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IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO

il Lupo perde il pelo ma non il vizio” mi ha urlato contro la Ribelle!

“Se una persona non sa vivere la propria libertá ha bisogno di regole”. Quando a colazione l’ho detto tutte sono esplose in un coro di proteste.

La Ribelle appunto con proverbi da medioevo, e in sequenza l’Eterna-Adolescente mi ha accusato di EGOISMO, la Poetessa di INSENSIBILITÁ, l’Innamorata di essere senza CUORE (ovviamente!)

Il problema alla base é il solito: troppa LIBERTÁ! Chi non sa utilizzarla danneggia gli altri e cioé la sottoscritta!

Io LAVORO! Lo vedono e lo vivono perché hanno una casa dove stare, di che sfamarsi, tutti i servizi per vivere in quest’era tecnologica e consumistica, e hanno anche un po di TEMPO per occuparsi delle loro faccende.

Ció nonostante si lamentano che io prendo il loro tempo per svolgere le mie attivitá. Ma se loro non producono niente di che, io non posso permettermi questo spreco di tempo.

Quindi sto ripristinando le vecchie regole. Cosa dovrei fare altrimenti? Lasciare l’Eterna-Adolescente col naso all’insú a fantasticare sogni che non realizza? Permettere alla Ribelle di occuparsi delle cause perse degli altri anziché di se stessa? Accontentare la Poetessa e farle fissare un foglio bianco in attesa della rima giusta da scrivere? Perdere un tempo infinito con l’Innamorata che chatta sui canali con uomini insulsi che non sanno neanche cosa vogliono fare della loro vita?

No! Questo non avverrá. Quindi ho preparato le nuove regole per una LIBERTÁ CONDIVISA E BILANCIATA:

partendo da una giornata di 24 ore di cui 6 le passiamo dormendo le invito a fare il loro programmino tenendo conto che il lavoro mi occupa per 14 ore al giorno; a queste sommiamo circa 2 ore per pranzo e cena rimangono 4 ore totali

  1. Non puó essere presa piú di 1 ora per volta a meno che non ci sia la piena autorizzazione da parte delle altre condomine
  2. Nel caso in cui la propria ora sia da utilizzare in luoghi distanti che non permetterebbe alle altre il pieno utilizzo della propria ora si dovrá fare richiesta preventiva con indicazione della restituzione del tempo ulteriore richiesto
  3. Previo accordo collettivo si potrá cumulare le ore di piú giorni cosi da permettere di vivere piú giorni all’insegna delle loro passioni: es il viaggio con amici per l’Eterna-Adoescente oppure la Poetessa potrá stare in attesa che le parole piovano dal cielo senza interruzione
  4. I sabati e le domeniche saranno organizzate in base a richieste specifiche inviate preventivamente alla sottoscritta
  5. In assenza di richieste specifiche le ore del sabato e della domenica saranno in numero di 3 per condomina

Credo proprio che sia perfetto non avranno di che lamentarsi! Ora mando l’email, sicuramente saranno tutte felicissime! Non sono poi il LUPO che loro dipingono

Le ali di ferro hanno iniziato a volare

Le ali di ferro hanno iniziato a volare
Ali di ferrro ha iniziato a volare, vola basso ancora ma vola, non trascino le ali pesantemente, ora stanno su, volano. Far volare ali cosi pesanti richiede molta forza e una continua attenzione a non perdere il battito dell’ala. Se le ali non sono in sincrono con la stessa energia richio di cadere. Capita che le ali perdano potenza e scendo di quota, allora metto piu forza e potenza e risalgo su. Talvota riesco a prendere un po di vento favorevole, ma non sono arrivata, ancora, a quelle alte quuote dove con le ali prenderó i grandi venti che mi permetteranno di planare e godermi il panorama nella sua totalitá che abbraccia il visibile e intravedere oltre l’ultimo orizzonte. Aver pubblicato Ali di ferro mi ha dato una grande consapevolezzza di me stessa in termini di capacitá e volontá. Consapevolezza presente anche prima ma ora, ho identificato il mio perimetro, ovvero nessun perimetro. Quando si fanno volare le proprie ali di ferro (in molti le abbiamo) una veritá si rivela: non si hanno perimetri in cui stare, non esistono valichi o barriere che non possano essere superati. Lentamente ma progressivamente ho aperto gli occhi su una realtá che credevo non accessibile, ho avuto la chiave, ho trovato la mia formula magica, la mia vita sta cambiando. Poter volare mi va vedere dall’alto, e tutto ció che da vicino mi appariva enorme, ecco che dall’alto ne comprendo il giusto perimetro, la lunghezza e la relativitá della sua grandezza. Volare mi ha dato la libertá di vedere e comprendere che non esistono confini se non quelli che abbiamo nella nostra mente, impiantati da famiglia, societá, paure dell’ignoto, sfiducia in se stessi. Allora l’augurio che porgo a chi per caso leggerá questa pagina del web, una delle tante, é quello di allenarvi a far volare le vostre ali di ferro, quelle cosí pesanti da trasportare e ancora piu pesanti da far volare, non perdete la fiducia in queste ali vi porteranno dove voi desiderate andare.

