Una riflessione sul condominio 62

Una riflessione sul condominio 62

Una riflessione sul Condominio 62
Le condomine hanno fatto pace, o meglio, io ho accettato e mi permetto di essere chi sono. Anni fa non lo sapevo, io ero madre e moglie, io Matilde esistevo poco o forse niente. Poco, é piu veritiero. Se non ci fosse stato quel poco non avrei avuto la capacitá di entrare in crisi e trovare tutta me stessa. All’inizio era il caos come in ogni nascita di Mondo che si rispetti. Infatti nel trovare Matilde mi sono imbattuta in piu di una. Giá sono tante, contradditorie, volubili, intransigenti spesso, poco disponibili al dialogo, anche creative e scandalosamente dispotiche, ma anche divertenti e molto inesperte. In tutto questo caleidoscopio portare avanti le quotidiane giornate é stato, e in parte lo é tuttora, un duro lavoro. Per non stramazzare e indirizzare positivamente tutte queste forze, sia centripete che centrifughe ho dovuto fare appello a risorse interne e esterne per risolvere conflitti, dispute, sogni, cadute, speranze, richieste, desideri delle cinque condomine; la Capocondomina, l’Innamorata, la Poetessa la Ribelle e l’Eterna-Adolescente. Il – duro- lavoro di capire chi avevo quotidianamente davanti allo specchio é iniziato piu di una decina d’anni fa, e ancora c’e tanto da fare. A dirla tutta credo che non smetteró mai di cercare l’essenza di me, costantemente influenzata dalla vita, dagli altri essere umani, dalle generiche paure, dalla genetica curiositá. Quindi tra un conoscermi e sperimentarmi cerco di essere quanto piu fedele a me stessa, quella che ho trovato, riconosciuto come la mia vera Matilde. Con le Condomine ho fatto una vera auto-psicoterapia (di gruppo) interrogando tutte quelle parti di me che non conoscevo perche tenute in cantina … meglio nelle segrete del castello dove nessuno poteva sentirle, tanto meno io. Per anni sono stata sorda e vedevo solo una strada, permettevo solo ad una condomina quella piu dura, piu corazzata, piu resistente, di vivere.
Non sapendolo percepivo che le parti creative di me non avrebbero resistito. Penso ancora che le persone sensibili creative non prevaricatrici abbiano una vita piu difficile e debbano necessariamente potenziare una parte di loro stessi per continuare a vivere sino al momento di far vivere anche quelle parti. Per me é stata ed é la Capocondomina sempre pronta a fare la sua parte al momento giusto. Anche la Ribelle che é tosta e sarebbe potuta essere un ottima alleata della Capocondomina, in realtá la contestava per consentire a tutte le Condomine segregate di ottenere la libertá. Le crisi arrivano e spesso passano senza che niente cambi, perché facciamo di tutto per scansarle, evitarle, nasconderle e non ascoltarle o darle un banale contentino, un placebo velenoso.
Talvolta, e questo é accaduto a me, la crisi ha trovato la porta socchiusa, grazie a quella parte di me che non era morta, che fiduciosa proprio li nelle segrete al buoio aspettava il momento propizio.
La Capocondomina ha fatto un ottimo lavoro anche in questo non dava niente a loro, giuto poca acqua e poca luce, e questo ha fatto si che fossero affamate di acqua di luce e come un branco di lupe hanno scardinato catene e hanno attorniato la Capocondomina chiedendole di cavalcare il mostro, la paura, l’orco pauroso e insieme abbiamo cavalcato la crisi, siamo state dentro l’occhio del ciclone, abbiamo attraversato l’oceano della tempesta, sempre insieme. Durante questo tormentato e difficile viaggio la Capocondomina guidava e mostrava la sua forza, la resistenza alle difficoltá, e al dolore e ascoltava le istanze che dalla Poetessa arrivavano, recepiva la voce dell’Innamorata e dell’Eterna-Adolescente e teneva in considerazione il punto di vista della Ribelle trovando il modo di convivere iniziando a comprendersi ad accettarsi e ascoltarsi.
La riflessione che segue l’auto-psicoterapia di gruppo vissuta e sperimentata all’interno del condominio 62 é proprio questa: il percorso di auto-conoscenza e conseguente consapevolezza e accettazione di tutte le personalitá esistenti. Questo non significa che le differenti esigenze non entrino talvolta in collisione ma l’esperienza mi ha insegnato che ascoltare quei piccoli grandi disagi dirimere difficoltá e rispondere a richieste importanti ci consente a tutte noi presenti nel condominio di capire se stiamo andando dalla parte giusta, se stiamo facendo veramente cio che profondamente vogliamo per noi stesse. Il Condominio 62 é sempre un luogo di grande fermento, di spinte di entusiasmo e picchi di tenebra, attimi di egocentrismo e sana salvezza, pozzo di grande saggezza. Vi abitano ancora 5 personalitá diverse spesso vogliono cose opposte ma hanno trovato il modo migliore per dialogare affermando e riconoscendo chi sono, dichiarando e agendo cio che vogliono e desiderano. Prossimamente cambierá qualcosa nel blog anche il loro modo di raccontarsi mostrando sempre piú la loro profonda e piena natura.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *