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Io le Poesie e l’urgenza di respirare

Io le Poesie e l’urgenza di respirare
“La Poesia”, questo il titolo, di Pablo Neruda descrive perfettamente – almeno per me – quel fatale incontro con questa forma di comununicazione di espressione di sé. Arriva, come dicono le parole di Neruda, da non si sa dove, chiamati da una forza che penetra e ti entra dentro per poi riuscire con ingenuitá con passione, senza pretesa alcun di essere importante. Cosí é stato per me sin da piccola, senza formazione. Nel tempo la mia Poesia é cambiata, si é evoluta cosi come la mia mente, il mio corpo, i mie desideri, i miei limiti, le mie paure. Si é fatta, questa forza comunicativa, strumento per poter esprimere ia mia urgenza. Ho vissuto spesso momenti di urgenza: urgenza di respirare, andare, di lasciare, di urlare, di cambiare, urgenza di essere, di esprimere rabbia. La Poesia mi é sempre venuta in soccorso dandomi la possibilitá di respirare, e respirando esprimermi, forse con fatica, con dolore, ma permettendo di capirmi di avere consapevolezza e proseguire la tortuosa strada o la faticosa salita. La Poesia é sia nella sua lettura o scrittura uno strumento di guarigione, attraverso testi, grazie alle parole, creando immagini e metafore sono riuscita a tirare fuori il mo sentire, illuminare ombre a volte spaventose e dolorose. Che il Poeta siam noi e leggiamo qualche altro autore riusciamo a comprendere speso con un volo di parole che similmente ci accoumuna nell’esperienza. Ci ritroviamo unendoci in una comunione di pensiero che ci rincuora. Scrivendo le mie poesie ho versato piu lacrime che inchiostro, lacrime per tanto tempo inghiottite perché si fa cosi come ci hanno insegnato – non pianere, non é nulla; lacrime non opportune, lacrime da tenere nascoste per non disturbare, per non sollevare domande perché difficili da spiegare piu delle lacrime stesse. Lacrime come parole non dette ma espresse. Poi, le parole sono arrivate piu chiare oneste necessariamente vere. Le mie poesie mi hanno curato lentamente con un tempo lungo profondo e mi hanno fatto rinascere facendomi prima vagire e poi parlare. Ho parlato a me stessa come se fossi un altra, e lo ero, un altra persona, quella che doveva essere, ma non quella che voleva essere. La poesia continua a curarmi e oggi piu di ieri é strumento di liberazione, libera di essere chi profondamente sono.

Oggi ho bisogno della Poesia

Oggi ho bisogno della poesia
Mi rifugio nel mio spazio solitario e lentamente e profondamete inizio ad inspirare parole che calmino mente e gambe. Ho bisogno della Poesia per ripristinare le funzioni del cuore infiammato, appassionato che vuole tanto, chiede incessantemente ma ha bisogno di tregua. Fuggo dal frastuono dei pensieri per trovare quiete nelle parole scelte. E mi accoglie lei che sa capirmi sempre, lei alla quale non devo spiegare niente e conosce il groppo in gola, sempre piu grosso. Respiro diafframmaticamente mentre mi offre il rigo, bianco, pulito. Lo guardo e lo lascio bianco immacolato, la spiaggia al mattino prima dei passi, prima delle orme dei gabbiani. Mi godo questa scelta aspetto di lasciare la mia impronta, aspetto di trovare la mia parola. Oggi é sofferta e non vuole farsi vedere, tesa. É sul rigo, é sulla corda di violino. Eppure ho bisogno di vedere il rigo ancora bianco, ancora immacolato e scegliere di non lasciare impronte. Ho bisogno che la Poesia oggi si faccia silenzio per calmare il cuore che corre che vuole che desidera che ama che pretende. Ho bisogno che la Poesia sia solitaria e silenziosa e dia ossigeno ai muscoli contratti tra affermazioni e contraddizioni. E la Poesia mi accoglie benevola, disponibile ad ogni mio bisogno senza domande, senza contropartita, senza appuntamento o biglietto, senza controllo, senza attesa. Il rigo bianco immacolato si lascia accarezzare, un vento leggero sulla sabbia. Il respiro si fa tranquillo senza affanno. Nella laguna barchette di giornali di carta solcano le onde leggere e le parole sono pronte, tranquille in attesa anche loro si godono il prossimo approdo. Ho bisogno deella poesia del rigo bianco oggi, l’oasi dissetante prima di riprendere il cammino.Un giorno per non correre ma volare senza meta, solo per il gusto di volare e godersi il cielo e tra il rigo bianco fatto di respiri vedo sfilare parole e virgole in una nuova Poesia.

Sotto i raggi del sole mentre piove

Sotto i raggi del sole mentre piove
Il mio giorno di totale libertá é stata un arcobaleno di emozioni. Libera da tutto: lavoro incontri attivitá, libera di liberare la mia passione senza guardare l’orologio, libera di seguire un pensiero curioso o errabondo. E cosi é stato. Sono uscita a fare una passeggiata al parco, il sole filtrando tra le chiome degli alberi mi ha regalato luci autunnali e il rosso vendemmia. Improvvisamente ha iniziato a piovere lentamente le goccioline appena nate e quel tripudio di colori mi hanno fatto stare con la bocca, piena di meraviglia, in un continuo ohhhhhh… E mentre pioveva il sole giocava facendo capriole..
Anche quando ho gia pianificato di cosa scrivere talvolta mi lascio incuriosire da un idea scaturita da quello scrivere, che pretende ascolto. Ma non dovrei prestargli atenzione ma questo pensiero e lí, insiste. Provo ad andare avanti ma si piazza lá e non mi fa mettere ne virgole, ne ma, ne un quindi, e sto con la penna sospesa o con le dita ferme sulle lettere della tastiera. Ma niente, occupa impertinentemente lo spazio sulla pagina iniziata. Non posso fare altro che assecondarlo e scopro che questa sirena che mi chiamava aveva qualcosa di nuovo, di bello, interessante e utile da mostrare. Scopro nuovi territori che svelano angolazioni da cui osservare quell’argomento o quel ragionamento. Cosí scopro che mi piace prendere nuove strade, e seguire quel pensiero inopportuno che mi conduce a conclusioni che mi sorprendono e non avevo considerato. La pagina si fa strumento si mette a disposizione offrendo nuove soluzioni. É in quel momento che inizia a piovere mentre il sole continua a risplendere tra le foglie rosso vendemmia, piove inaspettatamente e tutto é perfetto e penso che non sarebbe stato cosi bello se ci fosse stato solo il sole. La pioggia ha arricchito la bellezza della luce del sole e la pioggia non avrebbe avuto quella brillantezza senza i raggi del sole. Una strada inattesa e sceglierla per scoprirla é un opportunitá che prima non mi permettevo. Ora lo faccio.

Notizie dal Limbo: Troviamo la poesia dentro di noi.

Notizie dal Limbo: Troviamo la poesia dentro di noi.
Siamo nel limbo ognuna chiusa nei propri pensieri. Le osservo, sono preoccupate per il futuro di questo presente-assente.
Potrebbe sembrare negativo, ma questa assenza dal presente é una straordinaria opportunitá.
Il limbo ci fa un grande regalo: tempo per noi stesse.
La Ribelle arrabbiatissima con se stessa, l’Eterna-Adolescente che aspetta di vivere, l’Innamorata alla ricerca dell’amore con la A maiuscola, ciascuna insegue i propri sogni, desideri espressi e molti ancora inconsapevoli che premono di vivere, vivono il tempo nel limbo come in apnea, sperando che tutto finisca il piú presto possibile.
Abbiamo questo limbo, questo non presente e sará deteminante cogliere questa chanche straordinaria che si rivelerá utlissima per il nostro domani.
Abbiamo carta e pennelli per disegnarlo proprio come noi lo immaginiamo. Per farlo dobbiamo partire da un elemento di base: conoscerci e conoscere la nostra poesia.
Noi stesse conosciamo poco la nostra vera poesia.
Spesso, e io ne sono un esempio non è così facile trovarla dentro di noi, nel nostro mondo interiore, individuarla, comprenderla, accettarla e farla sbocciare è un passo molto impegnativo e pretende una grande sinceritá con noi stesse.
Può essere una stella cometa nel cielo nero o un fiore che sboccia tra i lastroni di pietra del marciapiede. Guardare dentro il peronale baratro buio. Per ciascuna di noi sará un tempo diverso.
Il limbo è un tempo per trovare la poesia dentro di noi è un percorso personale un viaggio interiore per scoprire l’unicità e la bellezza che ci contraddistingue, accogliere le tenebre nascoste dietro illuminanti sorrisi o riconoscere la paura travestita da arroganza, o accettare i profondi desideri e viverli, liberare la nostra creatività.
Tutti questi elementi saranno necessari, indispensabili per costruire la nostra nuova vita solida e flessibile.
Il nostro io potra trovare la poesia che giace in noi e giorno per giorno scrivere, disegnare il nostro prossimo giorno.
Questo assente presente sarà più vivo che mai ricco e fruttuoso. Un tempo dedicato a noi stesse per aver cura e attenzione della nostra poesia

Uno di quei giorni senza poesia

Uno di quei giorni senza poesia
É uno di quei giorni senza poesia, manca da questa mattina quella poesia quel colore, la musica di fondo, quella parola che fa di un giorno, anche il più pesante e faticoso da trascinare, difficile da risolvere, comunque un bel giorno. É un sentirmi vuota senza una ragione.
Eppure é un giorno senza poesia. Cerco un senso, non importa, se bello, brutto, gioioso o triste ma che abbia un senso questo giorno, una ragione.
Mi guardo intorno cerco il cielo e i sassi per la strada, datemi qualche indicazione, un istruzione per questo giorno. Tutto é apparentemente come gli altri giorni ma non c’é poesia.
Continuo a rovistare nelle mie nuvole e poi..
Mi cerco … e non ci sono.
È uno di quei giorni in cui non sono poesia. Non ci sono appunto, manco a me stessa.
Tutto quello che è forza, desiderio, volontá, curiositá, passione, follia, amore, tenebra, insicurezza o certezza del giorno prima non c’è più. Le gambe che mi hanno condotto qui cedono, le mani attive cadono giù e gli occhi sono una porta chiusa.
É un giorno senza poesia.
Cerco parole per scaldarmi, qualsiasi parola andrebbe bene, ma non riesco ad accenderne neanche una.
Un giorno senza un perché. Perche io non ci sono? Dove sono?
Mi cerco… e non ci sono.
Liscio i capelli, accarezzandoli lentamente con una dolce pressione delle dita, consolando la mia anima triste.
Senza averla sperata, inattesa, eccola la poesia arriva, in quell’attimo in cui i capelli scivolano tra le dita.
Lentamente, lentamente vorrei rallentare il tempo per averne di più, per gustarlo nella pioggia o nel vento ma gustarlo lentamente e io qui.
Mi aggrappo a questa breve poesia. I capelli tra le dita setosi, scivolano lentamente tra le dita fino alla punta, e poi di nuovo ripetendo quella strofa ancora, ancora una volta, come un dondolare nella culla.

Un irrefrenabile bisogno di solitudine

Un irrefrenabile bisogno di solitudine
Non è più possibile vivere in questo Condominio, desidero ritornare in cantina.
Però da sola, non con tutte le altre. Si, le altre sono carine, simpatiche, ci vado d’accordo ma sono troppo chiassose per i miei gusti. Ció che desidero é stare in esclusiva solitudine. Per poter pormi domande e aspettare che le risposte sorgano, naturali, fecondino e sboccino come germogli di salvezza. La Cantina, buia e fredda con i muri grigi, non é la soluzione migliore, ma al momento non ho nessun luogo dove andare e allora, meglio la cantina al Condominio.
Penso che parlerò con la CapoCondomina e le dirò che voglio ritornare giù.
So che sarà contraria perché le servo qui a sfaccendare, ma io ne ho un bisogno fisico, sento la pressante esigenza di allontanarmi, di avere spazi vitali di silenzio. Non scrivo quasi più e questo è un grave sintomo di estraniamento da me stessa. Eppure la poesia che mi bussa ogni giorno vuole che l’ascolti, ma come posso fare se sono a stretto contatto con questo chiacchiericcio petulante, spesso accusatorio è irrispettoso in particolare da parte della CapoCondomina. Sì devo dare ascolto a questo bisogno, voglio assecondarlo.
Presto andró a parlare con la CapoCondomina, sono consapevole che lei non mi lascerebbe mai il tempo da dedicare alla mia scrittura. Per lei le mie poesie sono fantasie, sciocchezze senza importanza. Mentre sono prioritarie tutto quello che interessa a lei e fa lei e dice lei. Quando mi vede con la penna in mano, con un pensiero che nascente al quale volgio dedicare il giusto tempo, o una parola promettente che vola per la casa e io lo inseguo, giocandoci, lei si arrabbia, si lamenta della perdita del tempo, in attività per niente redditizie, e mi accusa di avere la testa per aria e mi occupa con altre faccende cosi tutto svanisce e la tristezza mi invade.
Si non é piú possibile stare nel condominio, devo lasciarlo.

Ali di ferro sta per prendere il volo

Ali di ferro sta per prendere il volo,
É arrivata la bozza cartacea del libro e grazie alle variazioni operate della grafica finalmente ci siamo.
Ero consapevole che scegliere la strada del selfpublishing avrebbe richiesto l’impegno di energie e competenze notevoli, molte delle quali totalmente assento e che sto apprendendo lungo strada con gli inevitabili errori e l’allungamento dei tempi.
E sino ad ora siamo ancora sul versante produzione. Le poesie sono state scritte, ho dovuto fare un analisi e scegliere la casa di selfpublishing che mi assicurava maggiori garanzie, scelta confermata su YouCanPrint, preparare il file del’opera e con lo studio grafico lavorare all’idea e alla riuscita della copertina che insieme al titolo dell’opera sono gli elementi cardine che fanno acquistare il libro dal mio potenziale lettore.

Qui arriva davvero la sfida piú importante: trovare i miei lettori.
A disposizione oggi ci sono diversi strumenti di promozione e marketing come l’utilizzo dei social network da Facebook a Twitter passando per Istangram, Google le newsletter, la messa dell’opera sui mercati online come Ibs Amazon Kobo Apple e tantissimi altri, il booktrailer realizzato dalla grafica e ancora le presentazioni del libro e i reading.

L’elenco di per sé facile richiede tuttavia un elevato numero di competenze di marketing editoriale non indifferenti e un attenzione non certo part-time come la mia che lavoro 8 ore al giorno piú le due ore di spostamento.
Le competenze di marketing, ci sto lavorando per portarle da livello 2 a livello 6, sono strategiche e la messa on line del mio sito web e il mio blog giornaliero, attivi da un mese e mezzo, sono i imiei primi passi in questo oceano professionale a me sconosciuto. Sto lavorando bene? Credo sia ancora presto per valutare, ma sono certa di essere ancora molto incompetente. Questa é la sfida!

Nel frattempo la parte creativa dell’opera sembra un ricordo, ma oggi vedere la copertina del mio primo libro di poesie mi fa un certo effetto. Solo leggere il titolo ali di ferro (il minuscolo non é un refuso di stampa) mi emoziona e so cosa c’e dentro, conosco la passione che mi ha spinto a scrivere quelle poesie, e sempre il titolo svela perché dopo averle scritte, le ho lasciate per tanto tempo ad ammuffire in un cassetto.

Fra qualche giorno, forse qualche settimana l’opera sará presente nei maggiori negozi e store online.
Manca poco =, stay tuned!