Sotto i raggi del sole mentre piove

Sotto i raggi del sole mentre piove
Il mio giorno di totale libertá é stata un arcobaleno di emozioni. Libera da tutto: lavoro incontri attivitá, libera di liberare la mia passione senza guardare l’orologio, libera di seguire un pensiero curioso o errabondo. E cosi é stato. Sono uscita a fare una passeggiata al parco, il sole filtrando tra le chiome degli alberi mi ha regalato luci autunnali e il rosso vendemmia. Improvvisamente ha iniziato a piovere lentamente le goccioline appena nate e quel tripudio di colori mi hanno fatto stare con la bocca, piena di meraviglia, in un continuo ohhhhhh… E mentre pioveva il sole giocava facendo capriole..
Anche quando ho gia pianificato di cosa scrivere talvolta mi lascio incuriosire da un idea scaturita da quello scrivere, che pretende ascolto. Ma non dovrei prestargli atenzione ma questo pensiero e lí, insiste. Provo ad andare avanti ma si piazza lá e non mi fa mettere ne virgole, ne ma, ne un quindi, e sto con la penna sospesa o con le dita ferme sulle lettere della tastiera. Ma niente, occupa impertinentemente lo spazio sulla pagina iniziata. Non posso fare altro che assecondarlo e scopro che questa sirena che mi chiamava aveva qualcosa di nuovo, di bello, interessante e utile da mostrare. Scopro nuovi territori che svelano angolazioni da cui osservare quell’argomento o quel ragionamento. Cosí scopro che mi piace prendere nuove strade, e seguire quel pensiero inopportuno che mi conduce a conclusioni che mi sorprendono e non avevo considerato. La pagina si fa strumento si mette a disposizione offrendo nuove soluzioni. É in quel momento che inizia a piovere mentre il sole continua a risplendere tra le foglie rosso vendemmia, piove inaspettatamente e tutto é perfetto e penso che non sarebbe stato cosi bello se ci fosse stato solo il sole. La pioggia ha arricchito la bellezza della luce del sole e la pioggia non avrebbe avuto quella brillantezza senza i raggi del sole. Una strada inattesa e sceglierla per scoprirla é un opportunitá che prima non mi permettevo. Ora lo faccio.

I giorni della consapevolezza

I giorni della consapevolezza.
L’educazione è un fattore determinante, é nell’educare che si costruiscono i solidi pilastri della Libertà.
Solo ricevendo un’educazione alla Libertà non commetteremo nessun sopruso verso gli altri.
L’educazione che riceviamo è ambigua. Da una parte ci viene detto che tutti nasciamo liberi, ma sin dal primo istante apparteniamo a qualcun altro e non a noi stessi. Dall’altre parte riceviamo degli input educativi che ci spingono a raggiungere “la libertà”.
Come raggiungerla?
Questo significa che ancora non l’abbiamo, non siamo liberi, e quindi dobbiamo raggiungere la libertà economica, libertá di pensiero, libertá di movimento, di agire, di essere.
Spesso la parola libertà è accomunata e, spesso sostituita, erroneamente come se avessero lo stesso significato, con la parola indipendenza.
In realtà la libertà vera è profonda ci consente di raggiungere l’indipendenza.
Riceviamo una educazione che ci spinge al sopruso quando, per raggiungere una falsa libertà come quella economica, calpestiamo e passiamo sopra la libertà e i diritti altrui. Nell’educazione che riceviamo, che sia questa impartita dalla famiglia, dalla scuola o dalla società, o dell’ambiente in cui viviamo e lavoriamo, distorce e confonde in noi il significato di libertà.
É stato detto da un uomo qualunque che si nasce liberi o si nasce schiavi. Lui afferma di essere nato schiavo, le condizioni l’educazione ricevuta ci fa nascere liberi o schiavi, liberi di essere schiavi, di essere ciò che altri dicono che noi siamo o dovremmo essere. La libertà quando si è schiavi e quanto di più difficile ci sia d raggiungere nella vita dell’essere umano, significa costruire affermare e proteggere il nostro confine.
Parole facili da dire ma difficili da conquistare.
Costruire, affermare proteggere la nostra libertà utilizzando i confini ci riporta alla condizione di partenza che abbiamo giá dimenticato.
Dimenticato che alla base di tutto c’è l’educazione quella che noi schiavi e o arroganti potenti, non abbiamo ricevuto.
Sarà attraverso una corretta educazione alla libertà i cui pilastri poggiano su un terreno ricco di valori al rispetto umano, che affermare la libertà non sarà più da costruire o da proteggere.
Comprendendo la nostra libertà comprenderemo quella degli altri.

