Un giorno il vento di Cambiamento bussó alla mia porta

Un giorno il vento di Cambiamento bussó alla mia porta

Un giorno il vento di Cambiamento bussó alla mia porta
In un giorno come gli altri il vento di Cambiamento bussó alla mia porta. Arrivó vestito da Poesia. Ci sono Poesie che eleggiamo a nostro motore di cambiamento. Fu quella e non un altra.
Quando alla mia mail arrivó la Poesia “Lentamente muoreOde alla vita” é stato come un pugno nello stomaco. Ma il momento era arrivato.
Un saggio ha detto “ quando l’allievo é pronto il Maestro si palesa”. Si ero pronta. Pronta ad agire il mio cambiamento. Ma non lo sapevo, non avevo ancora fatto niente. Il mio primo passo nel mio percorso di cambiamento é iniziato leggendo “Lentamente muore” poesia scritta da Martha Medeiros giornalista e scrittrice brasiliana. E quella Poesia, lentamente ha iniziato a parlare con me giorno dopo giorno dopo giorno.
Il testo non solo é brillantemente semplice ma anche straordinariamente chiaro mostrandoci le nostre cattive abitudini quotidianamente riproposte, Nella nostra vita. Io nella mia.
Lentamente muore, é stata una piccola goccia quotidiana che ha iniziato a irrorare il mio deserto interiore, per anni lasciato ad inaridire.
E cosí in quella mattina inattesa di tanti anni fa “Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi..” inizió a far vacillare il mio schema ripetitivo, l’abitudine senza colore e gioia, un trascinarmi lentamente verso la morte. Ho iniziato a guardare le mie giornate senza sapore, grige, costruite schematicamente per soddisfare le esigenze altrui credendo fossero mie.
Le parole “Lentamente muore chi non capovolge il tavolo quando é infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati…” risuonavano in me tutto il giorno, mentre rientravo la notte tardi dopo un lunga, spesso estenuante, giornata di lavoro. Mi parlavano quando guardavo il cassetto polveroso dei miei sogni, esanimi prossimi alla morte, sfidavano la mia corazza protettiva fedele carceriera di qualsiasi “voglio” avessi mai pensato.
Questa poesia instancabile e tenace inziava a germogliare in me, qualcosa cresceva, un indistinto pulsare.
Quelle parole “Muore lentamente chi distrugge l’amor poprio ..” iniziarono a prendermi a schiaffi per risvegliarmi, mi scuotevano e “Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo ..” rimbombavano in tutto il mio corpo: il cuore pompava, le gambe volevano correre, le mani volevano distruggere e costruire, gli occhi iniziarono ad essere assetati di orizzonti e le parole iniziarono a formulare domande.
“Lentamente muore” fu l’inizio del mio cambiamento. Lento, un vero piccolo passo, consapevole che “… essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.”
La poesia lentamente agiva in me, mi sospinse coraggiosamente, mi diede forza, mi indicó la strada, impervia e tortuosa, in molti momenti dura e faticosa, con importanti decisioni da prendere. Mai volsi lo sguardo indietro perché “Lentamete muore” mi ripeteva ogni mattina “Soltanto l’ardente pazienza porterá al raggiungimento di una splendida felicitá”.
E cosí, lentamente, ho agito il mio cambiamento, ho cambiato lavoro, ho iniziato a usare il voglio e dimenticare il devo, ho aperto il cassetto dei sogni e li ho trasformati in progetti che curo con amore e attenzione, sto ampliando i miei orizzonti allungando il mio sguardo incurante dei confini che altri vorrebbero impormi.
E lentamente ho ripreso a vivere, vivere pienamente la mia vita. Questa poesia é ancora una mia compagna di viaggio, ormai siamo delle vere amiche.
Grazie Martha Medeiros e grazie a quel mio giovane Amico per questo grande regalo.

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