La poesia é la voce del dolore

La poesia é la voce del dolore
Penso che la poesia sia la voce del dolore.
Quando siamo tristi o malinconici, gravemente feriti o quando le condizioni frustranti e la repressione ci schiacciano, la rabbia é tale che il dolore che ci provoca lo vorremmo restituire e tutte le sensazioni le esprimiamo in poesia.
Chi usa questo sistema di riequilibrio sa che la sua poesia é sempre una poesia del dolore.
Quando siamo arrivate al piano superiore, sono stata molto contenta, La mia poesia in quel momento non aveva niente da dire. In quello stato di “presunta” felicitá” il dolore si é attenuato, come una nuvola che non fatica ad arrivare alla cima della montagna sospinta dal vento leggero.
Ma dopo alcuni giorni, vedere solo la cima della quercia e non anche il fusto e i rami che si allungano al cielo, vedere il muro grgio scrostato dall’umiditá e non poter vedere le persone ai balconi fioriti di gerani, vedere su di me il peso di insoddisfazioni mai colmate, il dolore, il mio caro amico é tornato.
E la poesia nasce insieme al dolore, alla rabbia viene alla luce a dichiarare chi é.
Non chiede permesso, nasce incurante senza chiedersi se é il momento giusto, non attende autorizzazione.
Non ha la pretesa di essere bella, né di piacere.
É un bisogno solitario che non cerca amici.
E il dolore si fa corpo chiedendo attenzione, con una parola dietro l’altra parla di se, di quanto profondo sia quel grumo nero che strazia la mente piú che le carni.
La poesia ne definisce il perimetro. Ora il dolore non e piú un’astrazione, si fa corpo che si muove, che sanguina e lacrima.
Ogni parola é un guardare il dolore e comprenderlo, dichiararlo. Con le parole fare domande e trovare il nodo da dove tutto si é originato.

Le canzoni sono le poesie della societa moderna?

Le canzoni sono le poesie della societa moderna?
Secondo voi le canzoni che ascoltiamo e cantiamo a squarciagola in macchina, anche fermi al semaforo, sono le poesie della societá moderna? Pare di si!
Non lo dico io, ma da tempo a seguito di studi le canzoni in molti casi sono considerate come la Poesia dei nostri tempi. Le canzoni hanno molti elementi in comune con la poesia come l’oralitá, l’immagine, la brevitá, il suono, la ripetizione della parola, la rima. Il panorama musicale é vasto e diversificato e ognuno di noi, come per la poesia, trova il proprio cantante-autore preferito, e la bellezza della musica, cosí come per la poesia, é che non hanno confini. Anche quando i governi chiudono le frontiere, anche quando la libera espressione viene imbavagliata la poesia e la canzone travalicano ogni barriera. Canzoni e poesia possono parlare di qualsiasi argomento, temi universali come l’amore, la guerra, la libertá, il dolore, la societá vengono cantati e hanno inspirato mezzo mondo, e molte di queste, hanno giá preso posto a pieno titolo nelle antologie scolastiche. Un esempio é “Il vecchio e il bambino” di Francesco Guccini o “Blowing in the wind” del recente Nobel Bob Dylan ballata che ha fatto il giro del mondo ai temoi in cui ancora non esistevano i social network.


