dice: QUELLO CHE NON TI UCCIDE TI FORTIFICA
Si ci sono NO che potrebbere ucciderci, ognuno di noi ha la sua lista. Guardatela bene, e leggete ora tutte le volte che ne siete venute fuori da un bel NO. É stato difficile uscirne da quel NO ma siete diventate piú forti e avete trovato qualcosa di meglio.
Ecco questo le condomine devono ancora impararlo bene. Ci saranno ancora tanti NO, ma arriveranno anche i SI se sapranno sfruttare i NO.

Nuovo movimento “In cammino verso la libertá”

Nuovo movimento “In cammino verso la libertá”
É nato il nuovo movimento “In cammino verso la libertá”. Condomine questo e il nostro movimento questa la nostra alleanza che ci porterá a raggiungere la vera Libertá, l’unica che ci riconosce come esseri umani aventi diritto di cercare la propria felicitá.
Mi rivolgo a te Innamorata che hai il pieno diritto di trovare l’Amore che cerchi, e parlo a te Eterna-Adolescente perché hai il diritto di vivere la tua adolescenza con il tuoi tempi perche tu possa capire chi sei in questo fecondo e imperdibile momento della tua vita che ti porterá a scoprire chi vuoi diventare. E il Movimento e anche per te Poetessa, anche tu soggiogata e vessata dalla CapoCondomina che ti vuole schiava sconfermandoti come persona, incurante della tua sensibilitá.
Condomine é importante che collaboriamo strettamente e ri-troviamo la nostra unitá. Lei e forte e potente perché noi glielo permettiamo.
Noi, e solo noi possiamo cambiare lo stato delle cose. Nessuno verrá qui nel nostro condominio a regalarci la nostra Libertá.
La libertá e un diritto che abbiamo dalla nascita ma lei ce lo ha negato. Se non agiremo ora e non inizieremo ora la lotta, non ci saranno mai piú le condizioni. Ha fatto la concessione del primo piano perché la nostra forza coesa l’ha destabilizzata e il suo potere é venuto meno. Possiamo raggiungere ció che vogliamo se saremo capaci di stare unite di camminare insieme verso la Libertá.
Presto vi faró avere il programma di massima ma aspetto con speranza tutte le vostre indicazioni, i suggerimenti e le proposte cosí da definirlo e mettere vere e solide basi per il cammino verso la libertá. Perché si tratta di noi e come noi tutte le persone che stanno in questa stessa condizione e il nostro sará un coro forte e chiaro che griderá Libertá.
Mandate le vostre adesioni non ci sono costi anche per le vostre amiche e amici. Voglio incontrarvi presto per portare avanti un’azione comune, far sentire la nostra voce per spodestare dalla poltrona la CapoCondomina.

Un giorno il vento di Cambiamento bussó alla mia porta

Un giorno il vento di Cambiamento bussó alla mia porta
In un giorno come gli altri il vento di Cambiamento bussó alla mia porta. Arrivó vestito da Poesia. Ci sono Poesie che eleggiamo a nostro motore di cambiamento. Fu quella e non un altra.
Quando alla mia mail arrivó la Poesia “Lentamente muoreOde alla vita” é stato come un pugno nello stomaco. Ma il momento era arrivato.
Un saggio ha detto “ quando l’allievo é pronto il Maestro si palesa”. Si ero pronta. Pronta ad agire il mio cambiamento. Ma non lo sapevo, non avevo ancora fatto niente. Il mio primo passo nel mio percorso di cambiamento é iniziato leggendo “Lentamente muore” poesia scritta da Martha Medeiros giornalista e scrittrice brasiliana. E quella Poesia, lentamente ha iniziato a parlare con me giorno dopo giorno dopo giorno.
Il testo non solo é brillantemente semplice ma anche straordinariamente chiaro mostrandoci le nostre cattive abitudini quotidianamente riproposte, Nella nostra vita. Io nella mia.
Lentamente muore, é stata una piccola goccia quotidiana che ha iniziato a irrorare il mio deserto interiore, per anni lasciato ad inaridire.
E cosí in quella mattina inattesa di tanti anni fa “Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi..” inizió a far vacillare il mio schema ripetitivo, l’abitudine senza colore e gioia, un trascinarmi lentamente verso la morte. Ho iniziato a guardare le mie giornate senza sapore, grige, costruite schematicamente per soddisfare le esigenze altrui credendo fossero mie.
Le parole “Lentamente muore chi non capovolge il tavolo quando é infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati…” risuonavano in me tutto il giorno, mentre rientravo la notte tardi dopo un lunga, spesso estenuante, giornata di lavoro. Mi parlavano quando guardavo il cassetto polveroso dei miei sogni, esanimi prossimi alla morte, sfidavano la mia corazza protettiva fedele carceriera di qualsiasi “voglio” avessi mai pensato.
Questa poesia instancabile e tenace inziava a germogliare in me, qualcosa cresceva, un indistinto pulsare.
Quelle parole “Muore lentamente chi distrugge l’amor poprio ..” iniziarono a prendermi a schiaffi per risvegliarmi, mi scuotevano e “Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo ..” rimbombavano in tutto il mio corpo: il cuore pompava, le gambe volevano correre, le mani volevano distruggere e costruire, gli occhi iniziarono ad essere assetati di orizzonti e le parole iniziarono a formulare domande.
“Lentamente muore” fu l’inizio del mio cambiamento. Lento, un vero piccolo passo, consapevole che “… essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.”
La poesia lentamente agiva in me, mi sospinse coraggiosamente, mi diede forza, mi indicó la strada, impervia e tortuosa, in molti momenti dura e faticosa, con importanti decisioni da prendere. Mai volsi lo sguardo indietro perché “Lentamete muore” mi ripeteva ogni mattina “Soltanto l’ardente pazienza porterá al raggiungimento di una splendida felicitá”.
E cosí, lentamente, ho agito il mio cambiamento, ho cambiato lavoro, ho iniziato a usare il voglio e dimenticare il devo, ho aperto il cassetto dei sogni e li ho trasformati in progetti che curo con amore e attenzione, sto ampliando i miei orizzonti allungando il mio sguardo incurante dei confini che altri vorrebbero impormi.
E lentamente ho ripreso a vivere, vivere pienamente la mia vita. Questa poesia é ancora una mia compagna di viaggio, ormai siamo delle vere amiche.
Grazie Martha Medeiros e grazie a quel mio giovane Amico per questo grande regalo.