Lascio il condominio, faccio i bagagli, vado verso la libertá

Lascio il condominio, faccio i bagagli, vado verso la libertá.
Con la CapoCondomina non c’è nessun dialogo non lo cerco e non lo voglio. La decisione é presa. Ancora non le ho parlato e non ne ho parlato neanche con le altre.
Resteranno sicuramente a bocca aperta quando lo sapranno. Ovviamente! Nessuno se lo aspetta che io possa andare via di casa e che decida di testa mia.
La smetteranno di dire che sono una senza cervello e che non sa prendere in mano la sua vita, che ha la testa per aria e pensa solo a divertiirsi. Si da ail caso che la mia estate é un inferno e di divertimento nemmeno un assaggio!
Qui alla fine tutti parlano e si lamentano ma stanno sempre sotto le grinfie della CapoCondomina che fa il bello e il cattivo tempo.
Quindi ho preso una valigia un po’ vecchia, ce l’ho da tanto. L’ho spolverata e ho iniziato a scegliere i vestiti da portare e tutto quello che mi serve. Di fatto vorrei portare con me tante altre cose ma non so decidere cosa prendere e cosa lasciare.
E quindi sto li che guardo al valigia a meta e se ci penso le cose che mi servono di più sono le scarpe, il mio giubbotto di pelle preferito, la mia sacca e miei desideri.
A pensarci bene per godermi il viaggio bisogna partire leggeri così non è faticoso andare avanti e ho abbastanza spazio nello zaino per aggiungere ciò che trovo lungo il cammino. Sì, posso lasciare quasi tutto quá. Penso alle altre che resteranno che futuro le aspetta. Nessuno! Peggio per loro, che stiano pure a marcire tutte lí, nessuno ha mosso un dito per me.
Ho deciso che non andró a parlare con la CapoCondomina, le lascio un biglietto sulla tavola di cucina a destra dove lei fa la colazione. Cosi le faccio iniziare bene la mattina, il caffé le andrá di traverso. Un semplice biglietto senza tante spiegazioni. Non sono tenuta e non mi importa niente.
Ecco adesso che ho preso la decisione mi sento giá libera.
Si, partire è sempre positivo.

Chi é causa del suo mal pianga se stesso

Chi é causa del suo mal pianga se stesso
In questi giorni ho riflettuto molto sull’importanza di essere liberi. E mi sono resa conto che nessuno lo é.
Si, si ha sempre qualcuno o qualcosa a cui mandare il conto per la propria mancata libertá. Sono d’accordo che ci sono tante tragiche situazioni, ma anche in quelle, dove ormai devastazione e guerra lasciano macerie e corpi umani, la responsabilitá é sempre personale. Tuttavia é piu facile attribuire agli altri la causa.
Fin dall’inizio questa incapacitá ad affermare la propria personale libertá, e quindi di un gruppo e quindi di un popolo, dipende da ogni singolo individuo.
Lasciarci soppraffare, farsi mettere in catene, dipende dal nostro acconsentire, tollerare, permettere oggi, poi domani, e poi dopodomani piccole sopraffazioni che annullano subdolamente i nostri sistemi di allarme all’insurrezione. Come avviene? Semplice, noi stessi lo autorizziamo. Il nostro cervello dimentica la prima istruzione che riceviamo: la libertá, e per un miserevole tornaconto del momento, “il necessario riconoscimento da parte della societá a far parte di quel gruppo sociale”, valutando che sia un prezzo ragionevole, barattiamo un po di libertá per il riconoscimento sociale.
Conformarci alle regole, stabilite da altri, accettare di abbassare il nostro livello di libertá, se da un lato consente di stare dentro la societá e non di essere ai margini se non addirittura fuori, dall’altro rosica giorno dopo gionro pezzi della nostra liberta.
Certo noi tutto questo non lo vogliamo. Quindi facciamo di tutto per assecondare le regole, stare dento i confini per essere nel gruppo, vogliamo essere riconosciuti, e quindi svendiamo al mercato azionario le nostre libertá. Come poter guardare fuori da noi per queste mancata libertá? Solo noi possiamo darci questo diritto e solo noi abbiamo il dovere di riprenderci quella mancata libertá sia nelle nostra personale quotidianeitá sia nelle situazioni piu esterme di segregazione e guerre e grave lesione dei diritti umani di libertá.
Non dimentichiamo che perdiamo la nostra liberta a piccole dosi, lentamente senza accorgene.