Qual’e la forza che oggi hanno le canzoni rispetto alla poesia tradizionale? Si tratta solo del forte impatto musicale? Il fattore vincente é da ricollegarsi al cantante o canta-autore o band che diventa Personaggio-Mito-Modello da seguire imitare, immedesimarsi o modello a cui ispirarsi. Oggi chi se li fila i Poeti? Sono dei Personaggi? No, non esistono per nessuno. Sono persone che nessuno conosce e se hanno anche una identitá questa é “poco attuale” e “lontana” una identitá che sembri abbia poco da dire seduta ad una scrivania polverosa.
Le canzoni avrebbero la stessa diffusione se non ci fossero i cantanti a portarle nelle piazze nelle strade esponendosi in prima persona emozionando il pubblico che a migliaia affollano gli stadi e i teatri? E poco importa se il personaggio-cantante-band ha problemi di alcolismo o droga o depressione o scelte sessuali diverse la sua canzone/musica sará oltremodo seguita. Lui/lei/Loro sono sul palco a cantare la loro poesia strizzando si l’occhio al marketing ma diffondendo, facendo conoscere ogni singola parola della loro canzone che passerá di bocca in bocca e sopra ogni cosa facendo arrivare un messaggio, spesso potente, che rimarrá nel tempo ad esempio, denuncia e monito.
É quindi questa la differenza? Il Poeta non é un Personaggio e non sa portare nelle piazze per le strade la sua Poesia?
Se oggi ai nostri tempi ci fosse un Giacomo Leopardi (scusate se scomodo sempre lui, ma piace un sacco..) o un William Shakespeare che tipo di Poeti sarebbero? Inesistenti come i poeti che non vediamo ai giorni nostri? Oppure sarebbero delle vere rockstar? Io penso proprio di si … si Poeti uscite d casa!

Una impetuosa Poesia senza Fretta

Una impetuosa Poesia senza Fretta
Abbiamo bisogno di una Impetuosa Poesia senza fretta. Il mondo ne ha bisogno.

Credo che si legga sempre meno Poesia perché il mondo va di Fretta. Sembra strano, percheé la Poesia ha un lunghezza associabile al poco tempo a disposizione.

Abbiamo tantissimi impegni quotidiani tra autobus orari di ingresso e uscita dal lavoro, mangiare, le chat, i social, il supermercato e le code in auto, l’ultima serie tv e le notizie … si a dirla tutta andiamo con Fretta.

E tutto si adegua. I film, i video la scrittura sul web rispondono a questa esigenza: bisogno di tempo. Chi scrive nel web ma anche chi produce contenuti multimediali tiene conto di quanto la vita abbia accelerato i suoi ritmi. Andate a confrontare un film di Sergio Leone con un qualsiasi film dove ci sia una scazzottata o una sparatoria. Ci sembrerrá di guardare un film a rallentatore anche quando sta mostrando il pistolero piú veloce del west. Una simile dinamica la osserviamo anche nei blog su twitter, instagram facebook sono tesi a soddisfare (e quindi condensare) un livello di attenzione, del lettore, che non supera il minuto, che passerá subito ad un altro contenuto. So che in pochi leggeranno questo post – sono consapevole – ma si, é la realtá, andiamo di fretta.
Nelle 16/18 ore a disposizione che abbiamo durante la giornata c’é lo spazio per la Poesia?
E la Poesia che tempo ha?
Poesia e Fretta possono incontrarsi?
Io dico di si
La Poesia richiede due tempi. Uno per la lettura. Uno per la fioritura della Poesia stessa.
Le parole, le immagini, le sensazioni che la Poesia evoca devono avere il tempo di agire in noi come la pioggia sui campi arati, come il cibo che metabolizzato si trasforma in noi in pura energia.

La Poesia non ha Fretta e non pretende di essere letta di Fretta. Ma la Poesia spesso piú delle Fretta é compagna dell’Urgenza che é molto piú veloce della Fretta, piú stimolante e, attiva, ci fa muovere alimentando un fuoco che ci spinge con ritmi impensati.

Quindi si, la Poesia é a disposizione anche per chi si accompagna alla Fretta, a tutti quelli che vogliono, o solamente, possono addentare un boccone, mordere un solo pezzo e il resto a dopo, tanto la Poesia non ha scadenza.
Una frase, una riga appena ti fará compagnia, ti consolerá o ti dará nuove idee o nuovi punti di vista, ti infonderá coraggio, o altre ti daranno speranza mentre salti tra un treno e l’altro o pagando al supermercato.

La Poesia e lí che ti aspetta trepidante ma senza Fretta. Tu arriva quando vuoi, quando puoi. Lei ti sta aspettando per accompagnarti nella tua corsa.
Leggiamo quell’Impetuosa Poesia.