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La Salvezza di Lasciar Andare

Mentre rientravo a casa l’altro pomeriggio sono stata assalita da un malinconico e fortissimo odore di Addio. I colori intensi e gli odori della terra bagnata le foglie gialle e rosse lungo la via mi hanno acchiappato il cuore dicendomi che il tempo di lasciare é arrivato. Ogni addio é doloroso, specie quelli che ci riguardano personalmente.

Ma quali sono quegli addii cosi difficili da dare e COMPIERE?

Quelli che dobbiamo a noi stessi, quelli che confermano che una parte di noi non ci serve più, anzi ci limita, ci blocca.

Sebbene consapevoli non riusciamo a lasciare andare comportamenti che sentiamo parte integrante nella nostra quotidianità. Non ci comportiamo come l’albero che con fiducia permette che la natura faccia il suo corso. Lottiamo strenuamente per trattenere vecchi schemi, abitudini, pensieri, atteggiamenti, modi di fare, scorciatoie e regole perché in fondo è cosi che ci siamo organizzati per capire decifrare e sostenere il nostro mondo.

Rientrando a casa con la malinconia di quei colori vividi e pieni di addio, pensavo ai miei di addii. Lunghi strascicati nascondendo la verità della limitatezza e andando avanti tenendo tutto sopra le spalle sempre più appesantite.

Verso la Salvezza del Lasciar Andare

Mentre i passi procedevano verso casa la mia mente ragionava verso il prossimo addio. So che devo – ancora una volta –  lasciar andare quella parte di me, cosi come l’albero lascia andare la sua foglia. DEVO FARLO naturalmente per darmi la possibilità di crescere e SALVARMI da schemi comportamenti e abitudini che mi limitano.

Mi chiedevo, passando fra le foglie di platano cosa potevo e dovevo fare, e cosa in realtà mi impediva di compiere quell’addio.

Lasciare andare quella parte di me significa accettare quella  mia utile morte

Appena il pensiero si è composto tutto è stato chiaro. È la paura di perdere quella “me” che mi frena e mi attanaglia stringendo ciò che non mi serve più. Ho paura di dimenticare e perdere quell’immagine di me, utile fino a poco tempo fa ma che ora deve lasciare spazio alla mia nuova Me.

Dovrei esserci abituata! Mi è capitato tante volte e so che succederà ancora, fortunatamente!

Eppure, quella sensazione di perdita si presenta ad ogni stagione di cambiamento. So benissimo che dopo questo salvifico LASCIARE ANDARE rinascerò e l’energia della nascita mi condurrà con leggerezza dove sto andando ma perché questo trattenere?

Le domande trovano sempre risposte

Questa domanda mi ha fatto osservare le foglie. Aggrinzite lontano dall’albero madre: mi sono chiesta a cosa servono ?

Loro sono l’evidenza del passaggio, l’elogio del cambiamento.

Mentre il rientro a casa era prossimo, li nell’ora che precede il tramonto ho compreso che, così come le foglie celebravano il loro addio, anche io dovevo riconoscere il passaggio, dovevo celebrare il mio cambiamento.

Cambiare significa in parte morire. Accogliere la salvezza del lasciar andare, che ci dona la nuova vita.

L’elogio al mio cambiamento lo celebro qui con le parole, come sono abituata a fare mettendo nero su bianco a memoria futura per ricordarmi di accogliere quella paura che mi porterà alla mia nuova gioiosa nascita.

LA MAGIA DEL COACHING

La Magia del Coaching

Avviene ogni volta la Magia. Quella forza alchemica che sa aprire la porta del buio. Quella tenebra difficile da guardare e sbrogliare. Eppure durante la sessione di coaching magicamente quella porta si dischiude, lentamente.

Da quella porta parole non dette, dolori inconfessati, sequenze emotive concatenate, schemi replicati inconsapevolmente, abitudini non funzionali.

La magia del Coaching con leggerezza porta la luce e arriva la chiarezza.

Lo so che avverrà, forse nelle prime sessioni o forse a metà percorso ma so che avviene. La fiducia che si costruisce, le domande e l’ascolto attivo, la responsabilità e l’energia profusa da entrambi é la straordinaria Alchimia che realizza la Magia del Coaching.

Sto lavorando in One-To-One con delle donne straordinarie e con un uomo altrettanto sorprendente che hanno delle incredibili capacità, talento e una bellezza d’animo commovente.

Settembre é stato intriso di sessioni profonde e questo Ottobre londinese, finalmente piovoso, mostra giá sessioni intense e ricche di emozioni forti, si lavora tanto ma si ride anche con una nuova consapevolezza.

Si affrontano tematiche complesse e azione dopo azione a piccoli passi o con salti prodigiosi, scatti di crescita si arriva ad individuare quella personalissima strada che porta alla meta.

Tutto parte con una sessione gratuita di coaching dove ci si conosce, si individuano i bisogni da soddisfare. Sin da quella prima ora si intravede il possibile percorso e cosa posso fare io umile strumento del coaching affinché la Magia del cambiamento si realizzi. La Magia di far accadere la vita che si desidera con la volontà di arrivare alla piena armonia di se stessi. Quell’ora di coaching dá i primi strumenti, conferma che si é in cammino e la/il Cliente volge lo sguardo attento al proprio Sé Creatore

Gli obiettivi fissati a inizio percorso si perfezionano si compiono azione reali, il cammino é tracciato. Da quello stato di blocco, di indecisione, da quel fare e sbagliare, di quel fare e riprovare si arriva al fare e si raggiunge l’obiettivo con forza creativa e generativa.

Questo é il coaching toccare con mano la grandezza dell’essere umano, quella inesauribile forza di ripresa e rinascita. L’alchimia trasformativa si compie.

Sono grata a questa professione che mi aiuta ogni giorno di piu portare avanti il mio scopo nella vita: essere una componente della Magia del tuo Cambiamento.

Il coaching é Magia perché tutto accade se tu lo vuoi.