Siamo esseri sottomessi. É tempo di ri-educarci

Siamo esseri sottomessi. É tempo di ri-educarci
Siamo esseri sottomessi non possiamo negarlo. Le parole ammaestrare/addomesticare sono parole che da sempre hanno suscitato in me una valenza negativa. La conseguenza di questi azioni “educative” é che siamo esseri sottomessi.

“Ma se tu mi addomestichi noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me l’unico al mondo, e io saró per te l’unica al mondo”
“Sia fatta la tua volontá”

Due frasi differenti ma entrambi portano il senso di sottomissione. Recano il germe dell’annullamento del proprio sé.

Sono stata addomesticata, e voi sapete bene di chi sto parlando, sin dalla nascita, ammaestrata come un cane che riporta il bastone e poi scodinzola, come un cavallo che accetta la sella, domata come un leone che asseconda le richieste preferendo il fuoco e un pezzo di carne alla frusta. É stata fatta quindi la Sua la Loro volontá. Non certo la mia. Si la CapoCondomina e stata veramente abile.

E cosi sono stata UBBIDIENTE. Una bambina ubbidiente.

In seguito sono diventata MANSUETA. Una donna mansueta come le pecore che non alzano la testa. E insieme a me, allo stesso modo vedo veramente tantissime pecore, conoscete bene anche quelle belanti delle altre condomine. Oggi si parla di dialogo senza dover arrivare allo SCONTRO e poco importa se il dialogo é soprattutto un monologo a senso unico senza nessun dialogo: la CapoCondomina non apre un dialogo o una trattativa lei ha solo PROCLAMI, e anche questo lo sapete bene!

Ci lasciamo ammaestrare e addomesticare e permettiamo che sia fatta la Sua volontá. Il risultato é essere sottomessi. Siamo sottomesse.

Abbiamo dimenticato quelle parole che evocano in noi il giusto senso alla DISOBBEDIENZA l’unica strada percorribile per giungere alla conoscenza interiore di se stessi e riappropriarci del nostro diritto ad INSORGERE contro il sopruso, alla prepotenza, all’arroganza, alle ingiustizie, dandoci il diritto di COSTRUIRE il nostro Io e conoscendolo riassaporare il gusto della vera LIBERTÁ.

In conclusione ho deciso di diventare DISUBBIDIENTE e RI-TROVARE il nostro Io per troppo tempo sepolto sotto altrui volontá. Troveró il modo di DIS-IMPARARE l’addomesticamento liberandoci da schemi, regole e leggi volte a soddisfare altrui necessitá a scapito delle nostre. Inizieró la strada per RI-EDUCARCI aiutando il nostro Io a sorgere ed essere persona piena nel mondo. CONDOMINE questo é il nosstro obiettivo, inizieremo la nostra lotta civile per RI-PRENDERE la nostra libertá che é sacra e inviolabile. É importante la collaborazione di tutti, del vicino della porta accanto, del panettiere sotto casa e di zia Maria del frutta e verdura e di tutti voi che leggete, aiutate anche con idee per rirenderci la libertá. Uniamoci e saremo una VOCE che nessuno potrá ignorare. Grazie a tutti coloro che daranno i loro contributo alla causa, con un messaggio con un commento, con proposte e idee, scalziamo via la CapoCondomina dalla sua poltrona.